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  • Le tariffe per la gestione delle risorse idriche non passano dai consigli comunali

    Pubblicato il gennaio 11th, 2011 Max Nessun commento

    di Libero
    Dalle disposizioni di cui agli artt. 142, c. 3 e 149, c. 1 del d.lgs. n. 152/2006 scaturisce la chiara attribuzione, in via esclusiva, all’Autorità d’ambito dell’organizzazione del servizio idrico integrato, ivi compresa la determinazione della tariffa che costituisce, a un tempo, onere per l’utenza e provento per il gestore del servizio, fatta salva la competenza dello Stato per l’individuazione del cd. metodo normalizzato di cui al d.m. 1 agosto 1996. Per contro, come risulta dalla lettura dell’art. 161 del Codice dell’ambiente, il Co.Vi.Ri. (oggi Commissione nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche ) è titolare, attraverso la possibilità di esprimere osservazioni, rilievi e prescrizioni, di un potere d’impulso e di indirizzo, senza però che, in una interpretazione costituzionalmente orientata, l’esercizio di questi poteri possa sconfinare in una attività di amministrazione attiva.

    In particolare, la competenza di tale organo in materia tariffaria viene dalla legge limitata alla determinazione del metodo tariffario dovendo, peraltro, le deliberazioni assunte in proposito essere sottoposte alla decisione del Ministro e trasfuse in un decreto ministeriale, adottato previa consultazione della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome (

    TAR TOSCANA, Sez.II – 23 dicembre 2010, n. 6863)
     
     

     

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