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  • No a sacrifici che non tengono conto del principio di differenziazione territoriale

    Pubblicato il luglio 16th, 2011 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Il fatto che la manovra finanziaria del Paese sia stata approvata dal Governo prima e dal Parlamento dopo in tempi record pone in evidenza il grado emergenziale dei temi connessi ai conti pubblici ed alla necessità di respingere le speculazioni finanziarie. Detto questo però, non posso non rilevare ancora una volta come lo Stato continui a promuovere politiche pubbliche di risanamento disancorate dal contesto istituzionale.

    Da una parte si assiste infatti ad un’accelerazione dei meccanismi connessi al Federalismo fiscale ed all’innesto nell’ordinamento del binomio autonomia/responsabilità di Regioni ed Enti locali, dall’altra il legislatore statale continua ad incidere pesantemente non solo su ambiti della fiscalità generale ma anche su materie notoriamente attratte alla competenza dei livelli istituzionali non statali, ledendone palesemente i principi costituzionali dell’autonomia e della differenziazione territoriale.


    Una scelta politica è equa quando i destinatari della stessa si trovano sullo stesso piano. Allorquando, come nel caso del nostro mezzogiorno, i territori del Paese sono diversi per caratteristiche sociali ed economiche, le politiche pubbliche in generale e quelle di politica fiscale e tributaria in particolare, devono essere ritagliate su misura, per non incorrere nella censura di iniquità sociale.

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