La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • L’ATO Messina1 non può fallire

    Pubblicato il marzo 9th, 2009 Max 1 commento

    di Massimo Greco
    Arrivano le prime pronunce giurisprudenziali sull’ipotesi di fallimento delle società d’ambito siciliane. Per il Tribunale di Patti (Decreto del 06/03/2009) “Deve ritenersi che l’ATO ME1 s.p.a., sebbene formalmente abbia veste privata, sia nella sostanza un ente pubblico e non possa quindi essere assoggettata a fallimento, ex art. 1, comma 1 L.F..“. Arriva quindi una conferma auterevole di quanto già sostenuto sull’argomento e pubblicato su Diritto.it. Qui l’articolo: 

     

    1 responses to “L’ATO Messina1 non può fallire” Icona RSS

    • Ancora una volta dopo il fallimento degli ATO rifiuti varati dal precedente governo
      regionale, l’attuale non riesce a individuare la rotta per superare la inaccettabile
      condizione in cui sono ridotte le nostre città e i comuni siciliani dove i cumuli di
      rifiuti sparsi per le vie cittadine fanno a gara con quelle già viste in Campania.
      Il decreto n. 127/08 di riforma degli ATO in Sicilia firmato dal Presidente Lombardo,
      tra l’altro caratterizzato da una serie di vizi procedurali oltre che sostanziali, se da un
      verso riduce da 27 a 9 gli ATO, con una nuova articolazione territoriale su base
      Provinciale, riduzione certamente necessaria e opportuna, dall’altro esclude le
      Province di una competenza che gli è propria in materia ambientale, fissando tra
      l’altro un cronoprogramma degli adempimenti necessari all’attivazione del nuovo
      sistema del ciclo integrato dei rifiuti.
      Il primo appuntamento è fissato per il 5 agosto 2008, entro il quale i Consigli
      Comunali sono chiamati ad approvare lo statuto del nuovo soggetto gestore della
      politica ambientale, termine assolutamente insufficiente rispetto alla complessità
      della problematica imposta dal D.P.R.S.
      Questi sono motivi seri perché le Province e i Comuni impugnino il Decreto innanzi
      al TAR, chiedendone contestualmente la sospensiva ed evitare il rischio di eventuali
      commissariamenti che ancora una volta esautorerebbero gli enti locali di una loro
      autonomia, superando la concezione di chi ritiene che la gestione dei rifiuti non
      appartiene ai comuni, ma a soggetti “terzi”, ai quali può essere concesso il dirittodovere
      di curarne l’esecuzione del relativo ciclo.
      Non vorrei che la confusione anche dialettica di annunci degli esponenti del governo
      regionale in questo momento possa ingenerare false aspettative o addirittura
      assumere iniziative che possano creare più problemi di quelli che si intendono
      risolvere.
      Prima il Presidente Lombardo dichiara a Maggio 2008 “temo che i debiti degli ATO
      rifiuti rimarrano a carico della Regione”, l’altro ieri il provvedimento della Giunta
      Regionale su proposta dell’Assessore Scoma che taglia i finanziamenti per quegli enti
      locali che non hanno saldato il loro debito con gli ATO, punendo i Comuni la cui
      situazione finanziaria in moltissimi casi è vicino al dissesto finanziario.
      L’impressione che se ne ha e che si tratta di un provvedimento oltre che iniquo
      illegittimo per cui sarebbe opportuna una revoca del provvedimento e pensare a un
      ripiano dilazionato nel tempo delle posizioni debitorie con garanzia fideiussoria della
      Regione Siciliana.
      Significa affrontare alla radice il problema e non appiattirsi sul positivo risultato
      della riduzione degli ATO, come se questo da solo possa farci uscire da una
      situazione che a mio avviso è invece seriamente preoccupante per il carattere
      dell’emergenza che il problema rifiuti ha assunto ormai in Sicilia.
      Serve un piano di riordino generale che risolva alla radice alcune questioni di fondo
      per avviare un ciclo integrato dei rifiuti concreto nella sua attuazione, pertanto:
      Serve pianificare la situazione debitoria degli ATO e dei Comuni intervenendo
      differentemente per le differenti cause che hanno determinato tale situazione;
      Disciplinare l’utilizzo del personale dipendente degli ATO Rifiuti, per una chiara
      impostazione delle gare di aggiudicazione pubblica del servizio di gestione del ciclo
      integrato dei rifiuti;
      Rielaborare il Piano Regionale dei Rifiuti congiuntamente a Piani Provinciali che
      mettano al centro la questione raccolta differenziata e termovalorizzatori (a mio
      avviso ne servirebbe uno per tutta la Sicilia) con un sistema di trasporto adeguato;
      Approvare un nuovo piano discariche posto che quelle attuali saranno sature da qui
      a meno di due anni e che entro tale termine il termovalorizzatore non può essere
      realizzato.
      Mi auguro che l’amore per la Sicilia e il rispetto per i siciliani, e non altro, possano
      costituire l’elemento di forza importante per affrontare in maniera seria le
      problematiche connesse ad un settore così delicato quanto importante che in
      questi ultimi sei anni è degenerato in mal governo e malcostume, provocando una
      voragine di debiti che rischiano di trascinare al collasso finanziario una miriade di
      comuni esasperando la già precaria e difficile situazione economica di famiglie e
      imprese siciliane che devono lottare quotidianamente per la sopravvivenza.
      il vero problema non è se gli ato falliscano ma iniziare arisolvere i problemi prima della spazzatura e secondo quelle delle tariffe che in questi giorni vengono notificate ai cittadini di questa provincia che anno dato un forte voto di cambiamento ma a quando sembra anche lei caro sign. Massimo Greca non spende una parola rigurdo questo imbroglio
      messo all’impiedi dalla sx per i motivi che tutti sappiamo e quindi viene da pensare che alla fine dx e sx siano la stessa cosa.
      PROVATE A SPENDERE QUALCHE PAROLA VOI TUTTI DELLA DX NEI CONFRONTI DI QUESTI ABUSI CHE I STANNO EFFETTUANTO NEI CONFRONTI DEI CITTADINI ENNESI


    Lascia un commento