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  • L’esercito sia impiegato a presidio del territorio

    Pubblicato il settembre 11th, 2007 Max Nessun commento

    di Enzo Conte
    E’ in corso, negli ultimi tempi, uno stimolante dibattito sulla necessità di sicurezza all’interno dei confini nazionali. Molti esponenti politici di primo piano, fra i quali membri della Commissione parlamentare Antimafia in Sicilia ed il Presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, stanno insistendo affinché le forze armate italiane possano essere complementari alle forze dell’ordine nel lavoro di contrasto alla criminalità svolto da queste ultime; fra l’altro ciò ha dei precedenti storici di rilievo come ad esempio l’operazione “Vespri Siciliani”, guidata dal comandante Speciale. Un simile provvedimento sarebbe, a parer mio, un’ottima scelta. La spesa di sostegno al ministero della Difesa è abnorme (cresciuta con l’ultima finanziaria del Governo Prodi di oltre 1000000000€ alla faccia dei pacifisti che l’hanno votato e dei tagli all’università) e l’utilizzo di tali somme non si spiega razionalmente in termini di beneficio alla popolazione italiana: è infatti da decenni che l’Italia si limita a missioni di pace all’estero e, con il quasi certo avvento dell’esercito europeo, anche le motivazioni inerenti il prestigio internazionale del paese verranno meno. –

    Perché non impiegare allora queste grandi forze umane, strategiche ed economiche per debellare la mafia, per bloccare lo spaccio internazionale di stupefacenti gestito dalla ‘ndrangheta, o per attutire l’impatto delle guerre fra clan camorristici? Impiegare l’esercito a presidio del territorio vuol dire anche liberare risorse importanti all’interno delle forze dell’ordine da dedicare alla necessaria attività investigativa; vuol dire insomma garantire agli italiani (insieme a riforme giudiziarie e nuove carceri) quel diritto che Hobbes riteneva essere il diritto supremo, quello senza cui non è possibile godere gli altri diritti e le altre libertà: Il Diritto alla vita ed alla sicurezza.

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