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  • Matteo Salvini il condottiero delle Lega vuole radicarsi anche in provincia. Di lui ne parla un suo amico, Ferdinando De Francesco, che lo ha invitato a Leonforte giovedì 19 Luglio

    Pubblicato il Luglio 6th, 2018 Max Nessun commento

    Ferdinando De Francesco e Matteo Salvini

    Paolo Di Marco

    C’è chi lo ritiene un razzista, altri un provocatore, altri ancora per spiegarne le odierne gesta politiche si spingono a scomodare perfino il ventennio fascista. Lui si chiama Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega, che insieme a Luigi Di Maio, M5S, ha dato vita alla struttura portante del Governo Conte.

    Se apprezzamenti e prese di distanze sono evidenti, tutti concordano nel riconosce a Salvini la capacità di essere estremamente diretto, idee chiare e sempre all’attacco. Nel 2012 prese nelle mani un partito, Lega Nord, che usciva dall’era Bossi con una eredità niente affatto lusinghiera. In campo elettorale segnava pressapoco il 4% e faceva i conti con una gestione spensierata del bilancio interno. Tanto spensierata da essere bacchettata dalla Magistratura che oggi chiede alle casse di partito un prelievo forzoso di ben 46 milioni di euro. Salvini capisce, fin dall’inizio del suo mandato, che se vuole un partito forte lo deve sdoganare dalla Padania e farlo diventare un soggetto politico nazionale.

    Il primo fac-simile di Salvini candidato alle Europee

    Si arma quindi di mannaia e nel simbolo tronca la dicitura Nord presentandosi per le vie e le piazze del Sud. L’impatto è duro, drammatico a volte anche feroce. Il Matteo leghista però mette a frutto alcuni concetti base della sua professione, giornalista. Sa come bucare lo schermo, come far arrivare immediatamente alla gente il suo messaggio e così inizia la scalata. La recente storia politica dell’attuale ministro degli Interni è nota a tutti ma in provincia di Enna, a Leonforte precisamente, c’è qualcuno che invece vuole sottolineare alcuni aspetti dell’uomo Salvini, si tratta di Ferdinando De Francesco. Un cinquantasettenne funzionario dell’Istituto Autonomo Case Popolari che ha passato ben nove anni fianco dell’attuale ministro a Milano. De Francesco vanta un lungo passato politico, ha militato nelle fila della Dc, per poi passare in An e rivedersi per alcuni momenti nell’Mpa. Infine i suoi nove anni a Milano lo hanno tatuato di verde e la Lega è diventato il suo partito. Non a caso è fra i primi siciliani a mettere in tasca la tessera della Lega Nord e sicuramente il primo a presentarsi ogni anno alle celebrazioni di Pontida con la bandiera della Sicilia prima ancora che lo facesse il presidente della Regione Nello Musumeci. La espone in bell’evidenza anche a Milano dietro uno striscione “Lambrate Autonomo” e fra numerose bandiere leghiste.

    Milano 2006 – La bandiera della Sicilia con De Francesco insieme alle bandiere Padane

    A guardare l’album fotografico di De Francesco c’è da scuotere la testa. Sempre presente nelle manifestazioni della Lega Nord con la bandiera della Sicilia in mano. E sempre tutto intero?

    Si ma è stato facile – dice Ferdinando –. Mai nessuno mi ha insultato o insultato la mia Sicilia”.

    Erano però gli anni dei “duri” di Bossi che a Pontida e nel nord invocavano l’azione dell’Etna per fare pulizia.

    La mia esperienza fra i leghisti mi dice che un vero sentimento negativo non c’è stato mai contro i siciliani ma contro chi ha amministrato la Sicilia e contro chi li ha sostenuti”.

    Il leghista De Francesco in una manifestazione a Leonforte

    Quindi non fa una grinza che il siciliano si scopra, di punto in bianco, leghista?

    Credo che sia invece la cosa più naturale. La forma di governo preferita dalla Lega è il federalismo, ognuno si governa da sé. Lo Statuto siciliano è una forma primordiale di federalismo”.

    Tornando al tema principale, chi è Matteo Salvini, va sottolineato che Ferdinando De Francesco venne assunto dal Comune di Milano nel 2000 e lì rimase in servizio, quale segretario del consiglio della Zona 3, fino al 2009. In quegli anni Salvini era consigliere comunale della città meneghina.

    Proprio nel corso della mia esperienza lavorativa – dice De Francesco – ho conosciuto Matteo Salvini e ne sono rimasto affascinato per la sua continua voglia di macinare politica e di mettere in campo cosa pensa. Quasi immediatamente cominciamo ad organizzare appuntamenti, comizi e cortei. Sempre insieme ci spingiamo in prima fila in manifestazioni per lo sgombero di campi rom a Milano”.

    E qui la riflessione è d’obbligo. Esce tutta l’anima razzista della Lega?

    Assolutamente no. In quei momenti noi eravamo a capo di tanti ma veramente tanti milanesi che non ne potevano più della deliquenza che fuoriusciva dai campi rom. Ci siamo scommessi però anche contro ogni altro tipo di violenza e di criminalità. Come non ricordare che le ronde sono state volute dalla Lega contro ogni tipo di delinquenza. Salvini non è un bruto è anzi un uomo molto sensibile, ha organizzato numerosi eventi culturali è stato vicepresidente di una onlus che provvedeva a comprare parrucche per donarle alle donne sotto chemioterapia. Ha voluto vedere di persona come si vive nei campi profughi; ha dormito per due notti al Cara di Mineo. Non è razzista, da italiano ha posto nella sua agenda un problema veramente sentito: l’immigrazione clandestina, con uomini e donne trasformati in schiavi. L’accoglienza praticata in questi anni non è più sostenibile e oggi da ministro degli Interni lavora per risolvere alla radice tale problematica. Gli Italiani hanno tutto il diritto di mantenere la barra dritta rispetto la propria cultura, di salvaguardare i valori cristiani che storicamente hanno animato la nostra storia e i nostri territori. Accusare Salvini di essere razzista è strumentale. Ricordo che il suo impegno è di bloccare la tratta degli schiavi perchè si tratta proprio di schiavi e non di immigrati”.

