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  • “La Provincia esca fuori da Sicilia-Ambiente s.p.a”

    Pubblicato il ottobre 15th, 2008 Max 10 commenti

    di Massimo Greco
    Mantenere quote azionarie di partecipazione senza averne un ritorno in servizi non solo non ha senso, ma adesso è pure vietato dalla Finanziaria nazionale. Mi auguro che il Consiglio provinciale, chiamato quanto prima a pronunciarsi formalmente sull’argomento, ponga sul mercato le quote della Provincia. 

     

    10 responses to ““La Provincia esca fuori da Sicilia-Ambiente s.p.a”” Icona RSS

    • Voglio proprio vedere chi le compra!

    • O l’ATO o nessuno. E se il CGA dovesse accogliere il ricorso di Assoutenti, le quote di Sicilia-Ambiente non le vorrebbero nemmeno regalate…

    • E l’ATO con quali soldi comprerebbe?
      O meglio, comprerebbe come società privata o come ente pubblico?

    • Comprerebbe come s.p.a.. Del resto lo ha già fatto comprando le quote dell’Altecoen di Sicilia-Ambiente per rendere totalmente pubblica la società e ricorre all’affidamento in house.

    • CONFINDUSTRIA SICILIA: “BENE
      I COMMISSARI NEGLI ATO SICILIANI”
      “Confindustria Sicilia valuta positivamente l’invio di commissari ad acta presso i Comuni inadempienti col compito di sbloccare le risorse a favore degli Ato rifiuti, considerandolo un primo passo necessario per chiudere l’era degli sprechi e dei privilegi e per avviare una seria riforma del servizio di gestione dei rifiuti in Sicilia’’. Lo dichiara Giuseppe Catanzaro, delegato di Confindustria Sicilia per le tematiche ambientali, secondo il quale ’’l’invio dei commissari ad acta ha lo scopo di sanare i deficit degli Ato rifiuti e riportare a razionalita’ ed efficienza il servizio di igiene ambientale in Sicilia’’. ’’Chi in questi giorni – osserva Catanzaro – sta esercitando pressioni politiche per bloccare l’invio dei commissari, percepisce regolarmente il proprio stipendio. Viceversa, opponendosi al commissariamento dei Comuni, impedira’ a migliaia di lavoratori di ricevere regolarmente le proprie spettanze ponendo in serie difficolta’ economiche le relative famiglie, e neghera’ ai cittadini il diritto alla pulizia delle strade’’. ’’Ci auguriamo – conclude Catanzaro – che il governo regionale e l’Agenzia regionale dei rifiuti riescano a resistere a queste pressioni, che, fra l’altro, finiscono per legittimare quegli amministratori e burocrati che in questi anni, violando le regole e omettendo gli atti di loro competenza, si sono resi responsabili dell’attuale disastrosa situazione che grava sulle tasche di cittadini e imprese’’.

    • La firma del decreto del presidente della Regione che riduce a 10 gli ATO in Sicilia pone alcune considerazioni.

      La legge di riforma è la vittoria di tutti i cittadini contro amministratori incompetenti (nel senso proprio del termine perché, in particolare nella Belice Ambiente SpA, non possedevano e non posseggono tuttora le competenze necessarie per gestire i rifiuti secondo quanto dice lo stesso statuto dell’Ente), sindaci e consiglieri comunali disinteressati. I primi hanno continuato imperterriti ad agire contro i principi di efficienza, efficacia ed economicità suscitando le proteste dei cittadini. I sindaci hanno operato la facile “politica delle mani legate”, dichiarandosi impotenti – ma sconfessati da sentenze del TAR e dai fatti – di fronte a decisioni venute dall’alto e difendendo a spada tratta l’operato di Cristaldi prima e di Truglio poi; i consiglieri comunali, forse per non dispiacere ai loro politici di riferimento, hanno agito solo se messi spalle al muro dai cittadini,. E’ la vittoria dei cittadini che per la prima volta hanno voluto e saputo mettersi contro i loro amministratori.

