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  • L’Ufficio Scolastico Provinciale di Enna a breve accorpato con Caltanissetta o meglio, assorbito. Presa di posizione del sindaco Dipietro che “maledice” la Lega

    Pubblicato il luglio 12th, 2018 Max Nessun commento

    Il sindaco Maurizio Dipietro

    Paolo Di Marco

    L’Ufficio Scolastico Provinciale di Enna sarà a breve accorpato con l’analogo nisseno e il sindaco Maurizio Dipietro prende posizione contro quella che è una vera e propria chiusura.

    “Questi sono i primi effetti – dice il primo cittadino ennese – di un governo a guida leghista, assolutamente distante dalle vicende del sud. Faccio, quindi, appello ai parlamentari nazionali e regionali, espressione di questo territorio, affinché intervengano per evitare questo ulteriore scippo, anticipando che l’amministrazione comunale sarà a loro sostegno se decideranno di difendere gli interessi del nostro territorio. La presenza a Enna dell’Ufficio scolastico provinciale è indispensabile per la gestione degli interessi della scuola locale”. Applaudiamo all’intento di Dipietro pronto a battagliare contro la nuova e non ultima soppressione di un Ufficio Provinciale, perché non si tratta di accorpamento ma di vera soppressione. Basti dire che gli uffici centrali avranno sede a Caltanissetta e ad Enna, per il momento rimarrà una piccolissima postazione. Tanto è vero che i primi a rendersene conto sono proprio i docenti che già da qualche mese a questa parte sono costretti a recarsi a Caltanissetta quando vogliono risolvere un problema. E’ necessario però fare chiarezza, per onestà intellettuale, anche in merito alla scelta dell’accorpamento. Si capisce che ad un sindaco Pd un governo gialloverde, strano sono i colori della città di Enna, sta sullo stomaco ma puntare il dito sul leghista che non ama il sud, ci scusi Dipietro ma sa di presa in giro. Non per voler innalzarci a difensori di ufficio della Lega, ruolo che non ci piace e non ci appartiene, ma semplicemente per amore della verità va sottolineato che l’accorpamento e la soppressione di una miriade di Uffici statali ad Enna, c’è dentro anche la Prefettura, è cosa nota da anni e non è una decisione degli ultimi giorni. In particolare è noto da mesi e mesi che il destino dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Enna è segnato.

    Tutti sapevano come sarebbe andata a finire anche a Sala d’Euno. Lo ha denunciato negli anni passati più volte l’ex consigliere comunale Dario Cardaci, insegnante e operatore molto attento della Scuola. Stessa cosa hanno fatto i sindacati con la politica però che a mò di un struzzo ha posto il capo in una buca. Ha atteso impassibile l’inevitabile. Purtroppo ad Enna fa impressione solo l’emergenza, la programmazione è una materia poco studiata e applicata dalle nostre parti. Quindi dare oggi la colpa ad un governo leghista fa sorridere anche se ci sta nel gioco delle parti. E’ noto invece che i passati governi a guida Pd hanno fornito degli indirizzi che la burocrazia statale nel tempo ha dato corso. E non è una critica perché legittimamente chi si trova al governo deve necessariamente fornire dei percorsi. Non solo ma la linea dei passati governi Pd non ha bacchettato un territorio per il piacere di farlo, ha indicato dei nuovi requisiti, che la provincia di Enna non ha quasi mai avuto per ottenere delle sedi di uffici. Quindi gli accorpamenti sono diventati necessari con il nostro territorio che ha recitato sempre la parte della Cenerentola. Bisogna prendere coscienza che chiunque vada a governare metterà sul tavolo indirizzi completamente diversi da quelli in essere nella prima Repubblica. Questa è una certezza e rispetto ad essa bisogna attrezzarsi. Bene però fa Dipietro a chiedere che la politica si impegni a fermare questa emorragia, anche se l’appello, a nostro avviso, è partito un tantino in ritardo. La stampa ennese ha scritto oceani di parole su questo tema fin da quando arrivò il primo segnale che quasi nessuno capì fino in fondo, la chiusura della Sip di Enna con il trasferimento del personale, strutture e competenze a Caltanissetta. Da quel momento in poi un flusso sempre più forte, inarrestabile che ha coinvolto banche, aziende private, aziende pubbliche, enti, istituzioni, associazioni e sindacati. Praticamente Enna in circa 20-25 anni ha perso tutto ed oggi siamo alla fine. E’ necessario, senza stare con le mani in mano altro tempo che chi ha parola sul territorio faccia sentire la sua voce. Perché se è praticamente certo che i territori di Enna e Caltanissetta dovranno convivere sempre più intensamente è necessario che ci sia un bilanciamento di risorse e di presenze di strutture. Non è possibile che ogni accorpamento venga effettuato a favore della provincia nissena. Così è un imbroglio, non è un accorpamento ma una soppressione pagata da Enna. Quindi è giusto e pure fondamentale che il sindaco Dipietro, considerato che in atto l’ex Provincia non svolge alcuna funzione politica, unitamente alla deputazione nazionale e regionale del territorio, faccia sentire la sua voce, battendo, perché no anche il pugno sul tavolo. La comunità attende da tanto tempo una svolta in questo senso, speriamo che sia la volta buona.

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