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  • L’A.R.S. tende la mano ai precari degli enti locali ma non a tutti

    Pubblicato il giugno 13th, 2012 Max 2 commenti

    di Massimo Greco
    L’Assemblea Regionale Siciliana, nella seduta di mercoledì 13 giugno 2012, presieduta dal Presidente Francesco Cascio, ha approvato con 49 voti favorevoli, 2 contrari e nessun astenuto il disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della Repubblica ai sensi dell’articolo 18 dello Statuto della Regione recante “Modifiche all’articolo 17, commi 10, 11 e 12 del decreto legge 1 luglio 2009, convertito con legge 3 agosto 2009, n. 102 ed all’articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito con legge 30 luglio 2010, n. 122“.

    Con l’approvazione di tale disegno di legge-voto l’ARS impegna il Parlamento Nazionale a fare proprie le disposizioni di legge ivi contenute così derogando a tre normative finanziarie statali che ostano sia alla stabilizzazione che alla semplice proroga dei contratti dei lavoratori a tempo determinato degli enti locali. Tuttavia, secondo questa impostazione voluta dai parlamentari siciliani, anche attraverso una decisa intransigenza verso un emendamento che avevo suggerito ad almeno 15 Deputati, restano fuori tutti i lavoratori in servizio presso gli enti locali della Sicilia che hanno sforato il patto di stabilità. In questo modo dopo una prima discriminazione tra contrattisti dell’Amministrazione Regionale e contrattisti degli Enti Locali operata due anni addietro, la Regione promuove un ulteriore discriminazione tra i medesimi lavoratori contrattisti (circa 18.500) in servizio presso gli enti locali. Pertanto ai lavoratori di serie”A” (regionali) ed ai lavoratori di serie “B” (enti locali) la Regione pensa di individuare anche i lavoratori di serie “C” (gli sforati). L’impegno dell’On. Elio Galvagno, che certamente si è distinto tra tanti Deputati siciliani particolarmente distratti sull’argomento, non è bastato a scongiurare questa triste ipotesi. Mi auguro che il Parlamento Nazionale, che non è affatto obbligato ad approvare integralmente la legge voto dell’ARS, possa rimediare a tale manifesta discriminazione tra lavoratori figli della stessa storia.

     

    2 responses to “L’A.R.S. tende la mano ai precari degli enti locali ma non a tutti” Icona RSS

    • BASTA!!
      Nella Pubblica Amministrazione bisogna assumere SOLO PER CONCORSO PUBBLICO, aperto anche ai nostri figli!!
      E chi ha illuso tutta questa gente E ROVINATO IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI paghi di tasca propria, con tutto il patrimonio che ha accumulato da quando è entrato in politica, il danno fatto.
      Che la Magistratura Penale faccia valere la responsabilità penale di costoro, che la Corte dei Conti li condanni per il danno arrecato all’Amministrazione e che la Magistratura civile, alla quale (e non alla politica) i danneggiati devono rivolgersi, spogli questi politicanti dei frutti dei loro raggiri per risarcire i cittadini (in primis i precari) che da tali comportamenti hanno subito gravissimi danni morali patrimoniali!!!

    • Caro Gior sottoscrivo in pieno.
      è ora di finirla con queste manfrine e pretendere il rispetto delle regole


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