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  • No all’obbligo delle dichiarazioni telematiche

    Pubblicato il ottobre 26th, 2007 Max Nessun commento

    di Libero 
    Il Consiglio di Stato ha bocciato la bozza di regolamento governativo che intendeva abolire la possibilità, per i contribuenti, di presentare, per le imposte indicate in oggetto, le dichiarazioni su modelli cartacei, avvalendosi delle banche convenzionate o degli uffici postali. Nel parere si legge che: “La Sezione è ben consapevole della maggiore efficienza che il sistema raggiungerebbe con indubbie accelerazioni con riguardo sia alla disponibilità dei dati desunti dalle dichiarazioni dei sostituti d’imposta sia alla piena conoscibilità in termini assolutamente vicini dei dati delle dichiarazioni presentate dagli obbligati in via principale. L’apprezzamento per questi intenti non modifica, tuttavia, il giudizio di non conformità della proposta modificazione normativa alla stregua di quanto stabilito da disposizioni di rango primario. A norma dell’articolo 6, comma 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212 (recante disposizioni sullo statuto dei diritti del contribuente), “l’amministrazione finanziaria assume iniziative volte a garantire che i modelli di dichiarazione, le istruzioni e, in generale, ogni altra propria comunicazione siano messi a disposizione del contribuente in tempi utili e siano comprensibili anche ai contribuenti sforniti di conoscenze in materia tributaria e che il contribuente possa adempiere le obbligazioni tributarie con il minor numero di adempimenti e nelle forme meno costose e più agevoli”. La compilazione della dichiarazione esclusivamente con modelli telematici si pone in esatta controtendenza agli indirizzi operativi desumibili dalla norma appena trascritta.  Quel tipo di compilazione rappresenta un notevole aggravio per una folta schiera di contribuenti, cioè per tutti coloro che non hanno consuetudine con i relativi strumenti e che sarebbero in ogni caso costretti a richiedere aiuti e consulenze per l’espletamento di un dovere costituzionalmente sancito. L’effetto, ancorché certo non voluto, sarebbe quello di sancire un allontanamento e non di riavvicinare il cittadino con le istituzioni”.

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