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  • “Nel partito carismatico la crisi del leader rischia di travolgere tutta l’organizzazione partitica”

    Pubblicato il maggio 30th, 2011 Max 2 commenti

     

    Massimo Greco

    …ecco perchè continuo a sostenere, pur rimanendo con i piedi ben saldi in una società plasmata dai media, che una formazione esponenziale della società civile come quella partitica, a cui la Costituzione italiana affida una fondamentale funzione pubblica, non può fondare la propria organizzazione esclusivamente sul fascino e sul carisma del suo leader. In tale contesto occorre trovare una formula mediana tra i due casi oggi diametralmente opposti che,  a titolo esemplificativo, riduca il leaderismo del PDL a vantaggio della sua classe dirigente ovvero aumenti il leaderismo del PD a svantaggio della sua classe dirigente. Facile a dirsi e difficile a praticarsi, ma abbiamo il dovere di rifletterci.

     

    2 responses to ““Nel partito carismatico la crisi del leader rischia di travolgere tutta l’organizzazione partitica”” Icona RSS

    • Qualsiasi movimento politico, degno di questo nome, deve tenere ben presente che il livello culturale della collettività e l’informazione che ne recepisce, la stessa, si sta alzando notevolmente grazie all’utilizzo di media televisivi ed informatici con annessi gli strumenti di lettura (libri) che non vanno trascurati e che informano una classe intellettuale che, presa dalla rabbia, comincia a rendersi parte in causa contro questa forma imperante di “totalitarismo mediatico”. La politica non può prescindere da tutto ciò, deve comprenderlo. E’ vero, esiste ancora una classe sociale mediocre che rappresenta e riveste il ruolo di “parco buoi”; fortunatamente anche lei si sta svegliando dal torpore infuso e diffuso da questo totalitarismo mediatico che, ad oggi, ha avuto il solo compito di renderla sempre più inconsapevole. Infatti, a tal proposito, la vicenda: “Current”, docet…

    • Berlusconi è divenuto incompatibile con la democrazia. Si deve dimettere! Gl’Italiani lo hanno voluto schiaffeggiare perché ha la faccia tosta del politico che pensa solo per sé, per le leggi ad personam e se ne fotte dei problemi dei carcerati, degli immigrati, dei pensionati, degli insegnanti, di tutti i mal stipendiati, le cui paghe perdono ogni giorno potere d’acquisto. L’illiberale e giustizialista Silvio Berlusconi viene bocciato, finalmente!, dalla maggioranza degli elettori italiani che si sono recati alle urne. Speriamo che i partiti di sinistra si sveglino ora dal loro sogno partitocratico illiberale e antipopolare, le cui politiche non sono molto dissimili da quelle di Silvio Berlusconi, il Frankenstein politico da loro stessi creato.


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