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  • Massimo Greco: “La pretesa TIA per l’anno 2006 è prescritta”

    Pubblicato il Gennaio 8th, 2013 Max Nessun commento

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    di Libero

    qui l’intervista concessa a ViviSicilia.it:

    Ritorniamo a chiedere chiarimenti al Presidente del Consiglio Provinciale Massimo Greco sulla questione delle tariffe d’igiene ambientale che la società “EnnaEuno” continua ostinatamente a richiedere ai cittadini.

    Il Collegio di liquidazione della società “EnnaEuno” sembra non volere ritornare sui propri passi annullando in autotutela la pretesa nei confronti dei contribuenti di tutta la provincia?

    Da un certo punto di vista non ha torto se si considera che la mancata riscossione di tributi equivale a danno erariale certo. Pertanto sotto il profilo delle responsabilità amministrative e contabili è comprensibile che i liquidatori della società d’ambito cerchino di tutelarsi. Tuttavia il percorso intrapreso, oltre ad essere tardivo, è pieno di ostacoli di varia natura.

    Questo cosa significa?

    Per comprendere bene la questione, bisogna essere intellettualmente onesti e partire da due punti fermi:

    1)      Il servizio di gestione integrata dei rifiuti, anche per l’anno 2006 oggetto della pretesa tributaria, è stato assicurato dalla società d’ambito e pertanto qualcuno dovrà pure pagarlo.

    2)      I tributi, o le tasse, relativi al servizio di gestione dei rifiuti vanno pagati e l’annullamento delle delibere, ad opera del Consiglio di Giustizia Amministrativa, con le quali la società d’ambito aveva determinato l’articolazione tariffaria per l’anno 2006 non esonera i contribuenti dal pagare la tassa sui rifiuti che, nella fattispecie, dovrà essere riapplicata con l’importo pari a quello della tassa precedente legittimamente approvata dai Comuni, depurata dall’IVA.

    Ma allora il problema dove sta?

    Sta nel viziato rapporto tra soggetto attivo e soggetto passivo dell’imposizione tributaria. La società “EnnaEuno” ha sbagliato ad individuare i destinatari delle sue legittime pretese per avere assicurato il servizio. Le risorse finanziarie necessarie per assicurare il servizio vanno infatti richieste ai Comuni che, a sua volta, attraverso l’imposizione tributaria si rivolgono ai contribuenti. Siamo in presenza di una sequenza trifasica società d’ambito/comuni/contribuenti che funziona nella misura in cui ognuno è consapevole del proprio ruolo. Allorquando, come nel caso odierno, qualcuno dei attori coinvolti si muove in modo autonomo e scoordinato dagli altri il meccanismo si inceppa.

    Se bisogna comunque pagare che interesse ha il contribuente a fare emergere questi vizi facendo ricorso?

    In questo specifico caso riferito all’annualità 2006 il contribuente può eccepire, tra gli altri vizi di legittimità, l’avvenuta maturazione della prescrizione essendo decorsi i cinque anni prescritti dalla legge e non pagare più il tributo. La TIA, infatti, non è altro che una variante della TARSU avente la medesima natura tributaria. Ovviamente rimane un serio problema in capo a chi avrebbe dovuto entro il quinquennio pretendere il tributo e non lo ha fatto. Ma questo non è un problema del contribuente.

    A chi bisogna rivolgersi per presentare ricorso?

    Sul territorio provinciale operano alcune associazioni di consumatori/utenti dotate di ottimi professionisti che si sono già messi a disposizione. Ovviamente, anch’io sono disponibile ad aiutare gli ignari e “tartassati” contribuenti ad argomentare presso il competente Giudice tributario i tre profili di illegittimità di cui è verosimilmente affetta la pretesa tributaria in questione.

     


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