      I cittadini adesso, però, fanno delle precise richieste: la società Belice Ambiente SpA e i sindaci tutti, visto che oramai una spada di Damocle pende sulla loro testa, la smettano di accanirsi contro di loro chiedendo tariffe illegittime, sconclusionate, insostenibili economicamente. Abbiano il coraggio di ammettere la sconfitta, di chiudere i conti della società, di agevolare più velocemente possibile – anche prima rispetto ai tempi previsti dal decreto regionale – la definizione delle procedure per la sostituzione delle società d’ambito con i nuovi consorzi di Comuni.

      Al di là delle responsabilità individuali e collettive si abbia adesso il buon senso di riattivare le regole di una sana gestione dei rifiuti. La riduzione degli Ato, che saranno uno per provincia, conferma i dubbi dei comitati di cittadini sull’utilità, economicità e sulla competenza messa in campo dalle società che hanno operato nel campo dei rifiuti nell’Isola. Se da anni tutti i politici locali e regionali criticano l’attuale gestione degli Ato e se oggi si è giunti ad una radicale riforma, se i cittadini non fanno che lamentarsi per servizi inefficienti, gestioni anti-economiche e, soprattutto, bollette salate, la ragione sono da ricercare nelle le illegittimità nelle attività poste in essere dalle società di gestione dei rifiuti che hanno attivato giudizi molto critici da parte della commissione nazionale contro le Ecomafie, dalla Commissione europea (nel caso della Belice Ambiente è stata addirittura attivata una procedura d’infrazione comunitaria), dalla sezione regionale della Corte dei Conti, dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (che ha aperto un fascicolo, dopo la denuncia del comitato Mosaico, sulla gestione in house nell’Ato Tp2) e di tutte le autorità giudiziarie, amministrative e tributarie adite dai contribuenti e dalle amministrazioni lese dall’operato delle società d’ambito.

      Non sappiamo, qualora la riforma andasse in porto, se le novità legislative saranno idonee a risolvere le questioni sin qui dibattute, ma di certo, peggio di come era non potrà mai essere. Nell’ultimo anno gli amministratori della Belice Ambiente SpA non hanno fatto altro che tentare di recuperare dagli errori e dalle inefficienze commesse da loro stessi.

      In ultimo, pochi giorni fa è arrivata l’ultima stangata da parte della Corte dei conti siciliana che ha giudicato fallimentare la gestione degli Ato, criticando inefficienze, illegittimità (soprattutto in materia di appalti e gestioni in house), incompetenze e soprattutto ha sollevato l’”ulteriore aumento della pressione fiscale a carico dei cittadini”. Per la Corte dei conti si tratta di “un complesso sistema radicalmente da riformare”. In particolare la Corte si pronuncia sulle “gestioni in house” e riporta un giudizio negativo sulla legittimità della situazione gestionale della Belice Ambiente, richiamando anche la procedura d’infrazione comunitaria avviata dal Comitato MOSAICO che ha accertato la violazione da parte della società della normativa Ue in materia di appalti.

