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  • Morìa di pesci a Pergusa

    Pubblicato il febbraio 20th, 2008 Max 4 commenti

    di Rosa Termine
    Da diversi giorni l’Università degli Studi di Enna “Kore” effettua il monitoraggio del Lago di Pergusa in merito alla moria di pesci che si sta verificando, poiché la stessa è giornalmente presente ormai da diversi mesi presso la Riserva pergusina in quanto sta attuando il Programma di Ricerca “R. N. S. Lago di Pergusa. Monitoraggio ambientale ed elaborazioni scientifiche attraverso rilevazioni parametriche della stazione meteorologica computerizzata” per conto dell’Ente Gestore la “Provincia Regionale di Enna”. Le prime avvisaglie si sono verificate da 10 giorni a questa parte con il ritrovamento di qualche individuo morto, subito sono scattati gli interventi di controllo intanto sui parametri chimico-fisici delle acque per valutare per esempio lo stato dell’Ossigeno disciolto in acqua che al momento ha dato valori rassicuranti, però bisognerà controllare i vari parametri continuamente anche in funzione delle condizioni meteoclimatiche, infatti il forte vento di questi giorni porta sicuramente ad un rimescolamento delle acque e a dare valori di ossigeno più alti. La situazione è precipitata nell’arco di 4 giorni e nonostante ci fossero il sabato e la domenica di mezzo i tecnici della Kore hanno lavorato avvisando subito gli Enti preposti, primo fra tutti l’Ente Gestore e nella stessa giornata di domenica è stato avvisato il dott. Sferrazza, capo del Dipartimento di Prevenzione dell’AUSL di Enna che ha subito provveduto ad attivare l’iter per i controlli; già il lunedì mattina, 18 febbraio, i tecnici dell’AUSL di Enna, dott. Carmelo Giadone e dott. Nino Algozzino, insieme alla dott.ssa Rosa Termine, Responsabile Scientifico del Monitoraggio ambientale della Riserva per conto dell’Università di Enna “Kore”, si sono recati al lago dove sono stati prelevati dei campioni di acque e di pesci, sia morti che agonizzanti, da trasferire al laboratorio. Il dott. Sferrazza ha anche provveduto a far intervenire l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Palermo che martedì 20 febbraio ha prelevato altri campioni.
    Stamani, mercoledì 21 febbraio, altri campionamenti sono stati effettuati sia dall’AUSL e dal LIP di Enna che dal Dipartimento Provinciale di Enna, nella persona del direttore dott. Daniele Parlascino, dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente (ARPA).-


    I Pesci, assenti nelle acque del Lago dagli anni ’80, hanno fatto la ricomparsa dall’estate 2004 per introduzioni da parte di ignoti (dal 2004 si osservano le gambusie mentre dal 2006 le carpe). Storicamente la popolazione ittica del Lago contemplava: Cefalo (Mugil cephalus), Tinca (Tinca tinca), Anguilla (Anguilla anguilla), Latterino (Atherina boyeri), Gambusia (Gambusia affinis holbrooki) e Nono (Aphanius fasciatus) anche inteso “mazza murru”. I pesci venivano annualmente introdotti per opera di privati allo scopo di essere poi pescati.
    La Carpa (Cyprinus carpio) è originaria dell’Est europeo ed Asia Orientale. Con le introduzioni, oggi è la specie più diffusa. Appartiene alla famiglia dei Cyprinidi ed ha dimensioni, a 3-4 anni, di 20-40 centimetri; è una specie eurialina, adattandosi anche ad ambienti salmastri; è soprattutto litofago ma la sua alimentazione comprende anche invertebrati di fondo, larve di insetti, anfibi ed avannotti di altri pesci. Essa compete con le anatre tuffatrici per il cibo, inoltre provoca un intorbidimento dell’acqua, sia direttamente che indirettamente, a causa della sua attività alimentare: direttamente, smuovendo i sedimenti in maniera meccanica durante il “pascolo” e indirettamente in quanto ingerisce fosfati dal substrato durante l’attività di foraggiamento, che poi espelle in una forma solubile, facilmente assorbita dalle alghe, che provoca dei bloom algali. L’intorbidimento dell’acqua impedisce alla luce di arrivare al fondo causando la riduzione della produttività e quindi la diversità degli habitat. La massiccia presenza del pesce a Pergusa ha determinato un aumento degli uccelli pescivori quali Cormorani e Gabbiani che si contano in numero di centinaia e la riduzione delle anatre. L’introduzione di specie estranee all’ambiente naturale è sempre un fenomeno che induce delle ripercussioni negative sull’ambiente, purtroppo questo è un fenomeno che non è facile controllare e che necessita di una informazione e sensibilizzazione a tappeto di tutta la cittadinanza per far capire che la liberazione di qualsiasi animale (pesci, tartarughe e tanti altri) in natura non va assolutamente fatta; tra l’altro ci sono dei Centri di recupero che possono accogliere eventuali animali diventati un peso per l’ambiente domestico.

     

    4 responses to “Morìa di pesci a Pergusa” Icona RSS

    • secondo il mio modestissimo parere, bisognerebbe analizzare i sedimenti del lago di pergusa e dare particolare attenzione ai sedimenti di piombo . . .

    • “Qualcuno” ora dirà che OVVIAMENTE è colpa dell’autodromo…

    • Il Presidente Salerno si inventa organismi estemporanei per affrontare il problema e non convoca, invece, il Consiglio provinciale scientifico previsto dalla normativa vigente. Rimando ad una mia interpellanza sull’argomento: http://www.massimogreco.org/consiglio_scientifico.htm

    • salvo andrea romano

      La crescita delle alghe è dovuto all’aumento del Fosfato inorganico, la causa può essere la presenza di scarichi abusivi in cui sono presenti detersivi e simili.
      Se fosse stato piombo i pesci non sarebbero morti in questo modo.
      La concentrazione della tossina di quell’alga ha raggiunto livelli troppo alti!


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