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  • L’istituzione di alcuni corsi di laurea in medicina non è un bufala elettorale

    Pubblicato il agosto 27th, 2015 Max Nessun commento

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    da ViviEnna.it

    L’avvio di alcuni corsi di laurea in medicina a Enna ad opera di una Università della Romania sembra prendere corpo, visto che è prevista per i prossimi giorni una conferenza stampa a Palermo che vedrà la presenza dell’Assessore Reg.le alla sanità, del Rettore dell’Università romena e l’Amministratore della Fondazione Proserpina Vladimiro Crisafulli. Per saperne di più ne parliamo con Massimo Greco.

    A quanto pare l’istituzione del corso di laurea in medicina non era una bufala elettorale, ma è così facile creare una corso di laurea in un ambito così complesso come quello della medicina?

    Non conosco il carteggio, ma non vedo problemi al decentramento di uno o più corsi di laurea da parte di una Università, ancorchè straniera. Così come un impresa straniera può decidere di decentrare una parte della propria produzione in un altro Paese, stessa cosa può avvenire per una Università. Basta avere i contatti giusti e in questo caso, evidentemente, questi contatti ci sono.

    Come mai l’Università Kore non è stata coinvolta in questa iniziativa?

    Bisognerebbe chiederlo al Presidente Salerno. Non sempre mettere tanta carne al fuoco giova. Ciò non toglie che in futuro se l’iniziativa dovesse avere successo, la Kore potrebbe dare il suo contributo. Bisogna ricordare che prima di essere riconosciuta, la Libera Università Kore di Enna, ha fatto tesoro dei corsi di laurea decentrati dalle Università di Palermo e Catania.

    Quindi ci sarà anche il nulla-osta del Ministero dell’Università su questa iniziativa?

    No, in questa fase il MIUR non c’entra nulla, semmai potrebbe essere necessario il nulla-osta del Ministero degli Esteri, visto che la convenzione è stata sottoscritta da un’Organizzazione culturale di uno Stato non italiano.

    Ma come faranno a fare tutte quelle attività didattiche previste per un corso di laurea in medicina?

    Non saprei, bisognerebbe conoscere il progetto didattico e formativo, penso che per arrivare alla conferenza stampa i presupposti, anche di carattere scientifico, ci siano. Peraltro, a parte il Sen. Crisafulli che certamente rappresenta l’animatore dell’iniziativa, non mi pare che il Preside della facoltà di medicina dell’Università di Palermo Cardinale, complice dell’iniziativa, sia uno sprovveduto.

    Il titolo di studio che rilasceranno sarà equipollente?

    Nonostante i titoli di studio conseguiti in Romania siano legalizzati ai sensi della Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961, in Italia I medesimi non sono automaticamente riconosciuti, risulta infatti necessario ottenere un documento chiamato “Dichiarazione di Valore” che rilascia l’Ambasciata d’Italia a Bucarest. Mediante tale documento, viene accertato il valore locale del titolo di studio. E’ certamente un aggravamento della procedura amministrativa di equpipollenza del titolo di studio che, tuttavia, non dovrebbe scoraggiare.

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