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  • Le parole che (non) ti ho detto…

    Pubblicato il giugno 20th, 2010 Max 3 commenti

    di Silvana Iannotta
    È finita la lunga kermesse elettorale ed è tempo di analisi. Ma non vogliamo occuparci di quella politica, che dovrà essere fatta all’interno dei partiti o di quelle strane coalizioni che hanno caratterizzato il risultato ennese. Vogliamo giocare un po’ con le parole che sono state utilizzate dall’una o dall’altra parte per sostenere i candidati. Alcune (democrazia, libertà) sicuramente presenti in tutte le più recenti campagne elettorali e non solo nell’ultima.
    Ma procediamo con ordine.
    “Il coraggio dei sentimenti”: cosa vuol dire? E perché ci vorrebbe coraggio per esprimere i propri sentimenti? Forse perché questi non sono proprio condivisibili? Sono sentimenti di gratitudine? Va be’, li accettiamo! In un mondo d’ingrati, se c’è qualcuno che sa mostrare ancora riconoscenza, non possiamo che esserne contenti!
    “La forza della democrazia”? Qui, cominciamo ad avere qualche dubbio. Non perché la democrazia non abbia in sé una forza vitale, ma perché l’uso del termine spesso improprio ci invita a riportarlo al suo significato etimologico. Democrazia vuol dire potere del demos (popolo). Ora, il popolo del Pd è stato chiamato alle primarie, esprimendo la sua volontà. Se il candidato vincitore si è ritirato per suoi motivi personali, perché non candidare l’altro concorrente e tirare, invece, fuori dal cilindro degli illusionisti un coniglio bianco? Vi è sembrato democratico?
    “Il sindaco che governa”? Questo è l’esempio più lampante di cosa sia una tautologia! E cosa dovrebbe fare un sindaco? Girarsi i pollici? Forse questa frase nasconde un critica sottile per chi ha precedentemente rivestito la carica? No comment!
    Ma la frase che ha più spiazzato l’elettorato è: “ non accetto lezioni di etica da nessuno, specie da chi ha sottoscritto apparentamenti con gente che si sa essere di sinistra”… ma dirò di votare il rappresentante del centrosinistra…”! Ci deve essere sfuggito qualche passaggio! Forse il centrosinistra non è più “a sinistra”? Certo, qualche dubbio l’avevamo già espresso in un precedente articolo, quando il PDS ha rinunziato alla S per diventare solo Pd! E così l’elettorato, confuso, se ne sta a casa!


    Per quanto riguarda la parola libertà, Massimo Cacciari afferma che si tratta di un’idea che ciascuno può concepire in due diversi modi: o come essere libero da, quindi in senso individualistico (cioè farsi gli affari propri); o come dono che non gli appartiene e che bisogna offrire agli altri.
    Amartya Sen (premio Nobel per l’economia) concepisce “lo sviluppo come promozione dell’insieme delle capacità umane che consentono di esercitare effettivamente la libertà”. In questo modo, instaura l’etica delle capacità del fare, sottolineando che le persone diventeranno veramente libere solo quando raggiungeranno “la capacità di funzionare”, ossia di fare, essere, partecipare: libere dal bisogno, libere di scegliere.
    Ai cittadini ennesi, il compito di stabilire se quella libertà citata in campagna elettorale appartenga a qualcuno dei modelli citati. Qualche idea ce la siamo fatta.
    Ultima annotazione: abbiamo sempre letto con piacere ed ammirazione una “penna graffiante” che su Dedalo ha sottoposto ad analisi ironiche e per nulla scontate la situazione politica ennese, interpretando egregiamente quella virtù aristotelica della medietas, che solo le menti libere (accidenti, ci risiamo!) possono esercitare. Beh, ultimamente non l’abbiamo ritrovata. Un vero peccato!
    Comunque, ormai il dado è tratto ed al nuovo Primo cittadino, auguriamo la libertà di decidere, la capacità di realizzare perché la città non può più attendere, e soprattutto di non perdere quell’eleganza del dire senza acrimonia, che ha caratterizzato la sua campagna elettorale, nel rispetto dell’avversario che, peraltro, ha ricambiato la cortesia. L’agitarsi, il gridare, “la volgarità”, lasciamoli a chi ha poco da proporre.
    Buon lavoro. Di cuore.

     

    3 responses to “Le parole che (non) ti ho detto…” Icona RSS

    • Dott.ssa Iannotta, come mai Lei non si candida? Io la appoggerei volentieri…..mancano a qst provincia intelligenze e sensibilità come la sua!!!

    • Caro Flavio

      “Una rondine non fa mai primavera!…” Nobili e belle parole, quelle della dottoressa Iannotta. Ho notato schiere e schiere di intellettuali (ed io ne conosco tanti e ne ho incontrato tanti)che quando il mondo brucia, preferiscono arroccarsi nelle loro “Torri d’Avorio e filosofeggiare cantando come le cicale.” E’ finito il tempo in cui gli intellettuali credenti in ideali ferrei di libertà e di buon governo si associavano segretamente per tentare di scacciare il male (l’invasore). Adesso siamo diventati meno reattivi “siamo civili” e tendiamo a completare la trasformazione da Uomo a ovino.

    • ringrazio Flavio per la stima, ma ritengo che il diritto-dovere di partecipare alla vita politica si possa esercitare anche esprimendo liberamente le proprie opinioni. E poi, in quale partito potrei trovare collocazione? Purtroppo, i partiti stanno implodendo, legati come sono ad una visione personalistica, clientelare e di mero potere. Io sono per lo Stato minimo e laico, per i diritti civili e la libertà di espressione, per la giustizia sociale (vera) e per un’imprenditoria sana. Sono contro le prepotenze, il potere usato per creare schiavitù; sono per valorizzare le intelligenze dei giovani, ma secondo il principio della meritocrazia e non quello delle raccomandazioni, e potrei continuare…. In quale partito potrei trovare tutto ciò? Certamente non sono chiusa in una torre d’avorio e lo dimostrano tutti gli strali che mi sono tirata addosso nella mia ormai decennale attività di opinionista! Così rispondo anche a Tony, ricordandogli che, fino a prova contraria, siamo in democrazia e perciò non è più necessario riunirsi segretamente! E non mi sento né cicala, né pecora!


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