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  • L’Ato rifiuti fallisce il 20 marzo

    Pubblicato il marzo 13th, 2017 Max Nessun commento

    Questa mattina prima di fare entrare i lavori del consiglio comunale nella fase cruciale dell’analisi della crisi politica che ha investito la giunta guidata dal sindaco Maurizio Dipietro, lo stesso primo cittadino ha informato aula e cittadini presenti che l’assemblea dei sindaci dell’Ato rifiuti è stata convocata per lunedì 20 marzo con all’ordine del giorno il fallimento della società EnnaEuno e quindi i libri contabili saranno depositati in tribunale.

    E’ una svolta storica che però può rappresentare una tragedia per tutti e 20 i comuni dell’Ennese. Dipietro ha ribadito che i debiti, quelli conosciuti, dell’Ato rifiuti si aggirano attorno ai 160 milioni di euro. Ma non è detto che siano tali, infatti l’ultimo bilancio dell’Ato è fermo al 2007 e per dieci anni questa poderosa macchina che produce debiti, privilegi e cattivi servizi a iosa è stata quasi in libera uscita con gli stessi sindaci che non hanno potuto o voluto riportare il tutto nella giusta via. Più volte lo stesso Dipietro ha detto che i debiti sono superiori ai 200 milioni di euro “ma è difficile quantificarli perchè l’Ato non ha una stima univoca e veritiera”. Le associazioni dei consumatori portano ancora più in alto la soglia del livello dei debiti e stimano un buco di oltre 300 milioni di euro. Ma anche a dare ragione alla ipotesi meno sanguinosa, con un debito pari a 160 milioni di euro, per il Comune di Enna e per gli altri 19 della provincia sarebbe dissesto. Infatti Enna detiene il 14 per cento delle quote societarie e si ritroverebbe sul groppone circa ben 20 milioni di euro. Insomma comunque finisca per i Comuni e per i cittadini-utenti sarà un disastro che non si ferma ai conteggi dei debiti e dei probabilissimi dissesti. Il servizio dovrà essere comunque continuato con un personale al di sopra delle esigenze, con contratti che superano del 40 per cento quelli dei parigrado impiegati od operai comunali e parodosso del paradosso pare che non ci sia verso di abbassare tale spesa. Tempo fa Dipietro comunicò che per il personale l’Ato spendeva ben tra i 16 e i 18 milioni di euro l’anno perchè applicava il contratto della Federambiente, passando invece a quello degli enti locali (Comunale) avrebbe spesso circa 10 milioni di euro con un risparmio netto che potrebbe arrivare fino a 8 milioni di euro l’anno. Un passaggio che non è stato fatto malgrado siano passati due anni e che i debiti si sono accumulati ancora di più. Per il sindaco l’unica nota positiva riguarda il fatto che “in ogni caso si chiude una fase di cattiva gestione della cosa pubblica”. Questo è vero ma se la macchina è in frantumi i cocci saranno a disposizione dei cittadini che avranno il compito di pagarli pure.

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