    • Scatta da oggi la riforma degli ato rifiuti in sicilia che dovra’ concludersi entro il 31 dicembre prossimo. Partendo proprio dal cronoprogramma, con la pubblicazione del decreto firmato nei giorni scorsi dal presidente della regione lombardo di fatto si avvia il programma finalizzato alla riduzione degli ambiti territoriali ottimali dagli attuali 27 a 10, uno per ogni provincia oltre a quello che gestira’ le isole minori. I nuovi ato per statuto andranno costituiti entro il 31 ottobre , entro il 30 novembre vanno eletti i consigli di amministrazione che dovranno poi insediarsi entro la fine dell’anno. Queste le tappe principali nella rivoluzione degli ato rifiuti in sicilia, anche se per molti verso e’ meglio parlare di un ritorno al controllo pubblico. I nuovi dieci ato, infatti, non saranno piu’ gestiti dalle societa’ d’ambito , ma guidati dai consorzi dei comuni che poi affideranno materialmente la gestione dei rifiuti a ditte specializzate attraverso gare d’appalto. I nuovi ato, insomma, non potranno svolgere direttamente l’attivita’ di gestione, come fanno attualmente le societa’ d’ambito attraverso il cosiddetto affidamento in house dei servizi. I comuni facenti parte dell’ato provinciale avranno il potere di indirizzo , coordinamento e controllo, ma il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e’ altra cosa e dovra’ essere affidato tramite gara di appalto a societa’ specializzate. Ne consegue una nuova organizzazione del personale attualmente impegnato. Il decreto del governo regionale prevede che i nuovi ato utilizzino nella prima fase tutto il personale in servizio nei vecchi ambiti territoriali, per poi pero’ procedere ad una revisione e riorganizzazione della pianta organica. In caso di esuberi non si prevedono problemi per il personale che era alle dipendenze dei comuni ed e’ transitato in questi anni alle societa’ d’ambito, mentre piu’ complicata sara’ la collocazione dei lavoratori che sono stati assunti dagli ato in questi anni. Infine la situazione finanziaria, la piu’ complicata forse a fronte della situazione debitoria nella quale si ritrovano in particolare alcuni ambiti territoriali. La regione dovrebbe sanare i conti in rosso, ma non e’ da escludere che alla fine i debiti accumulati finora da alcuni ato si riflettano ancora una volta sui cittadini attraverso la tarsu.

    • Dimenticavo un particolare importante. La Provincia dismettendo le proprie quote di Sicilia-Ambiente risparmierebbe 250.224,00 euro che potrebbe utilizzare produttivamente per servizi utili alla collettività.

    • La riduzione del numero degli ATO in Sicilia, tra l’altro già avanzata dal precedente governo regionale, non comporta nessuna variazione in Provincia di Enna, visto che l’ATO-EN1 si configura già con il territorio provinciale.
      Cambierà pure la forma societaria, da SpA a Consorzio di comuni, ma, sostanzialmente, quale sarà l’elemento di novità dal punto di vista gestionale? I manager incapaci verranno sostituiti? O avranno l’umiltà di fare un passo indietro da soli? Oppure avranno ancora la sfacciataggine di coprire la propria incompetenza (a servizio di un meschino potere!) con le bollette non pagate? o con un fantomatico piano industriale ancora in fase di elaborazione?
      Il potere di indirizzo, coordinamento e controllo da parte dei comuni appartenenti all’ATO c’era già anche nella S.p.A. ma di fatto tutti i sindaci hanno delegato in tutto e per tutto la società d’ambito ritrovandosi alla fine tra un mare di debiti e una montagna di spazzatura.
      Con gli eventuali consorzi sarà la stessa cosa?
      Era pure previsto secondo le normative vigenti che il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti dovesse essere affidato tramite “gara di appalto” a societa’ specializzate. Ma anche in questo l’S.p.A., nel senso privatistico del termine, ha fatto di testa propria.
      L’ex Presidente Ragonese spunta adesso con una ricetta per il recupero dell’evasione che, guarda caso, viene fuori da una consulenza esterna svolta da Società competente!
      Mi chiedo: quanto sarà costata? Certamente una cifra ridicola rispetto al totale del debito.
      Una società degna di questo nome non dovrebbe poter utilizzare il proprio personale per svolgere questi compiti?
      Non voglio entrare nel merito delle assunzioni (storia molto triste!).
      E’ fin troppo evidente che non si è trattato di semplice incapacità ma di un preciso disegno politico.
      Bene!
      Sarebbe pure ora che a pagare non siano sempre e solo i cittadini onesti.

