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  • Mission impossible per Sonia Alfano, tra i rifiuti ennesi e i suggerimenti di Seneca

    Pubblicato il settembre 29th, 2016 Max Nessun commento

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    di Massimo Greco

    La cura degli interessi pubblici affidata a quei cittadini che esercitazioni funzioni amministrative è generalmente anonima, nel senso che, parafrasando Deng Xiaoping, “non importa se un gatto è bianco o nero finché cattura i topi”. Ma non sempre è così, visto che in alcuni casi la scelta di attribuire determinate funzioni di pubblico interesse dipende da un nome e da un cognome. La nomina di Vittorio Sgarbi quale Coordinatore unico dei lavori di restauro della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina (con la preziosa collaborazione dell’Arch. Rosa Oliva) è l’esempio più plastico di come una medesima questione possa sortire evoluzioni diverse in funzione di chi è preposto alla sua cura. Verosimilmente, sarebbe stato impossibile per un altro professionista interno o esterno alla Regione riuscire a portare a compimento una complessa opera di restauro in un bene culturale come La Villa Romana del Casale in cui notoriamente s’intrecciano poteri di varia natura.

    Un secondo esempio che sembra assumere la stessa consistenza è quello della nomina di Sonia Alfano a Commissario Straordinario della società di regolamentazione rifiuti (SRR) che – prima o poi – dovrà prendere il posto della liquidanda società d’ambito “EnnaEuno”. Sonia Alfano è stata infatti chiamata dal 1° agosto 2016 ad esercitare poteri accertativi ed eventualmente sostitutivi in ordine ai compiti e alle funzioni indicate nell’Ordinanza emergenziale del 30 giugno scorso emessa dal Presidente della Regione Crocetta in materia di rifiuti. Il Commissario Alfano, nelle more del completo trasferimento del servizio integrato al nuovo soggetto (SRR), dovrà assicurare la continuità del servizio di raccolta dei rifiuti in nome e per conto dei 20 Comuni dell’ambito territoriale ennese ed accelerare le procedure necessarie per addivenire all’affidamento del servizio in conformità alle previsioni di legge. Missione impossibile (?) in un ATO come quello ennese che è già riuscito ad accumulare debiti per oltre 150 milioni di euro.

    Dura e cruda la requisitoria fatta dal neo Commissario dopo i primi mesi dall’insediamento nella conferenza stampa di ieri appositamente convocata. “Buchi”, “distrazioni di somme”, “gestioni allegre”, “danni erariali”, e “responsabilità dirette dei Sindaci” sono solo alcune delle pesanti parole pronunciate durante una relazione in cui sono presenti tante “luci” ma che alcune importanti “ombre”. Tra le “luci” certamente una forza di volontà non comune nel perseguire anche “a testa bassa” gli interessi pubblici sottesi al suo commissariamento; la capacità di dialogare con i Sindaci soci, forte dell’esperienza già maturata nella consorella società d’ambito trapanese e della conoscenza delle dinamiche della politica per avere svolto diversi incarichi istituzionali; la serenità di confrontarsi con gli operatori e i loro rappresentati sindacali per concertare un ipotesi credibile di riduzione del costo complessivo delle risorse umane; l’acume nella ricerca delle criticità finanziarie che continuano ad inceppare il sistema; la determinazione nell’impedire l’abuso delle ordinanze sindacali – ex art. 191 – per una gestione comunale autonoma del servizio; la consapevolezza dei poteri emergenziali e derogatori di cui dispone per riuscire ad aprire porte che si erano irrimediabilmente chiuse.

    A fronte di numerose frecce lanciate nella direzione dei Sindaci rei, peraltro, di non essere risusciti a governare una loro creatura, ancorchè necessariamente voluta dal legislatore per gestire unitariamente il servizio rifiuti, pochissimo è stato detto (e forse fatto) in ordine alla individuazione delle responsabilità sull’altro versante della mala gestio della società “EnnaEuno”, quello del management burocratico. E proprio tutta responsabilità dei Sindaci il fallimento della società d’ambito? Nulla è stato detto sulle modalità future di gestione del servizio alla luce del fatto che la SRR potrà solamente esercitare funzioni di regolamentazione del servizio e non operative. Così come nulla (o quasi) è stato detto in ordine al fenomeno della frammentazione dell’unicità del servizio integrato ad opera degli ambiti di raccolta ottimale (ARO) che stanno sorgendo come funghi, nonostante una diffida trasmessa alla Regione dal Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri e una mirata istruttoria/segnalazione dell’ANAC.

    In attesa di aspettare fiduciosi i primi risultati positivi, non ci resta che suggerire la lettura di un passo de “L’ira” di Seneca, secondo cui II padrone di una nave che lascia entrare molta acqua dalle connessure allentate se la prende forse con i marinai e con la nave stessa? Piuttosto corre ai ripari, e una parte d’acqua la ferma, un’altra la sgotta, ottura le falle evidenti, resiste con continuo impegno a quelle invisibili che lasciano entrare acqua di nascosto e non è indotto a fermarsi dalla constatazione che, quanta acqua sgotta altrettanta se ne riforma. Contro i mali continui che si riproducono c’è bisogno di un soccorso persistente, non perché cessino, ma perché non abbiano la meglio”.

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