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  • L’Ospedale di Leonforte non può chiudere

    Pubblicato il Nov 16th, 2008 Max Nessun commento

    di Franco Ferragosto
    L’ospedale “ Ferro-Branciforti-Capra” di Leonforte  nato nella seconda metà del XVIII sec. per volontà del Principe Ercole Branciforti ha costituito, per quasi due secoli, il punto di riferimento sanitario per gli abitanti di Leonforte,  Assoro, Nissoria, Agira, Gagliano, Regalbuto e Catenanuova, un bacino di utenza di circa 50.000 abitanti, un terzo della popolazione totale di tutta la Provincia.
    E’ stato, principalmente il presidio della salute a cui si sono rivolte da sempre le classi meno abbienti nei momenti più drammatici della vita in cui era necessario un sostegno medico ed una prestazione sanitaria.
    Ha sempre assolto con dignità al compito per cui era stato destinato dal fondatore e prova della riconoscenza dei cittadini verso questa struttura sono stati nel tempo tutti i lasciti e le donazioni che nel tempo sono stati ereditati dalla struttura, che vantava e vanta un ricchissimo patrimonio immobiliare di cui, purtroppo nessuno parla e, forse, di cui si stanno perdendo le tracce (si parla di una azienda agricola di circa 400 Ha. nell’agrigentino, oltre alle molteplici proprietà immobiliari locali) i cui redditi hanno permesso per tanti lustri l’autogestione dell’Ente.
    Con l’avvento della politica che ha messo le mani sulla struttura l’Istituzione ha dovuto subire le sorti scellerate in cui vessa la sanità pubblica e ne è diventata parte integrante con le assunzioni e le promozioni sul campo per meriti esclusivamente politico-clientelari.
    Ora, con il tentativo di ridurre i costi della sanità proposto dai governi nazionale e siciliano, si è affidato al manager provinciale dott. Iudica il compito di predisporre il piano di rimodulazione dei nosocomi provinciali da consegnare al potere politico regionale per il varo della legge definitiva.
    Non è il caso di entrare nel merito delle reali capacità del manager, in quanto si deve pensare che, essendo stato nominato per chiamata diretta, sicuramente, deve avere delle grandi capacità organizzative e tecniche che prescindono da parentele e amicizie politiche, ma qualche dubbio viene legittimo a proposito della sua conoscenza della orografia del territorio della provincia e della possibilità di eventuali intrusioni di personaggi politici che portano avanti il solito becero discorso della tutela del Campanile, sia esso di Nicosia o di Enna.
    Non credo che una rimodulazione seria possa essere studiata senza avere sentito le parti in un tavolo tecnico con i rappresentanti delle collettività interessate che conoscono sicuramente meglio del manager le reali esigenze del territorio e  dei suoi abitanti.
    La convocazione del suddetto tavolo tecnico è stato più volte richiesto ma non si è mai svolto con modalità in cui il coinvolgimento popolare è stato presente, in quanto nella migliore delle ipotesi, si è svolto con l’esclusiva presenza di deputati di parte e di campanile che non hanno mai portato avanti un discorso sull’intero territorio che non fosse minato da personalismo e interesse di campanile.-


    Esaminando  il DRG (Diagnosis Related Group) che consente di mettere in relazione tra loro, nell’ambito dell’ospedale, visto come struttura produttiva, i vari elementi e cioè: le risorse impiegate, uomini, materiali, attrezzature; i servizi diagnosi,  terapeutici ed alberghieri prestati ai pazienti; l’outcome, cioè il risultato conseguito dai pazienti in termini di miglioramento del loro stato di salute e la qualità, e la conseguente validità tecnico- scientifica  dei procedimenti utilizzati, il nosocomio leonfortese si colloca nei  primi posti in campo provinciale e regionale.
    Nonostante ciò la proposta del manager è indirizzata al declassamento del nosocomio a favore dell’ospedale di Nicosia. A nessun risultato hanno portato parole continuamente espresse, in occasione di manifestazioni e convegni popolari, da parte del Presidente della Regione, a cui è stata consegnata una petizione in merito con quattromila firme di cittadini e della deputazione ennese.
    Tutte parole al vento che non hanno sortito alcun effetto in quanto non suffragate da vero impegno politico nelle sede istituzionali opportune.
    Appare alquanto incomprensibile l’atteggiamento assunto dal Presidente della Provincia Monaco che non ha presenziato volontariamente alla manifestazione popolare del 15.11.08 di Leonforte, arroccato nella posizione espressa in base alla quale:
    “conclude Monaco che bisogna avere lungimiranza, la politica deve sostenere la proposta Iudica, bisogna assumersi le proprie responsabilità, quattro ospedali non possono esistere, destinarne a centro di riabilitazione a livello regionale.” (Vivienna: inserita il 10.11.2008 alle ore 20,54,29).

    L’Ospedale di Leonforte per motivi storici, per motivi di collocazione nel territorio, per motivi di basso reddito degli abitanti, per motivi di buona professionalità degli operatori, per motivi di resa in termini di DRG, per motivi di esistenza di una struttura moderna e funzionale, per motivi di bacino di utenza, non può essere relegato a nosocomio di secondo livello subordinato ad altro ospedale ma deve essere considerato come struttura importante da potenziare.
    In tal senso si propone alla deputazione regionale di sostenere nelle sedi opportune con forza e determinazione, e non a parole gettate al vento, lo schema che Alternativa Democratica ha già presentato personalmente al Presidente della Regione Lombardo, sottoscritta da quattromila cittadini, in base alla quale si chiede:
    1)    mantenimento del reparto di medicina generale anche con eventuale sezione specialistica
    per  lungodegenza e riabilitazione di primo livello
    2)    mantenimento del reparto di chirurgia generale e, in alternativa, trasformazione in reparto
    di   chirurgia d’urgenza;
    3) mantenimento e potenziamento del reparto di ostetricia;
    4) trasformazione del servizio di pronto soccorso in reparto potenziato di pronto soccorso;
    5) potenziamento di tutti i servizi diagnostici e di analisi;
    6) potenziamento e ampliamento dei servizi ambulatoriali;
    7) mantenimento del reparto o del servizio di pediatria.

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