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  • Nidifica l’Airone cenerino a Pergusa

    Pubblicato il aprile 17th, 2008 Max 3 commenti

    di Rosa Termine
    L’osservazione della fauna al Lago di Pergusa rivela una diversificazione sempre maggiore. È noto che gli organismi sono tra loro strettamente legati; l’introduzione delle carpe nel lago, avvenuta da parte d’ignoti un paio d’anni fa, ha avuto conseguenze ecologiche immediate, come ad esempio la comparsa di specie piscivore, in precedenza assenti. Tra queste cormorani, gabbiani ed aironi. Gli Aironi cenerini, che quest’anno si osservano al Lago da febbraio, hanno scelto per la prima volta (da quanto riportato in letteratura) di nidificare qui. Questa specie, migratrice e svernante abbastanza comune in Sicilia, dagli anni ’80 ha anche iniziato a nidificare, ma sempre con poche coppie, sparse nei pochi ambienti idonei; nel lago di Pergusa si era visto raramente e solo di passaggio, ma quest’anno, grazie alla nuova disponibilità alimentare, si è fermato per fare il nido; questo (nella foto di R. Termine) contenente almeno tre pulcini viene tenuto sotto controllo dalla dott.ssa Rosa Termine, biologo dell’Università Kore di Enna.
    L’Airone cenerino, appartenente alla famiglia degli Ardeidi, è il più grande tra gli aironi europei (circa 90 cm di altezza); ha becco massiccio e appuntito con mandibola inferiore gialla, corpo grande e compatto; la colorazione è grigio-cenerina nelle parti superiori e bianca in quelle inferiori; i lati della testa sono neri con vertice bianco, il capo presenta due lunghe penne nere erettili, dette “egrette”; gli occhi sono gialli.
    É un cacciatore solitario; immobile sulla riva o nell’acqua bassa, oppure camminando lentamente, l’Airone cenerino scruta davanti a sé alla ricerca di una preda: un pesce in genere, ma cattura anche anfibi, piccoli rettili, piccoli mammiferi, insetti e altri invertebrati; appena avvista la sua preda, il collo scatta fulmineo in avanti per infilzarla con il becco, lungo fino a 13 centimetri. Come tutti gli uccelli, ha bisogno di molto-


    cibo in rapporto al peso corporeo: mangia, infatti, fino a mezzo chilo di pesce al giorno, catturando soprattutto i pesci vecchi o malati che sono quelli che più si avvicinano alla superficie, svolgendo così un controllo numerico delle popolazioni ittiche.
    Nel periodo riproduttivo, alcune penne allungate e lanceolate (filopiume) sono presenti sul dorso, alla base del collo e nel ciuffo sulla nuca. Nidifica in colonie composte da qualche decina ad alcune centinaia di nidi, chiamate “garzaie”. La vita in colonia è necessaria per la difesa dai predatori, come le Gazze, le Cornacchie grigie e i Falchi di palude. Il nido, costruito da entrambi i partners, è un voluminoso ammasso di rami posizionato solitamente su alberi ad alto fusto; frequentemente nidifica anche su arbusteti di tamerice e di rovo, mentre sono occasionali le nidificazioni in canneto. La riproduzione ha luogo tra marzo e maggio; le uova (in genere 4-5) vengono covate da entrambi i genitori per 25-26 giorni e i giovani si involano a circa 50 giorni. Dopo l’involo, i giovani diventano concorrenti per la colonia e devono partire per cercarsi nuovi spazi. All’arrivo dell’autunno, comunque, molti aironi riprendono il volo per l’Africa, solo una parte si ferma in Sicilia.
    Specie diffusa in tutta l’Europa centrale fino alle isole Britanniche e in parte della penisola Scandinava e dell’Europa sud-orientale, in Italia giunge in gruppo in primavera, dopo aver trascorso l’inverno nell’Africa tropicale; migratore regolare e parzialmente svernante, è ben diffuso in Piemonte, Lombardia e pianura Padana, dove spesso nidifica; è nidificante scarso in Toscana, nelle zone costiere dell’Italia centro-meridionale e nelle isole.
    É una specie protetta (Convenzione di Berna, Legge 157/92, Lista rossa IUCN), in quanto è condizionata dalla crescente sparizione degli ambienti acquatici e dall’inquinamento delle acque.

     

    3 responses to “Nidifica l’Airone cenerino a Pergusa” Icona RSS

    • Massimiliano Sgroi

      Rispetto totale per la flora, la fauna e per tutti coloro che amano la natura, ma forse sarebbe meglio per tutti se a Pergusa invece di nidificare gli aironi nidificassero le corse automobilistiche internazionali,
      patrimonio e ricchezza di una Provincia ormai prossima alla fine.

    • Massimiliano Sgroi

      Con le uova di airone si è fatta una grande frittata. Peccato che la mangino solo alcuni.

    • Massimiliano Sgroi

      E’ Primavera…
      All’alba e al tramonto, tra i canneti in riva al lago, tra il riflesso della luce sull’acqua, si scorge da lontano, un copertone bavoso, nido di adorabili insetti che solleticano il ventre della popolazione locale, cibo prelibato dell’airone cenerino, specie animale in via d’estinsione che gode della protezione del nostro signore e padrone Don Rodrigo, uomo di panza e garante della patria podestà. I suoi bravi, accampati a pochi metri dalla riva, vegliano in silenzio, nutrendosi di tutto quello che l’habitat circostante produce, compreso le uova d’airone. Al calar del sole, spunta dalla tribuna principale dell’autodromo la bavosa palermitana, animale anch’esso in via d’estinsione, specie molto rara, presente solo da qualche anno, che ha cercato di adattarsi all’habitat circostante con poco successo, infatti, per via della presenza dei bravi, rischia di emigrare definitivamente, senza far mai più ritorno.


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