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  • Lotta globale alla depressione economica

    Pubblicato il novembre 13th, 2008 Max Nessun commento

    di Tony La Rocca
    L’economia mondiale è in fase di rallentamento e in diversi paesi la recessione è già iniziata e soprattutto è partita la falcidia dei posti di lavoro. Il report sull’occupazione negli USA rilasciato lo scorso venerdì ha evidenziato una situazione drammatica e in progressivo peggioramento. Le banche centrali, consapevoli del momento difficile, hanno optato per tagliare nuovamente i tassi di interesse e anche la più “avara”, la BCE, ha dovuto portare il saggio di riferimento al 3.25%. Oltre alla politica di riduzione dei tassi stanno continuando nell’azione atta a rifornire i mercati di un livello di liquidità adeguata. La discesa del tasso euribor a 3M da 5.4% di inizio ottobre all’attuale 4.4% è da ritenersi positivo, ma insoddisfacente se si considera che il differenziale rispetto al governativo tedesco è ancora superiore al 2%. Ma le novità che stanno arrivando sono piuttosto importanti.
    Obama come presidente degli USA comporterà cambiamenti anche alla modalità di funzionamento dei vari piani di salvataggio. L’uso della leva fiscale consentirà di fornire un sostegno alle classi più colpite dalla crisi e che continuano ad alimentare, attraverso le “foreclosure”, (pignoramento) una spirale nefasta nei mercati legati all’immobiliare.
    Il neo eletto, se non già Bush, dovrà affrontare il possibile collasso dell’intero comparto automobilistico; la stessa GM ha comunicato di avere liquidità solamente fino a metà 2009. Il piano di salvataggio governativo


    si estenderà quindi ben oltre i recinti del comparto finanziario ma interesserà settori ad elevato utilizzo di manodopera e in pesante crisi. Qualcosa di simile accadrà anche in Europa. Anche la Cina ha optato per un’azione importante, svelando un piano di stimolo economico quasi pari a 600 miliardi di dollari con la finalità di sostenere la domanda interna. Si tratta di una manovra pesante e pari al 16% del PIL registrato nel 2007. Il menu comprende: investimenti, edilizia, infrastrutture, sostegno all’agricoltura, servizi sociali e agevolazioni fiscali per sostenere gli investimenti delle imprese. L’impatto di queste manovre sarà importante e probabilmente limiterà la forza devastante della recessione in atto. Comunque l’attivismo di stati e banche centrali non riuscirà ed evitare che i prossimi 6 mesi saranno davvero negativi.
    Il Fondo Monetario Internazionale la scorsa settimana ha diffuso le nuove previsioni sul PIL, riducendo ampiamente quelle precedenti. L’economia mondiale, secondo questo ultimo report, crescerà nel 2009 al 2.2%, ben al di sotto del 5% ottenuto del 2007.
    Tutte le principali economie andranno “sottacqua” e persino quelle dei Paesi Emergenti registreranno un significativo rallentamento. Per l’Italia è attesa una contrazione del PIL sia nel 2008 (-0.2%) che nel 2009 (-0.6%) e sottoperformerà ancora i principali paesi industrializzati. Quando si potrà assistere ad un miglioramento economico? E’ probabile che nella seconda parte del 2009 avvenga la ripresa tanto invocata ma è lecito aspettarsi che il conto da pagare per i danni provocati da questa crisi sarà piuttosto salato.
    L’intervento degli stati nelle varie economie non potrà non avere ripercussioni sulla crescita della produttività e quindi dei profitti aziendali.
    Grazie per l’attenzione rivolta alla lettura dell’articolo. Alla prossima !!!!!!!!!!!!

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