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  • Lettera a Babbo Natale

    Pubblicato il dicembre 14th, 2007 Max 5 commenti

    di Esprimity
    Caro Babbo Natale,
    malgrado la mia non giovane età è la prima volta che ti scrivo.
    Da bambino non l’ho mai fatto, non sempre i regali di Natale arrivavano, l’albero ogni tanto rimaneva vuoto e per noi bambini in fondo non era una tragedia … ci bastava poco per passare un Natale sereno … gli amichetti con cui giocare nel quartiere, i “vucciddati” caldi preparati dalle nostre nonne, i momenti di aggregazione in famiglia.
    Diciamo che il consumismo non era ancora arrivato. Le feste “commerciali” come San Valentino, la Festa della Donna o quella di Halloween passavano inosservate o addirittura non esistevano.
    Oggi probabilmente ti stupirai di ricevere questa lettera.
    Sarai sommerso da tante letterine che milioni di bambini da tutto il mondo ti mandano per chiederti regali, giocattoli, dolci … la loro innocenza ti colpisce sempre di più, per fortuna almeno loro credono ancora che tutto sia così semplice.
    Basta una lettera, l’elenco dei sogni da realizzare e poi per incanto, sotto l’albero, la Notte di Natale, ecco arrivare i regali.
    Ti chiederai allora del perché di una lettera da un quarantenne. Penserai quanto sia strano che a quell’età ancora qualcuno crede in te.
    Forse la leggerai con attenzione, incuriosito. Forse la cestinerai, pensando di avere a che fare con uno stupido.
    Cosa vorrà chiederti un quarantenne … Probabilmente quello che tutti vogliono … salute, serenità, pace e benessere. Cosa altro potrà volere da te?
    Il quarantenne vuole solo che tu gli faccia trovare sotto l’albero la sua città.
    Quella piccola cittadina siciliana posta su un monte a dominare una intera valle, tanto bella da sembrare un presepe. Il suo Castello un tempo meta di tantissimi turisti, il suo teatro, le sue strade pulite, ordinate. L’aria


    fresca che si respirava la sera durante le tante passeggiate in centro, senza le tante auto e senza i loro gas di scarico.
    La città in cui per primi i cittadini facevano di tutto per mantenere l’ordine, il decoro, la pulizia.
    Quella città che oggi non c’è più, che rimane solo nei nostri ricordi.
    Oggi quella piccola cittadina di poco meno di 30.000 abitanti è rimasta li, sulla montagna, a dominare la valle. Ma nulla è come prima.
    E’ una città vecchia, malgrado il nascere di un polo universitario i giovani la lasciano per andare a cercar fortuna in città più grandi. Il traffico è ormai diventato insopportabile, la carenza di parcheggi cronica.
    I cittadini non la curano più come prima, non ne sono più gelosi, probabilmente non ne sono più innamorati.
    Forse sono anche esasperati dal fatto che è diventato un problema arrivare alla fine del mese, dal lievitare dei costi di servizi che peggiorano sempre di più, con stipendi sempre più bassi in relazione al costo della vita.
    Cittadini stanchi di vedere politici di destra e di sinistra alternarsi nelle stanze del potere, promettendo tanto e mantenendo nulla.
    Politici tanto legati alle loro poltrone e presi dai loro interessi, da dimenticare quelli che sono i reali problemi della città che governano e della gente che ci vive.
    Caro Babbo Natale, illumina le loro menti. Ricordagli che in fondo rappresentano i cittadini che li hanno votati e dovrebbero di conseguenza tutelarli, andare incontro alle loro esigenze, ascoltarli … non solo nelle settimane che precedono le elezioni.
    Caro Babbo Natale, scusami se ho portato via un poco del tuo tempo prezioso, togliendolo ai milioni di bambini che da te si aspettano tanto.
    Ma se, la Notte di Natale, volando sopra la mia città, ti accorgerai di come è cambiata, di quanto brutta, squallida e poco accogliente è diventata, ricordati della mia lettera e prova, se puoi, ad esaudire il mio desiderio.
    Un quarantenne che prova ancora a credere ancora nelle favole.

     

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