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  • La Sicilia deciderà autonomamente la riforma delle proprie Province

    Pubblicato il Luglio 2nd, 2012 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Ancora una volta sento il dovere di intervenire sulla famosa questione della soppressione, ovvero della riduzione delle Province, per ribadire che l’ipotesi di riduzione delle Province prevista nella bozza del decreto legge sulla riduzione della spesa pubblica, meglio conosciuta come spending review, riguarda le Province delle regioni a statuto ordinario e non anche quelle delle regioni a statuto speciale come la Sicilia che, com’è ormai noto a tutti, gode di competenza esclusiva in materia di ordinamento degli enti locali.

    Corollario di questo ennesima avvertenza è che solo l’Assemblea Regionale Siciliana è abilitata a riformare l’ente intermedio siciliano e/o a prevedere ipotesi di fusione della attuali Province Regionali secondo propri criteri territoriali e demografici. In tale contesto, è da escludere che un intervento statale, ancorchè impregnato da robuste motivazioni di carattere finanziario, possa incidere in ambiti ordinamentali la cui copertura costituzionale è granitica. Proprio nei giorni scorsi per una vicenda analoga la Corte Costituzionale ha avuto modo di affermare il principio secondo cui “Le norme costituzionali… non attribuiscono allo Stato il potere di derogare al riparto delle competenze fissato dal Titolo V della Parte II della Costituzione, neppure in situazioni eccezionali. In particolare, il principio salus rei publicae suprema lex esto non può essere invocato al fine di sospendere le garanzie costituzionali di autonomia degli enti territoriali stabilite dalla Costituzione. Lo Stato, pertanto, deve affrontare l’emergenza finanziaria predisponendo rimedi che siano consentiti dall’ordinamento costituzionale” (sent. 14/06/2012 n. 151).

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