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  • Le raeazioni scomposte di alcuni Comuni favoriscono la disarticolazione del territorio

    Pubblicato il settembre 8th, 2013 Max Nessun commento

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    da ViviSicilia.it

    A Massimo Greco, componente del gruppo di studio regionale sulla riforma dell’ente intermedio, chiediamo un commento sulle dichiarazioni del Presidente Salerno in ordine alla chiusura del Tribunale di Nicosia.

    Il Presidente Salerno sostiene che lo Stato stia approfittando del vuoto di rappresentanza istituzionale locale per fare economie sulle spalle del territorio ennese…

    Il un sistema poliarchico i diversi livelli istituzionali si dividono le risorse pubbliche per esercitare le quote di potere loro assegnate. E poiché siamo in tempi di risorse scarse è evidente che la tradizionale negoziazione  risenta particolarmente del peso contrattuale che hanno i singoli livelli istituzionali. Da diversi anni assistiamo al sopravvento di Stato e Regione Siciliana nei confronti dei territori deboli. Non vedo una strategia premeditata in ciò che sta avvenendo, registro però un inevitabile processo di cambiamento sfuggito al controllo delle classi dirigenti.

    E in questo contesto ovviamente a perderci sono i territori deboli…

    Esattamente, i territori che non hanno fatto “i compiti a casa”, cioè che non sono riusciti in tempo utile (negli ultimi venti anni) a fare sistema e ad irrobustirsi, sono quelli che subiranno maggiori danni dal cambiamento in atto. E le scomposte reazioni di alcuni Comuni (recessi dai consorzi di servizi e di funzioni, tentate adesioni ad altre Province ecc…), ancorchè comprensibili sul piano emotivo, non fanno altro che contribuire alla disarticolazione della dimensione provinciale. Peraltro, l’estemporanea reazione posta in essere è perdente.

    Ma allora cosa suggerisce di fare?

    Riprendere un vecchio ragionamento che mirava a coalizzare le aree interne della Sicilia per contrastare la forza attrattiva della aree costiere e metropolitane. In questa direzione, i territori di Caltanissetta, di Enna e dei Nebrodi  dovrebbero rendersi conto di essere accomunati dal medesimo destino. Ecco perché non hanno senso le fughe in avanti promosse anche da alcuni Comuni della nostra provincia.

    Quindi un Libero Consorzio di Comuni al centro della Sicilia?

    Se proprio dovesse prevalere la scelta di sopprimere le attuali Province Regionali, una seria alternativa istituzionale potrebbe essere anche questa. Mi rendo conto che dalle nostre parti non abbiamo questa cultura e il governo degli ambiti territoriali ottimali per la gestione integrata dei rifiuti ne è l’esempio, ma dobbiamo sforzarci di adeguarci a questi nuovi modelli. Basterebbe prendere spunto da alcune realtà non solo italiane come quella olandese di Randstat-Hollande, che è riuscita a mettere in rete Amsterdam, Rotterdam, l’Aia, Leida, Haarlem, Hilversum e Ultrecht  amministrando in maniera organica ed egregia una grande conurbazione policentrica di diciassette città e puntando sulle diverse specializzazioni: amministrative, economiche e culturali.

    Ma chi dovrebbe farsi carico di un progetto tanto ambizioso quanto tardivo?

    Ecco il punto. In presenza di un ente intermedio commissariato e di venti Comuni (compreso il capoluogo) impegnati solamente a scongiurare annualmente il dissesto finanziario, l’Università di Enna rimane l’unica Istituzione in grado di perseguire un siffatto progetto. Ritengo che la “cabina di regia”, auspicata dal Consiglio Provinciale, istituita dalla Presidente Monaco e guidata dal Presidente Salerno, in disparte il nomen iuris utilizzato, abbia questa mission.

     

     

     

     

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