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  • L’AMAT di Palermo è assoggettabile a procedura fallimentare?

    Pubblicato il Ottobre 12th, 2012 Max 1 commento

    di Antonino La Barbera
    Pregiatissimo Dottore Massimo Greco, cercando sulla rete qualcosa che chiarisse i miei dubbi sul fallimento mi sono imbattuto su un suo pregevole scritto sul fallimento degli ATO in Sicilia. Desidereri un suo parere o un consiglio su una letteratura circa l’eventualità che una azienda partecipata del comune di Palermo -nella specie l’azienda AMAT Palermo spa- con socio unico, appunto, il comune possa seguire la sorte degli ATO e quindi non ammissibile alle procedure concursuali. L’AMAT si occupa di trasporto pubblico locale. La ringrazio vivamente e le porgo cordiali saluti.

     

    1 responses to “L’AMAT di Palermo è assoggettabile a procedura fallimentare?” Icona RSS

    • Per stabilire l’assoggettamento dell’AMAT alle procedure fallimentari
      occorre preliminarmente accertare la natura giuridica della medesima,
      atteso che gli enti pubblici godono dei cosiddetti “privilegi odiosi” in materia.

      Prima facie, e dopo una veloce lettura dello statuto, posso affermare che:

      1) la s.p.a. ‘AMAT anche se in possesso dei requisiti prescritti dalla normativa vigente per giustificare
      l’affidamento in house dei servizi di trasporto locale (partecipazione pubblica, controllo analogo, attività
      prevalente), non è annoverabile tra gli enti formalmente privati ma sostanzialmente pubblici. Gli indicatori sintomatici
      della natura giuridica, che si omettono in questa sede per economia di tempo, mi inducono a propoendere
      per la natura privatistica della s.p.a, anche attraverso l’approccio funzionale. L’indicatore che più degli altri appare
      determinante è quello della natura non obbligatoria del modello di gestione utilizzato dal Comune di Palermo.
      La titolarità del servizio pubblico locale rimane infatti in capo al Comune che ha discrezionalmente deciso di gestirlo
      mediante il modello societario in luogo della precedente gestione municipalizzata. E’ la titolarità del servizio che ne orienta
      la natura giuridica dell’ente indagato e non la gestione che ben può essere affidata a soggetti esterni alla P.A..
      Il rapporto necessario ovvero essenziale del servizio non concerne quindi la gestione ma la titolarità che rimane ben salda
      in capo al Comune. Da qui il convincimento che lo strumento della gestione mediante il modulo societario appartiene al
      potere discrezionale del Comune che in qualsiasi momento potrebbe cambiare idea reinternalizzando il servizio e ponendo l’AMAT
      in liquidazione. Operazione questa, che non potrebbe essere fatta se il legislatore avesse obbligato il Comune a cedere all’AMAT
      anche la titolarità del servizio come avvenuto per le autorità d’ambito per la gestione integrata delle risorse idriche e dei rifiuti.
      Peraltro, a conforto di tale tesi va evidenziato che la deroga al tradizionale modello civilistico non può che trovare spazi interpretativi
      ridotti e giustificati solo da un’inequivocabile e preminente interesse pubblico generato dalla legge e non certo da scelte amministrative.
      Ecco dove si annida la differenza tra s.p.a. che si limitano a gestire servizi pubblici ed s.p.a. che prima ancora di gestire il servizio ne
      sono titolari per espressa previsione di legge.

      2) l’altro requisito per essere assoggettati alla legge fallimentare è quello di esser impresa collettiva di natura commerciale.
      Tale requisito in una s.p.a è in re ipsa già al momento della costituzione della società, senza alcuna necessità di dover dimostrare l’attività concreta di impresa.

      In conclusione, e riservandomi di approfondire l’argomento qualora dovesse essermi formalmente richiesto,
      posso rispondere al suo quesito dicendo che l’AMAT pur essendo una società a totale partecipazione pubblica
      è da considerarsi un imprenditore commerciale assoggettabile sia alla L.F. che ad amministrazione straordinaria.

      Appare utile attendere qualche giornoin attesa che il Tribunale di Palermo si pronunci sulla questione analoga della consorella
      s.p.a. AMIA.

      Questo è il mio parere.
      Massimo Greco


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