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  • Massimo Greco: “I moderati aspettano ancora l’arrivo della stella cometa per riunirsi”

    Pubblicato il marzo 3rd, 2013 Max Nessun commento

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    intervista di Tiziana Tavella

    al Presidente del Consiglio Prov.le di Enna Massimo Greco

    Si è avuta un’immagine piuttosto complessa di questo mandato in consiglio provinciale. Dal ricorso alla giunta tecnica, alle numerose sedute di consiglio rinviate, a difficoltà di dialogo tra le varie componenti. In realtà che lettura va data di questa esperienza?

    Ogni esperienza risente del contesto in cui questa matura. Una serie di variabili interne ed esterne ha influito negativamente sui processi politici e sulle poche decisioni adottate. Fare oggi l’amministratore di un ente locale è difficile ed a volte è pure sconveniente. I troppi vincoli di natura finanziaria hanno infatti costretto la Provincia non solo a non poter programmare nulla, privando il Consiglio Provinciale della fondamentale funzione di indirizzo politico, ma a difendere a denti stretti l’esistente. La messa in liquidazione di società partecipate dalla Provincia come il Cesis, la Multiservizi e Sicilia-Ambeinte ha generato non pochi problemi sul fronte occupazionale. Si è cercato di limitare i danni ma non sempre ci siamo riusciti. Attribuirei una funzione di transizione a questa esperienza alla Provincia, in attesa che il sistema trovi un suo equilibrio istituzionale.

    Quali emergenze rimangono ancora tali nonostante il lavoro svolto per cercare di risolverle?

    C’è un serio problema che riguarda la viabilità che ovviamente non può essere affrontato con le risorse finanziarie che la Provincia non ha. C’è poi un problema irrisolto che riguarda il rapporto non solo politico tra la Provincia e l’Università Kore. E poi c’è il problema dei problemi, cioè sapere se la Provincia Regionale di Enna continuerà ad esistere.

    Cosa sarà delle Province a suo avviso nel prossimo futuro? La scure delle soppressioni è definitivamente riposta?

    Penso che la nuova ARS dovrà porsi il problema del riordino degli enti intermedi a cominciare dalle Province ma senza omettere di considerare l’inutilità delle società d’ambito per la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, dei Consorzi di Bonifica, degli Istituti Case Popolari, delle Aree di Sviluppo Industriale e di tutti gli enti periferici che la Regione continua a mantenere.

    Quali parametri di riferimento dovrebbero essere tenuti presenti per la legge elettorale che regolamenterà le imminenti provinciali per essere realmente efficace?

    Se la Provincia continua ad essere un contenitore semivuoto un’elezione di 2° grado potrebbe andare anche bene. Se invece la si riempie di competenze e funzioni amministrative, l’elezione diretta dei suoi organi – Presidente dell’esecutivo e Consiglieri provinciali – è indispensabile per mantenere una democratica connessione tra elettori e amministratori dell’ente territoriale di governo. La nuova legge elettorale dovrà quindi dipendere dalla futura consistenza istituzionale che assumerà l’ente intermedio.

    Ha più volte parlato di un suo contributo diverso alla vita politica. Quali saranno le sue scelte nell’immediato futuro? Si riconosce ancora nel Pdl?

    Come ho già detto mi fermerò un paio di anni dando comunque il mio contributo esperienziale alle nuove leve che saranno chiamate a formare la futura classe dirigente della nostra provincia. Non occorre necessariamente essere in prima linea per occuparsi degli interessi delle nostre comunità. Lo si può fare in tanti modi e con tanti strumenti. Le ultime acrobazie mediatiche del Presidente Berlusconi, ancorchè vincenti sul piano del consenso elettorale, non mi convincono ma del resto ho sempre inteso la mia adesione al PDL strumentale alla prospettiva più ambiziosa del Partito Popolare Europeo. Mi auguro che dopo queste elezioni tutti i moderati riescano a trovare la stella cometa che li porti a convergere su un obiettivo comune.

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