    Per De Francesco quindi non sono i sentimenti razzisti a muovere l’azione di Salvini, ma nemmeno sentimenti di destra o addirittura fascisti.

    Sono accuse che mi fanno ridere. Basterebbe conoscere un poco il ragazzo Salvini che aderisce alla Lega Nord a 23-24 anni. Ma prima prende la maturità classica al liceo Manzoni di Milano. In politica si è fatto le ossa negli ambienti dei Giovani Comunisti. Non a caso dentro la Lega milanese era ritenuto l’aderente più a sinistra del partito. Lascia i Comunisti per la Lega perchè questo partito gli offre tre punti ai quali tiene: rispetto della legalità, rispetto della famiglia e ognuno padrone a casa sua”.

    Gli anni che vanno dal 2000 al 2009 sono quelli in cui De Francesco organizza a Milano, per il partito di Bossi, conferenze, presentazioni di libri e incontri. Tanta attività e precisione nel lavoro profusi da un siciliano per la Padania. Uno di quelli che per dirla alla Bossi, mirano ad essere mantenuti. Ma per Salvini, che nel frattempo è diventato segretario provinciale del partito, non è così e il 20 Luglio del 2007 consegna a De Francesco la tessera ad honorem della Lega Nord n° 36377 segnalando al contempo la seguente motivazione: “I suoi apprezzati incontri di lavoro nelle nostre sedi, la partecipazione alle feste e agli eventi del Movimento nonché l’intenzione di presentarsi il prossimo anno candidato sindaco di Lenforte con una lista (leghista) analoga a quella di Lampedusa” gli valgono una particolare adesione. Nel 2008 la Lega non riesce ad innalzare il vessillo verde nel municipio leonfortese ma De Francesco rimane lo stesso nei ranghi. Oggi il momento sembra essere particolarmente favorevole ai verdi leghisti: due consiglieri comunali hanno costituito il gruppo ad Enna a Sala Euno e così hanno fatto altri due a Nicosia. In atto il commissario provinciale della Lega è l’ex deputato regionale Edoardo Leanza eletto nelle liste di Forza Italia.

    Matteo Salvini a Nicosia insieme ad Edoardo Leanza

    Rispetto al fronte “verde” il momento è buono anche ad Enna?

    Ritengo che Salvini abbia fatto bene a nominare commissario regionale il parlamentare e sottosegretario Stefano Candiani. Lo conosco bene, ha le idee chiare e sa come operare. Che fare ad Enna? Bisogna innanzitutto fondare e poi costruire il partito pezzo dopo pezzo. E va fondato sulla base dello statuto della Lega che prevede vari filtri interni. Uno statuto che nel Nord ha funzionato benissimo”.

    In un clima di grande euforia, in questi giorni è deflagrata la decisione della Cassazione che intende sequestare circa 46 milioni di euro alla Lega “ovunque si trovino”.

    E’ una questione delicatissima che il partito a livello centrale sa bene come affrontare. Riguardo se la questione tocchi Salvini posso solo dire che tale vicenda non ha neppure sfiorato la sua persona”.

    Ed eccoci all’invito di Ferdinando De Francesco rivolto a Matteo Salvini nella qualità di ministro degli Interni.

    Ho inviato al ministero un invito formale per giovedì 19 luglio quando a Leonforte l’associazione culturale Arcobaleno ricorderà l’anniversario della strage di Palermo dove la mano della mafia trucidò Paolo Borsellino e la sua scorta”.

    De Francesco da vicesindaco di Leonforte qualche anno fà, insieme alla locale Fidapa, riusci a far intitolare un Largo alla poliziotta Emanuela Loi.

    Lei, grazie a Dio, è l’unica donna-poliziotta vittima della mafia e la comunità leonfortese ne ha voluto onorare la memoria. Probabilmente si tratta di un agnello sacrificale all’interno della più ampia vicenda riguardante la trattativa Stato-Mafia. Basti dire che Emanuela Loi quando venne sacrificata dalla bomba mafiosa aveva solo 25 anni. Era stata catapultata nella scorta del famoso magistrato che tutti sapevano nel mirino della mafia appena dopo aver concluso il corso. Una neofita per un incarico così delicato. Fa pensare”.

    Lo stesso De Francesco non si illude, sa bene che sarà difficile che il suo “amico” Matteo Salvini giovedì 19 luglio possa essere a Leonforte.

    Ma va bene lo stesso. In tal caso lo saluterò la prima volta che verrà da segretario del partito. Il mio impegno – conclude il leghista leonfortese – permane sicuro che il cammino della Lega e di Salvini sia il cammino giusto per la nostra Italia”.

    Il personaggio politico è senza dubbio in ascesa. Alcuni vedono nero e scrutano tempi bui con i valori della solidarietà ristretti, per altri è arrivato il momento di un freno al dilagante buonismo di chi ha preceduto il governo in carica. Non sappiamo chi ha o avrà ragione; basta che ogni azione politica non esca fuori dal perimetro di riferimento che è la democrazia. Gli elettori, sommi giudici di una comunità, alla prima tornata ci diranno se la linea di Matteo Salvini è quella da seguire e se avrà bucato lo schermo anche in provincia.

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