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  • L’ecosistema, tra coscenza civica e coscienza globale

    Pubblicato il agosto 5th, 2007 Max Nessun commento

    di Carmelo Percipalle
    “La crisi ecologica – ovvero il principale problema di Gaia – non è l’inquinamento, i rifiuti tossici, il buco nell’ozono o qualcosa del genere. Il principale problema di Gaia è che un numero non sufficiente di esseri umani si è sviluppato ai livelli di coscienza postconvenzionali, planetari e globali in cui sarebbero spinti automaticamente alla cura per il globale comune.” Questa nota di Ken Wilber, senza dubbio, a mio avviso, il più grande psicologo vivente, ci induce a riflettere profondamente su quello che potrebbe essere il nostro contributo allo sviluppo del pianeta e della nostra stessa civiltà. In parole povere è chiara la relazione esistente fra il livello di evoluzione dell’umanità e l’inquinamento del pianeta. Come dire che il pianeta è inquinato perché è inquinata la nostra coscienza e questo dipende dalla qualità e tipologia dei nostri pensieri. Pensieri negativi, di, contrapposizione, avversione, rabbia, ira, invidia, rancore, violenza, autocommiserazione, vittimismo ecc. causano malattie nella nostra psiche, nel nostro corpo e anche nel corpo del pianeta. Coltivare pensieri di questo genere significa vivere all’interno di livelli di coscienza convenzionali basati, appunto, sulla divisione e separazione schizoide che ci fa credere di essere separati dalla natura e dal resto dell’umanità. Come se per noi che abbiamo la fortuna di vivere in questa parte della terra i problemi degli altri (la fame, le guerre, le ingiustizie, ecc.) non fossero anche di nostra competenza. Globalizzazione, da questo punto di vista, significa, allora, assumerci le nostre responsabilità ed imparare a crescere in coscienza per dare il nostro contributo allo sviluppo del pianeta e di tutta l’umanità. Iniziamo, semplicemente, comprendendo l’importanza di prenderci cura di noi stessi, come se anche noi fossimo dei piccoli pianeti, imparando a non inquinare il nostro corpo fisico con sostanze nocive (cibo in eccesso, fumo, alcool, droghe) ed imparando a coltivare pensieri positivi (di amorevolezza, disponibilità, cooperazione, rispetto, solidarietà) verso noi stessi e verso gli altri. Il futuro del pianeta, e dei nostri discendenti dipende da ognuno di noi. Ribaltando una frase celebre posso dire che la vita di ognuno di noi non dipende da ciò che non abbiamo fatto ma da ciò che decidiamo di fare ora e adesso, in questo preciso momento, dopo avere letto questo articolo e dopo avere compreso l’enorme importanza che ha la nostra vita individuale nel contesto della Vita globale.

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