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  • “La scala mobile si può fare, anzi no, non si può fare”

    Pubblicato il settembre 24th, 2009 Max 10 commenti

    Ing. Capo del Genio Civile di Enna

     

    10 responses to ““La scala mobile si può fare, anzi no, non si può fare”” Icona RSS

    • ecco a cosa servono i forestieri a Enna!!!!!!!!!!

    • Hai capito perfettamente caro Gigi. Siamo tutti ridicoli!!

    • Enna. On. Paolo Colianni (MPA): Scala mobile non utile alla colletività

      Enna. Esce – nuovamente – allo scoperto l’on. Paolo Colianni, deputato all’Assemblea regionale in quota MPA. Già stamattina la notizia che la scala mobile, che dovrebbe collegare la zona di villa Pisciotto con il centro storico di Enna, e che ha avuto un finanziamento di 30 milioni da parte del Cipe, rischia ancora una volta di non venire realizzata. Proprio questa mattina l’ingegnere capo del Genio Civile, Vincenzo Di Rosa, con una lettera inviata alla Provincia regionale, per posta ordinaria e che ha impiegato 13 giorni, ha revocato in autotutela il parere positivo che aveva dato il 12 agosto scorso per la realizzazione dell’opera.

      cari ennesi il prossimo anno si vota per le amministrative non dimenticate queste persone

    • scusate ma in maggioranza chi c’è? sembra proprio che il pdl stia in minoranza sia alla provincia che alla regione…

    • scusa antonio che centra la maggioranza o la minoranza su questo argomento qui si parla di fondi destinati per un progetto e ad un giorno di una importante convocazione il dirigente del
      genio civile si spara l’ultima ca…………zta
      quindi scusami ma sei fuori tema

    • Sarebbe opportuno che questo denaro venisse veicolato su opere più urgenti: “parcheggi”. Senza i quali, la città è e resterà ingessata. L’ennese deve abituarsi a spostarsi con i mezzi pubblici. Per fare ciò: necessitano investimenti di rilievo per creare più bus navetta che dal parcheggio della zona Pisciotto salgano ad Enna facendo, ogni 5 minuti, la spola.

      PERCHE’ NON PRENDERE, INVECE, SERIAMENTE IN “CONSIDERAZIONE” LA COSTRUZIONE DI UNA “FUNIVIA”? SICURAMENTE QUEST’ULTIMA RISULTEREBBE: PIU’ RAPIDA, PIU’ VELOCE, MENO DISPENDIOSA IN TERMINI DI MANUTENZIONE, CHI NE USUFRUISCE SENTIREBBE MENO FREDDO E GODREBBE ANCHE DI UNA BELLA VISTA PANORAMICA.

      Ma forse non conviene ai nostri politici: costa meno e quindi … “Non hanno più tempo per presentare un altro progetto. Non possono rischiare di perdere tutti questi soldi”. “D’altronde, lo fanno per il bene della città”. “Peccato che gli ennesi siamo così ottusi da non percepirlo e comprenderlo così chiaramente come fanno loro”!

    • Il futuro corre sul filo è un documentario di 52 minuti prodotto in HD che verrà offerto sul mercato europeo dei canali televisivi satellitari e terrestri, in prima previsione per i canali che si occupano della documentaristica nel campo della scienza, tecnologia e grandi opere dell’ingegno

      Funivie, seggiovie e cabinovie sono oggi delle grandi opere dell’ingegno umano che raggiungono i traguardi più elevati della tecnologia, del design, dell’elettronica, del comfort e della sicurezza. Seggiovie ad otto posti capaci di una portata oraria di 4000 persone fanno eco a funivie che possono trasportare fino a duecento persone a dodici metri al secondo. Cabinovie bi o tri-funi da 40 posti e portate orarie prossime alle 5000 persone. Le località turistiche e non solo, fanno ormai a gara per ornarsi di questi gioielli della scienza e della tecnologia e i più famosi designer del mondo fanno in modo che l’occhio non sia meno gratificato della mente o del comfort. Sono impianti impressionanti nemmeno paragonabili con 100 anni fa quando a Bolzano nacque la prima funivia, una grande lattina aperta contenente sei persone che serviva per superare un dislivello di 872 metri su piloni di legno. Momenti epici e avventurosi come negli anni ’50 quando la sfida tecnologica portò alla realizzazione della direttissima della Paganella: due piloni e 1900 metri di dislivello in otto minuti e mezzo. Un’ascensore che toglieva il respiro.

      La grande protagonista è comunque la fune che ancora oggi benché progettata, sviluppata e costruita secondo i progetti tecnologicamente più avanzati e con gli acciai più evoluti, viene intrecciata secondo regole di esperienza e montata con una fase manuale, l’impalmatura, attirando così sulle sue spire quei riflessi caldi e ambrati del romanticismo industriale.

      Solo ragionando sull’aumento delle portate orarie e sullo sviluppo delle stazioni invernali, possiamo riflettere sulla quantità trasportata complessivamente in Europa e quindi arrivare a capire quale è il livello di sicurezza raggiunto. Severità e vigilanza degli enti nazionali ed europei. Prove e analisi su tutti gli elementi funiviari con criteri sempre più restrittivi. In opera, sul campo come in laboratorio, si simulano spesso carichi di lavoro esagerati rispetto al reale. Laboratori con idee all’avanguardia che operano immaginando scenari sempre più complicati e imprevedibili mentre una fune è collegata ad un carico di rottura di 1000 tonnellate e un seggiolino compie la milionesima oscillazione.

      Una nuova frontiera della scienza e della tecnica del trasporto a fune è l’applicazione al trasporto urbano. Non più futuro ma già presente. Funivie e funicolari, nate come mezzo di trasporto più che come mezzo di risalita, al culmine della loro evoluzione e del loro sviluppo nelle difficili ambientazioni delle montagne di tutto il mondo, mutano indole e applicazione proponendosi per sollevare le città dalla morsa del traffico e trasportarle oltre l’inquinamento. Idea fondamentale per l’urbanista di inizio millennio.

      Il progetto Il futuro corre sul filo è cofinanziato oltre che dalla stessa Emme Due, dalle Provincie autonome di Trento e Bolzano, dai produttori di impianti a fune Doppelmayr, Leitner e Graffer, dal produttori di funi Redaelli e dai network areali Dolomiti Superski e Skirama.

      QUESTO PER NOI MONTANARI E SOLO FANTASCIENZA
      ALTRO CHE SVILUPPO

    • non so cosa pensi tu o quale sia la tua conoscenza della politica.. per quel poco che io ne so..posso pensare che..
      chi ha nominato quel dirigente del genio civile?
      chi ha un ruolo importante al cipe?
      sono 2 persone che non fanno niente se non per aumentare il loro potere e di conseguenza il loro consenso politico..

    • scusa ma non facendo niente si aumenta il consenso politico
      o viceversa facendo qualcosa si ottiene più
      consenso??????
      riguardo alla mia conoscenza politica io sono per il da farsi e non per le chiacchiere sia
      che amministri la dx o la sx.
      chiaro il concetto

      Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.
      (Kennet Blanchard)

    • sono d’accorco con te..facendo si aumenta il consenso politico..
      per questo.. “non facendo fare” al proprio avversario politico lo si indebolisce..
      e per ora e credo per molto tempo mpa e Pdl sono avversari… vedi fondi fas..


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