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  • Le incertezze del centrodestra

    Pubblicato il novembre 20th, 2007 Max 1 commento

    di Dante Ferrari
    Da qualche giorno a questa parte le cronache politiche locali sono piene di articoli giornalistici riguardanti lo stato di salute della coalizione di centrodestra con particolare riferimento a due prossimi appuntamenti quali la possibile riproposizione della mozione di sfiducia a Piazza Armerina e le elezioni provinciali del maggio del 2008. E’ ormai palese in diversi ambienti politici, anche non necessariamente ed esclusivamente di centrodestra, l’insofferenza nei confronti degli attuali governi di centrosinistra sia provinciale, sia al comune di Enna non solo e non tanto per la reiterata inefficienza politico-amministrativa di Salerno ed Agnello ma anche e soprattutto per l’esasperazione di larghi e socialmente diversi settori dell’opinione pubblica, oramai stanchi e non più disposti a sopportare quel sistema di gestione della cosa pubblica che molto assomiglia a comitati d’altra natura. Un centrosinistra solo abbarbicato alla gestione del potere fine a se stesso, che dimentica e mortifica quotidianamente problematiche quali la viabilità provinciale, l’impiantistica sportiva, l’assetto urbano delle nostra comunità con in testa il Piano regolatore generale, i parcheggi, il piano traffico, le politiche giovanili e culturali, le problematiche sociali, i risvolti occupazionali di un territorio che solo la politica miope, tornacontista e scellerata di questo centro-sinistra e dei suoi leaders maximi ha potuto ridurre a questo stato di degrado e di abbandono. Tralaltro se da un lato imperano incontrovertibili i disastri ed il fumo negli occhi di Salerno e di Agnello, dall’altro la sofferta nascita del Partito democratico in provincia di Enna non è stata per nulla esente da traumatismi interni e non di poco conto. Tutto ciò si tocca con mano nel capoluogo ed all’interno della sua aula consiliare ma altrettanto palpabile si avverte all’interno del palazzo della provincia dove componenti essenziali e storiche del centrosinistra ennese rispondenti ad aree più radicali hanno giustamente inteso differenziarsi non solo dal nuovo soggetto politico ma soprattutto da un modo di gestire o meglio di non gestire la cosa pubblica che ha avuto e continua ad avere nel Presidente Salerno e nei suoi autorevolissimi sponsor i protagonisti peggiori. Centrosinistra allo sbando, consapevolmente cosciente del poco o nulla prodotto amministrativamente, altrettanto consapevole del malumore che serpeggia tra quei cittadini che, se volessero e potranno, speriamo, una volta per tutte votare liberamente, sarebbero assolutamente in grado di mandarlo ad occupare i banchi dell’opposizione. A questo punto però dovrebbero scattare all’unisono ed in maniera soprattutto leale la lungimiranza e la maturità politica di tutte le componenti del centrodestra che, se messi da parte gli egoistici interessi di leadership e/o il ricordo di più o meno recenti beghe ed errori del passato, hanno un solo obiettivo da prefiggersi: la conquista della presidenza della provincia. Non ha senso e non serve momentaneamente a nessuno proclamare candidato del centrodestra oggi Caio, domani Martino e dopodomani Sempronio; diventa più opportuno, ma soprattutto più doveroso nei confronti di tanti cittadini onesti di questa provincia, sedersi seriamente attorno ad un tavolo comune dal quale non ci si alzi se non dopo avere elaborato, a costo di sacrifici immani per ogni forza politica che vi partecipi, una
    candidatura ed un programma che abbiano la forza e la voglia di mandare definitivamente a casa quei signor nessuno della politica e tutta quella loro corte che hanno sino ad oggi malgovernato questo territorio. Il territorio degli Ato idrico e rifiuti, delle improduttive società miste, della fantomatica area di sviluppo industriale, dei patti territoriali, delle 488,
    dell’Ente Biennale di Archeologia, dell’Ente Autodromo di Pergusa, del Cesis e di tutti quegli enti di sottogoverno che sono serviti e continuano a servire esclusivamente quale momento di compensazione per illustri trombati della politica ennese.
    Tutto il centrodestra dovrà però necessariamente camminare compatto perchè‚ a mio avviso non possono esserci strategie o tatticismi alternativi a questo; la gente ha bisogno di leggere in questa agognata condivisione di programmi e di candidato la volontà vera di un radicale cambiamento, la forza coesa in grado di


