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  • “Non mi dimetto, Fini apra la crisi in Parlamento”

    Pubblicato il Novembre 7th, 2010 Max 5 commenti

    On. Silvio Berlusconi – Presidente del Consiglio dei Ministri

     

    5 responses to ““Non mi dimetto, Fini apra la crisi in Parlamento”” Icona RSS

    • COME MINIMO DEVE VOTARE CONTRO QUEL SISTEMA CHE DICE FINI ESSERE IL MALE DEL PAESE MA CHE FINO A IERI LO VEDEVA PROTAGONISTA.
      MA LUI è ABITUATO A CHIUDERE PARTITI APRIRLI A SUO PIACIMENTO SOLO PER AMBIZIONI PERSONALI.

    • Tocca a Fini votare la sfiducia,No a Berlusconi dimettersi.

    • Personalmente non sono d’accordo su “certe operazioni” condotte in maniera affrettata. Sta di fatto, che questo sipario sul “berlusconismo” è il caso che cali definitivamente. Speriamo che di ciò ne trarremo un beneficio tutti quanti: non parlo da Finiano, ma da Italiano. D’altronde il passato lo conosciamo già, sul futuro è bene non lanciare “proclami e sentenze” ma assumere atteggiamenti e comportamenti prudenti. Piuttosto cerchiamo, nel nostro piccolo, di comportarci in maniera: civile, onesta e responsabile, così da meritarci una classe dirigente alla nostra altezza.

      P.S. Se non tocca a Berlusconi dimettersi, figuriamoci a Fini (piccola considerazione di parte).

    • Giusto se pero fini si affacciasse ora alla politica ma tutti questi anni non si e’. Accorto poverino di come funziona la politica allora se Berlusconi ha prodotto questo tutto male che lui dice fini e’ responsabile quanto lui o per le poltrone Berlusconi va bene.
      Uu marziano sceso dal cielo per salvare l’Italia.

    • Il problema grosso, amici di buona volontà, non è solo di carattere politico, ma soprattutto di carattere etico-morale. L’attuale Premier non rappresenta più: né moralmente, né politicamente quello che si era, lui stesso con il bene placido degli alleati(questo è vero), proclamato. Ovvero, non incarna più la leadership che l’evoluzione dei tempi richiede. E’finita l’era del feudatario e del suo feudo. Berlusconi non ha affatto compreso che già si è aperta una nuova era: l’era della III Repubblica. O con Fini o senza Fini il registro di fare politica è già cambiato. Adesso la politica la fa chi è in grado di farla. L’elettorato comincia ad essere più informato e più esigente. Se non riceve risposte concrete: ti depenna o si astiene. “I tempi cambiano, egregi amici, ed i vecchi leaders che propongono vecchi modelli di intendere la politica, si ecclissano, tramontano. Nulla è per sempre. Anche io che in questo momento vedo di buon occhio la politica di Fini potrò, dall’oggi al domani, cambiare opinione e diventare da “finiano”, “travaglino”(seguace di Marco Travaglio). Gli schieramenti ad oltranza per questo o quel personaggio politico non possono più esistere. Sosterremo chi sarà capace di dimostrare il proprio valore sul campo. Andrà avanti chi lo merita e soprattutto chi si occuperà, onestamente, della gestione della cosa pubblica lavorando sodo. Questo è diventato un “mercato” oltremodo selettivo, anche in politica. “Se ne facciano una ragione i politici arroccati in governi granitici che gli permetteranno, al loro modo miope di vedere, di rimanere in sella nei secoli dei secoli.” Non è più così, e noi di G.I. di questo metodo di pensiero ne faremo una filosofia di vita, sperando di trasmetterla a tutti gli amici di buona volontà.


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