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  • L’intervento sulle banche non produrrà miracoli immediati

    Pubblicato il gennaio 31st, 2009 Max Nessun commento

    di Tony La Rocca
    Gentili lettori. La manovra sulle banche in preparazione negli Stati Uniti non sarà l’ultima, ma sarà preziosa perché cercherà di dare sistematicità al processo. Una volta approvata richiederà come minimo due anni di lavoro, durante i quali saranno necessarie nuove ricapitalizzazioni. L’attesa del provvedimento, nei prossimi giorni, darà sostegno ai mercati e permetterà loro di mettere per un momento da parte i pessimi dati macro
     
    La sistemazione delle banche sarà una tappa importante per sopravvivere a questa crisi e riprendere un giorno a crescere. Anche qui bisogna evitare posizioni estreme.

    In particolare non ci si deve disperare perché gli interventi di questi 18 mesi passati ricapitalizzazioni, ingresso di fondi sovrani, garanzie sui depositi, garanzie sui bond bancari, non si sono rivelati sufficienti. L’uscita da una crisi bancaria è sempre stata un processo lungo e laborioso.

    E’ stato così negli anni Trenta e lo è stato negli anni Novanta sia in America sia in Giappone. Sono sempre stati necessari interventi successivi. L’intervento sulle banche, in preparazione negli Stati Uniti, non sarà l’ultimo. Altri ne saranno necessari più avanti, ma sarà importante e prezioso perché cercherà di dare validità e sistematicità al processo.

    I mercati azionari stanno iniziando a scontare questo nuovo fatto positivo. Il pacchetto fiscale era già nei prezzi, ma la sistemazione delle banche no. Anche nell’ipotesi che l’intervento sulle banche sia ben costruito non si deve pensare in alcun modo che produrrà miracoli immediati.

    Andrà presentato, dovrà superare un iter congressuale impegnativo, con forti opposizioni da parte repubblicana, ma anche democratica. Una volta approvato richiederà come minimo due anni di lavoro, durante i quali saranno necessarie nuove ricapitalizzazioni.

    La strada è però quella giusta e l’attesa del provvedimento, nei prossimi giorni, darà sostegno ai mercati e permetterà loro di mettere per un momento da parte i pessimi dati macro. Questo è quanto sostengono alcuni tra i massimi esperti.


    Va segnalato qualche piccolo elemento positivo.
    Nel quarto trimestre le imprese, in particolare in Cina, hanno cercato di consumare le materie prime che avevano in magazzino senza ordinarne il rimpiazzo. Ora le scorte si sono quasi esaurite e si riprende a ordinare. E’ un rimbalzo tecnico, se si vuole, ma in questo panorama desolato tutto serve.

    In Europa la sistemazione delle banche continuerà a essere gestita a livello nazionale. Ai limiti di intervento a livello di Eurozona (non ci sarà una bad bank europea, sarà complicato fare easing quantitativo e sarà impegnativo, anche se non impossibile, intervenire a sostegno di questo o quel Paese in difficoltà), la Bce finirà con il supplire abbassando ancora i tassi: di 50 punti a marzo e di altri 25 (o 50) in giugno.

    Questo è quanto mi è dato comprendere dal sentiment di mercato e dagli scritti di esperti che, presi di coraggio, si pronunciano su questi argomenti che, mai come in questo momento, risultano essere scottanti ed imprevedibili. Grazie per l’attenzione rivoltami

    Per qualsiasi segnalazione ed opinione in proposito, potete scrivermi su: alarocca66@gmail.com

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