    contrapporsi una volta per tutte a quel centrosinistra il cui vero ed unico cemento è stato rappresentato dalla becera gestione del potere e di tutti quei posti che da ciò sono derivati. Ecco perchè‚ per Alleanza Nazionale non ha avuto senso e continua a non avere significato politico alcuno che il vicepresidente dell’ATO rifiuti sia Maurizio Prestifilippo, Sindaco di Forza Italia; deve dimettersi subito da quella carica perchè‚ lo sfascio dell’ATO ha dei colpevoli i cui nomi e cognomi conoscono bene tutti e con i quali pertanto il centrodestra non ha alcun motivo di confondersi. Devi dimetterti caro Prestifilippo perchè‚ diventa una giusta pregiudiziale, ai fini della tua sopravvivenza politica armerina e provinciale, quella posta dagli amici dell’MPA che, in quanto forte di sei consiglieri comunali, rivendica giustamente i ruoli ed i pesi che competono ad una formazione politica così largamente rappresentata. Ed è per questo che Alleanza Nazionale, consapevole dell’irreversibile traumatismo che si scatenerebbe all’interno di tutta la coalizione se Prestifilippo dovesse cadere per i voti dell’MPA, chiede al Sindaco di Piazza Armerina da un lato di dimettersi immediatamente dall’ATO, dall’altro di riformare una giunta nella quale, al di là dei suoi delicati rapporti personali, prevalgano il buon senso, gli equilibri e la giusta rappresentanza di quelle forze sicuramente responsabili della sua sopravvivenza. Ne uscirebbe rafforzato e soprattutto d’esempio per una coalizione e per una nuova giunta nella quale non può certo pretendere d’avere, senza consiglieri comunali del suo partito che attualmente lo appoggiano, anche il viceSindaco ed un assessore. All’MPA chiedo un’ulteriore riflessione relativamente al percorso che, così
    restando le cose, potrebbero portarlo a presentare una nuova mozione di sfiducia e soprattutto a votarla. Contribuireste alla morte, ancor prima che si consolidi, di un progetto e di una coalizione politico-programmatica che viceversa ha tutte le carte in regola per sbaragliare l’agonizzante centrosinistra. Vi immaginate ad esempio le possibili ripercussioni politiche sulla giunta del mio amico Sindaco di Barrafranca Angelo Ferrigno se Prestifilippo venisse sfiduciato dall’MPA? A meno che, lasciatemi pensare malignamente, l’instabilità attuale, le pericolose fibrillazioni e la scarsa capacità propositiva che vedono al momento protagoniste le componenti della ex casa delle libertà non siano il frutto del certosino, diabolico ed opportunistico lavoro di qualche autorevole e ristretto gruppo politico del centrosinistra il quale, argutamente consapevole da un lato che il giocattolo sagacemente ma arrogantemente costruito da tanti anni a questa parte sta per rompersi, dall’altro che le sue massime cariche amministrative, Sindaco di Enna e Presidente della provincia, hanno, in quanto tali, fallito, consapevole pertanto di una cocente e storica sconfitta elettorale, cercherebbe di farsi breccia tra le attuali crepe del centrodestra per cercare di salvare il salvabile e quindi ancora una volta portare a casa il bottino elettorale nel maggio del 2008. In questa ipotesi, che riconosco essere per certi perversa ma possibile, mi dispiacerebbe se, come oggi continuo purtroppo a credere a meno di essere smentito, ci fossero lo zampino e la condivisione di pochi, autorevoli ma consociativi settori del centrodestra ennese che, abbagliati da egoistici tornacontismi e da possibili futuri baratti elettorali, alimenterebbero tali fibrillazioni sino alla malaugurata ipotesi di riconsegnare a Crisafulli, Galvagno e compagni la provincia di Enna.
    Cui prodest amici del centrodestra???

     

    1 responses to “Le incertezze del centrodestra” Icona RSS

    • Condivido in parte ciò che scrive il dott. Ferrari, perchè anche io immagino cosa succederebbe se l’Mpa sfiducerebbe Prestifilippo, e poi cosa accadrebbe a Ferrigno a Barrafranca? Quello che non condivido in parte e che purtroppo i baratti elettorali o consociativismo sono esistiti in alcuni settori del centro destra e purtoppo anche in AN, ma questo non mi meraviglia, quello che piu’ mi fa pensare e che ancora oggi non esiste una sana e serena alleanza nella coalizione, e quindi consegnare come dice lei nuovamente provincia e comune ai soliti “noti” diventa facilissimo. Bisogna saper fare autocritica tutti, e sopratutto lottare contro un solo nemico e certamente non all’interno, come sta accadendo in campo nazionale, dove la divisione tra Cavaliere e Fini non preannuncia niente di buono. Meditate gente, meditate.


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