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  • L’ex Provincia reg.le di Enna cita in giudizio l’Università Kore per avere indietro la “Cittadella degli Studi”

    Pubblicato il luglio 21st, 2016 Max Nessun commento

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    di Massimo Greco

    Uno dei tanti effetti collaterali della riforma siciliana dell’ente intermedio è quello di aumentare la distanza tra il cittadino e l’Istituzione. Mentre l’ordinamento della Pubblica Amministrazione vede irrobustire sempre più il diritto alla cosiddetta “trasparenza” nell’ottica della nuova e responsabile funzione di “controllo sociale” affidata ai cittadini, nel nuovo Libero Consorzio comunale che ha sostituito l’indigesta Provincia regionale, non si riesce più a comprendere non solo la mission ma anche la vision. Sintomatico esempio di questo malessere è la vicenda della concessione in uso degli immobili della “Cittadella degli Studi” all’Università Kore di Enna. Solo per vie “traverse” si è saputo che il Commissario Straordinario del Libero Consorzio comunale ha dato formale incarico ad un professionista esterno per ottenere dall’UKE la restituzione dei locali e i risarcimento dei danni derivanti “dall’occupazione sine titulo”.

    In sostanza, il nuovo ente intermedio, ancora oggi commissariato, ha interrotto ogni tipo di rapporto con ciò che ha contribuito, in maniera prevalente e maggioritaria, a procreare: la Libera Università Kore di Enna. Noto è infatti il merito storico dell’ex Provincia regionale di avere creduto nell’idea universitaria attraverso la costituzione del Consorzio Ennese Universitario. In quella occasione, la Provincia intese partecipare all’attivazione dei decentrati corsi di laurea anche attraverso la concessione in comodato d’uso gratuito della propria “Cittadella degli Studi”. Questo consentì la riduzione della quota annuale versata al Consorzio Ennese Universitario.

    Con la trasformazione dell’ente intermedio da ente territoriale di governo ad ente consortile dei Comuni, le gestioni commissariali che si sono nel tempo avvicendate hanno ritenuto di non mantenere più la quota di partecipazione nel CEU e di rivedere il rapporto fin qui avuto con l’Università a cominciare dagli immobili concessi in comodato d’uso.

    In questo scenario, in cui non sfuggono le note questioni della “spending review” e le connesse difficoltà finanziarie in cui versa il nuovo ente, nè le ragioni, più politiche, dell’emancipazione dell’UKE dal CEU prima e dalla Fondazione Kore dopo, ci sembra utile evidenziare che il dilemma di fondo che dovrà essere necessariamente affrontato dai nuovi organi di governo che saranno eletti prossimamente dai Sindaci del Libero Consorzio, non riguarderà la mission del nuovo ente (cioè, cosa vorrà fare), ma prima ancora la sua vision (cioè cosa sarà). Siamo infatti sempre più convinti che la questione della natura giuridica del nuovo ente intermedio sarà il punto di snodo per la promozione di qualunque azione di politica pubblica futura a servizio del territorio.

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