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  • Manager pubblici o super clienti?

    Pubblicato il aprile 8th, 2008 Max 4 commenti

    di Massimo Greco
    Uno dei temi scottanti della campagna elettorale riguarda la riduzione dei costi della politica e fra questi l’inserimento di adeguati correttivi di carattere programmatico per limitare la spesa pubblica ai vari livelli della pubblica amministrazione. Le ultime due finanziarie hanno avviato dei processi di contenimento progressivo dei costi attraverso la riduzione del numero degli amministratori nelle società partecipate e la riduzione delle indennità loro spettanti. E’ già qualcosa, tuttavia le forze politiche potrebbero fare ancora di più se solo lo volessero. Basterebbe applicare seriamente i principi previsti dalle leggi vigenti, con particolare riferimento alla valenza manageriale che necessariamente deve essere sottesa ad ogni nomina. La nomina degli amministratori nelle società a partecipazione pubblica locale dovrebbe, infatti, essere una scelta di elevata valenza strategica per la configurazione di talune indispensabili condizioni virtuose di governance. Dovrebbe divenire consuetudine la nomina di amministratori pubblici non di nomina partitica – e sempre della maggioranza che è al potere, negando il diritto di rappresentanza al cittadino votante che vede le sue classi politiche rimanere all’opposizione – quanto, invece, di nomina bipartisan, perchè tecnica e perchè tali nominati sono rivolti al bene dell’impresa e non a quello del partito, infrangendo in tal modo il codice civile e inverando di fatto il mandato imperativo. Dovrebbe divenire consuetudine la nomina di amministratori pubblici e privati il cui curriculum sia discusso da un organismo tecnico bipartisan che sottoponga le nomine a una tale disamina da non lasciare dubbi sulle competenze. In provincia di Enna non avviene nulla di tutto questo, i manager vengono scelti non solo per pura appartenenza partitica, ma, ed è questo l’aspetto più grave, senza tenere conto di alcuna formazione ed esperienza professionale. Basta dare un’occhiata agli amministratori delle società a partecipazione pubblica “Enna-Euno” e “Sicilia-Ambiente”. Per non parlare delle designazioni, ai limiti del ridicolo, degli amministratori di parte pubblica nelle società miste pubblico-privato “Mutiservizi” e “Cesis”. Come si può pensare seriamente di ridurre i costi della politica a queste condizioni?

     

    4 responses to “Manager pubblici o super clienti?” Icona RSS

    • Le logiche clientelari che fino a oggi hanno garantito il sostegno politico ai “big man” di turno stanno forse per essere smantellate dalla presa di coscienza, da parte dei cittadini, della cruda situazione di quasi “non ritorno” che tutti stiamo vivendo.
      Gli effetti deleteri di questo modo di “fare politica”, con la “simbolica” distribuzione strategica delle risorse economiche (la promessa del “posto”), hanno in realtà riguardato soprattutto le intese, i compromessi e le transazioni tra i gruppi di comando. La triste e amara deriva sono stati i disastrosi risultati di manager e imprenditori, nominati più per legami politici che per competenze, che avrebbero dovuto fare uscire dal “ghetto” una città ormai sempre più povera e triste, svilita nei valori e nelle prospettive di sviluppo. Spererei che la gente ennese sappia guardare oltre, superando gli interessi di bottega, dando finalmente un calcio in culo a chi da anni la tiene sotto capestro.

    • Perchè non fate dimettere i presidenti, dirigenti di tutti gli enti “inutili” apparentati col Pdl? predicare bene e razzolare male!

    • Lo abbiamo fatto ufficialmente in occasione della manifestazione a Sala Cerere di giorno 4. Quindi razzoliamo anche bene…

    • Non mi risulta. Se è così gioirò…


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