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  • La TIA è un tributo punto e basta

    Pubblicato il Luglio 31st, 2009 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    La Corte Costituzionale con sentenza n. 238 del 24 luglio 2009 ha messo la parola fine sulla questione annosa e vessata della natura patrimoniale della tariffa d’igiene ambientale. Emerge chiaramente dal raffronto tra la TARSU di ieri e la TIA di oggi l’esistenza di forti analogie tra i due pagamenti: la natura autoritativa (l’obbligo di pagamento non è legato alla effettiva fruizione del servizio di smaltimento, ma all’utilizzazione di superfici potenzialmente idonee a produrre rifiuti), la natura non sinallagmatica (la legge non attribuisce alcun rilievo alla volontà delle parti nel rapporto tra gestore e utente del servizio), i criteri di commisurazione (che sia per la TARSU che per la TIA sono calcolati con riferimento alla potenziale produzione di rifiuti), la funzione di coprire i costi di smaltimento non solo dei rifiuti ‘interni’ (producibili dal singolo soggetto passivo), ma anche di quelli ‘esterni’ (rifiuti di qualunque tipo o provenienza che si trovino su strade e aree pubbliche), l’estraneità di ambedue i tributi all’ambito di applicazione dell’IVA (conseguente alla inesistenza di un nesso diretto tra il servizio e l’entità del prelievo, nel quale è incluso anche il costo di smaltimento dei rifiuti ‘esterni’). Logico corollario è che le controversie riguardanti la TIA debbano essere attribuite alla cognizione delle Commissioni Tributarie.

    Appare utile richiamare un nostro articolo ripreso dal Blog  “La voce dell’emergenza” all’indirizzo: http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2009/03/17/la-controversa-natura-patrimoniale-della-tia/

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