    • Patti, 24/08/2007 (informazione.it – comunicati stampa) Si è costituito ufficialmente a Patti presso la sede dell’Associazione Consumatori Siciliani il Comitato Regionale per l’abrogazione delle ATO. Oltre all’Associazione Consumatori Siciliani con i delegati dei Comuni di Librizzi, Roccavaldina, Torregrotta, Venetico, Monforte San Giorgio, Spadafora, Rometta, Pace del Mela, Montalbano Elicona, Tripi, Basicò, Valdina, San Piero Patti, Gioiosa Marea, Piraino, Sant’angelo di Brolo, Oliveri, Falcone, Terme Vigliatore, Furnari, Montagnareale, Brolo, Valdina, Milazzo, San Pier Niceto, San Filippo del Mela, Rometta, Villafranca hanno aderito il Comitato tutela RSU di Capo d’Orlando, il Coordinamento dei 31 Comuni dell’ATO1, il centro Studi sen. Romano e la Confartigianto di Enna, il Comitato del Belice (Tp), i rappresentati delle province di Ragusa e Catania. Dopo le relazioni sulle singole realtà locali e lo scambio delle esperienze svolte in questi anni il nuovo comitato ha deciso quanto segue:

      1) d’inviare a tutti i Presidenti dei Consigli Comunali e ai relativi consiglieri la Circolare Crosta relativa al commissariamento invitandoli ad intraprendere iniziative che ristabiliscano la legalità ed il rispetto elle leggi che regolano il servizio raccolta rifiuti e per conoscenza a tutte le Procure della Repubblica della Sicilia, al Ministro di Grazia e Giustizia e ai Prefetti;

      2) d’avviare una petizione popolare regionale da inviare a tutti i deputati regionali oltre che al Presidente della Regione, al Ministro dell’Ambiente, all’Osservatorio Nazionale Rifiuti, che prevede a) l’abrogazione degli ATO in Sicilia; b) la costituzione di consorzi di Comuni; c) regolarizzazione del personale e garanzie di tutela per tutti i lavoratori.

      3) Costituzione di un gruppo di studio tecnico-scientifico con la collaborazione di docenti universitari e professionisti per l’elaborazione del quesito referendario (referendum regionale) in materia di regolamentazione dei rifiuti.

      “Si tratta di un momento storico” spiega Nicola Calabria “per tutte le associazioni, e i movimenti che già da tre anni siamo impegnati nella vicenda ATO con varie iniziative molte delle quali svolte in comune. Siamo riusciti a sederci ad un tavolo nell’interesse della collettività convinti che il problema va affrontato insieme su scala regionale. Il Comitato sarà aperto alle adesioni di altre realtà associative che vogliono intraprendere un percorso comune. Tra un pochi giorni” continua Calabria “daremo il via alla petizione popolare e contemporaneamente si inizierà lo studio del quesito referendario. Non è concepibile che questi carrozzoni rimangano in vita così come sono, occorre puntare su strutture che diano un servizio che sia efficiente, di qualità e soprattutto con una tariffa equa e che non colpisca i meno abbienti. In Sicilia gli ATO” spiega Nicola Calabria “non possono né funzionare né rispettare i parametri del decreto Ronchi tenuto conto che mancano tutte le strutture per avviare la differenziata. Ecco perché occorre puntare su Consorzi dove i singoli Comuni hanno lo stesso peso e non in base ad un sistema S.P.A(Società per Azioni) dove due o tre comuni assieme alla provincia decidono le sorti di un territorio”.

      Anche Sanseverino del Comitato tutela RSU di Capo d’Orlando esprime piena soddisfazione “era opportuno costituire un Comitato regionale anche per uscire dall’isolamento e per cercare di trovare soluzioni per tutti i cittadini siciliani. Occorre inoltre far sentire la nostra voce in maniera forte alle istituzioni affinché si sveglino da questo lungo sonno”. Soddisfatti anche i rappresentanti della provincia di Enna che attraverso il dott. Orlando presidente del Centro Studi Sen. Romano hanno “fatto presente i rischi che oggi i comuni corrono in Sicilia, tenuto conto dell’ultima circolare dell’avv. Crosta che prevede il Commissariamento, per ripianare debiti per centinaia di miliardi di vecchie lire accumulati dagli ATO in questi anni solo ad Enna ben 120.. Da qui l’esigenza di sensibilizzare ognuno nelle proprie province i Consigli Comunali richiamandoli alle loro responsabilità”.


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