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  • Ma è veramente tutta colpa del “Nano”?

    Pubblicato il settembre 6th, 2013 Max Nessun commento

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    di Tony La Rocca

    Ciò che sto per scrivere potrebbe essere tacciato come impopolare, bizzarro, strampalato. Poco mi riguarda, soprattutto se la critica verrebbe mossa da chi è ben lungi da assaporare la verità dei fatti essendo dotato di poco spirito di osservazione e di scarsa conoscenza ormai delegata totalmente alle informazioni dei “media di apparato”. In questo momento i riflettori della mala politica sono puntati  sulle sorti del “Cavaliere”, ridotto ad una pseudo icona di centro destra disfatta da una moltitudine di bordate a tutto campo e palleggiata da un tg all’altro. Questo è rimasto del grande imbonitore Berlusconi. Tanti assisteranno, soddisfatti, alla sconfitta di un uomo sostenuto dal suo ego smisurato, che ha solcato la politica italiana in lungo ed in largo, tentando spesso di intralciare quei poteri internazionali a cui non avrebbe mai voluto cedere il passo.

    Poteri che si sono rivelati forti, fortissimi, di cui forse ne aveva sottovalutato, fin dall’inizio, l’enorme cinismo. Ammetto in tutta sincerità – non per tèssere le lodi e l’ammirazione di Berlusconi – che provo commiserazione per quest’uomo nostalgico di quel sistema piduistico e bisignanesco, oramai svanito e largamente  rimpiazzato da organizzazioni occulte molto più sofisticate, efficaci e viscidamente impalpabili. Dico ciò perché dopo avere analizzato a fondo quello di cui sono capaci i veri attori delle accuse che lo riguardano, mi sono convinto che l’arma fumante, impersonata da una frangia di magistratura che ha il compito di infliggergli il colpo di grazia, non è la mano che premerà il grilletto. Mi riferisco, per questo, a chi incarna quello “strano potere” capace di minare l’equilibrio psicologico ed economico della vittima di cui si elegge a carnefice e che sta compromettendo, di fatto, anche se più lentamente, le sorti della nostra stessa esistenza. Purtroppo, in tutto questo melodramma, abbiamo come direttrice d’orchestra una sinistra snaturata che appare “pacata, rassicurante e razionale”, ma che nei fatti ha tradito fortemente – oltre che politici di grande levatura come Berlinguer – anche chi credeva in quell’idea di progresso e di cambiamento che, la stessa, avrebbe dovuto trasmettere al suo elettorato, realizzandone concretamente il grande progetto sociale di cui si è sempre vantata. Adesso assistiamo ad una sinistra che si proclama “riformista” minata nei principi e coalizzata con il più oscuro e folle dei poteri: un’oligarchia finanziaria neoliberista e bancocentrica.

    Questo disegno perverso è stato eseguito trasversalmente anche dai sindacati maestri di sofismi e bizantinismi tali da fare sbiancare anche il più incallito e convinto dei machiavelliani; organismi incapaci, ancora oggi, di comprendere che hanno già esaurito la loro ragion d’essere nell’attimo in cui hanno accettato di sedersi ai tavoli di concertazione guidati da questi “personaggi illustri” e ben capitalizzati. Questa è la sinistra capace di attaccare a testa bassa, gridando a squarciagola: “Attenti allo psicopatico, al pedofilo, al porno nano!”, rincarando la dose quando il “Cavaliere” si faceva scappare: “Fuori da questo euro!” Probabilmente, in termini di squilibrio, loro non avevano nulla da invidiargli, tant’è che alla fine partorivano quella creatura deforme chiamata “Governo delle larghe intese” (sic!). Una sinistra, e non solo in Italia, esaurita nella sua essenza ed in totale contraddizione, con se stessa, soprattutto in tema di politiche monetarie ed economiche. Non vorrei abusare della pazienza dei  lettori. La mia, è una forma di indignazione che viene da dentro e che non riesce a placarsi, poiché osserva a destra un castello di sabbia che sta per essere portato via dall’”onda anomala”; mentre a sinistra rileva tanta ignoranza (quando ancora risulta addolcita da buona fede) o scelleratezza quando si possiede la scienza dei fatti che rendono ambedue le fasi portatrici di un malessere sociale tale da fare urlare di rabbia a chi lo subisce. Finalmente in tanti hanno compreso che è arrivata l’ora di prendere coscienza, consultando fonti di informazione alternativa disponibili su internet, comprendendo quelle verità nascoste che non vengono affatto divulgate dai nostri media “ortodossi” censori attenti di notizie “socialmente destabilizzanti” e sgradite  all’”oligarchia finanziaria”, il cui scopo è quello di scatenare malcontento sociale e povertà diffusa, auspicando fortemente una moltitudine di telespettatori: apatica, ignorante, ed addomesticata che aspetta solo chi la denudi definitivamente della sola cosa a cui tanti fortunatamente ancora tengono e per cui lottano, ma per la quale in molti hanno già perso la vita: la dignità.

     

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