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  • L’utente si difende da solo, il contribuente no

    Pubblicato il settembre 12th, 2010 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    La gestione dei servizi di pubblica utilità rimane uno dei problemi più spinosi sia per il legislatore che per gli amministratori locali. Un corretto rapporto trifasico enti locali, gestori del servizio e utenti/contribuenti contribuisce non poco sui livelli di qualità della vita in ogni singola comunità locale. La finalità, dunque, è quella di assicurare che le prestazioni dei servizi soddisfino i bisogni dei cittadini concepiti da un lato nella veste di consumatori e utenti che, in quanto tali, esprimono preferenze direttamente ed individualmente avvertite (bisogni espliciti), dall’altro lato nella veste di componenti della collettività e dunque portatori di bisogni generali e indivisibili, quali l’universalità dei servizi, la socialità, il rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali, ecc. (bisogni impliciti). Ad oggi la maggior parte dei servizi di utilità pubblica locale e non risultano liberalizzati e privatizzati. Gas, luce, risorse idriche e trasporti locali sono infatti garantiti attraverso la sottoscrizione di contratti di somministrazione dei medesimi servizi con ogni singolo utente. Rimane ancora in mano al sistema della fiscalità locale la gestione integrata dei rifiuti. La differenza tra i diversi modelli di finanziamento del servizio non è però di secondaria importanza. Infatti attraverso l’applicazione della TIA o della TARSU il Comune ottiene un ricavo complessivo che gira all’Autorità Territoriale Ottimale per finanziare il servizio di gestione integrata dei rifiuti, ma non c’è corrispondenza diretta tra cosa ciascun cittadino/contribuente paga e cosa effettivamente riceve. Il metodo regolatore disciplina il ricavo complessivo e non la tariffa individuale. In altre parole, il cittadino non paga in quanto utente di un servizio individuale, ma in quanto fruitore di un bene collettivo rappresentato dall’uso delle risorse ambientali senza pregiudicarne l’integrità del sistema. Poco importa che la raccolta privilegi il centro storico e non le zone periferiche del centro abitato: l’importante è che permetta alla collettività di fruire di un servizio di gestione dei rifiuti in condizioni adeguate


    Quindi, nel caso di somministrazione della risorsa idrica, che riposa su un rapporto sinallagmatico di natura contrattuale, l’ente gestore dovrà assicurare una relazione diretta con il cittadino/utente sottoscrittore del negozio giuridico, mentre nel caso del servizio di gestione integrata dei rifiuti l’ente gestore dovrà assicurare una relazione con la comunità locale formata non da cittadini/utenti ma da cittadini contribuenti. Corollario di questa differenza è che per i servizi pubblici, per i quali il cittadino ha sottoscritto un contratto di somministrazione, la qualità della prestazione del servizio potrà essere sindacata ed eccepita direttamente dallo stesso con gli strumenti dell’azione civile previsti dal Codice Civile, mentre per i servizi erogati attraverso il sistema della fiscalità (come la TARSU o la TIA) l’azione del cittanino/contribuente non potrà essere promossa individualmente per sindacare la qualità del servizio.

    In quest’ultimo caso, al fine di tutelare i diritti degli utenti dei servizi pubblici locali e di garantire la qualità, l’universalità e l’economicità delle relative prestazioni, in sede di stipula dei contratti di servizio il legislatore obbliga gli enti locali a richiedere agli enti gestori la «Carta della qualità dei servizi», da redigere e pubblicizzare in conformità ad intese con le associazioni di tutela dei consumatori e con le associazioni imprenditoriali interessate, recante gli standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate così come determinati nel contratto di servizio, nonché le modalità di accesso alle informazioni garantite, quelle per proporre reclamo e quelle per adire le vie conciliative e giudiziarie nonché le modalità di ristoro dell’utenza, in forma specifica o mediante restituzione totale o parziale del corrispettivo versato, in caso di inottemperanza.

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