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  • Mario Incudine esalta l’identità siciliana

    Pubblicato il Gen 6th, 2010 Max Nessun commento

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    di Francesco Librizzi
    La musica che sembrava non finisse mai, il pubblico, tutto in piedi, ad applaudire, a gridare bravi. Si è concluso con la standing ovation, che i numerosi presenti hanno attribuito al gruppo musicale Terra, il concerto di Natale voluto dall’assessore alla Cultura Francesca Reitano e tenutosi domenica sera nella Chiesa Maria Santissima del Carmelo di Calascibetta.

    La voce e la chitarra di Mario Incudine, la batteria di Emanuele Rinella, il flauto di Antonio Putzu, il bozouky e la chitarra di Franco Barbarino, hanno incantato i presenti. Un’ora e mezza di concerto, di canti popolari siciliani e religiosi, di inni alla Vergine e al Signore, accompagnati dal battito delle mani del pubblico. Canzoni siciliane con arrangiamenti attuali, dolci. È la musica di Mario Incudine e compagni, quella che ci sta facendo riscoprire l’identità siciliana, di una terra straordinaria, di un popolo accogliente. Melodie accattivanti, versi struggenti e riflessivi come quelli che compongono  il brano “Salina”, che ha permesso al gruppo “Terra” di vincere, di recente,  il Festival della Canzone Siciliana, andato in onda su Antenna Sicilia.-


    Una canzone che mette al primo posto la questione clandestini, spesso non graditi. Dei musicisti, insomma, molto bravi a sollevare anche questioni di tipo sociale. Canzoni, versetti in lingua siciliana, dicevamo, perché come sostiene il leader del gruppo Mario Incudine “Non bisogna vergognarsi delle proprie radici, della propria sicilianità”.  Se Leonardo Sciascia scriveva che il male della Sicilia sono proprio i Siciliani, i quali sono bravi a piangersi spesso addosso, il gruppo Terra, al contrario, sta portando in auge l’identità del Popolo Siciliano. Ma quella di domenica sera è stata soprattutto la serata dell’ennese Franco Barbarino. Sposato con una xibetana, Francesca Cigno, Barbarino ha dato il meglio di sé. La sua, in particolar modo nel finale, è stata una vera magia, un voler far “parlare” i suoi strumenti, chitarra e bozouky. Una magia capita e applaudita dall’attento pubblico, arrivato anche dalla vicina Enna, che ha riservato la standing ovation a tutti i musicisti della band.

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