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  • La Provincia di Enna rischia di scomparire. Appello ai 4 Parlamentari

    Pubblicato il Luglio 28th, 2012 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    Il maxiemendamento presentato ieri dall’Assessore Reg.le Armao all’ARS in sede di assestamento di bilancio, meglio conosciuto come spending review siciliana, contiene, tra le tante traumatiche potature del sistema pubblico regionale, una norma suicida sul futuro delle piccole Province Regionali e di quella ennese in particolare.

    La disposizione prevede infatti, sic et simpliciter, il recepimento dei criteri contenuti nella spending review statale nel caso in cui l’ARS non dovesse legiferare autonomamente entro il 31 dicembre 2012 il proprio riordino dell’ente intermedio. Ciò significa che introducendo l’automatismo dei parametri demografici e territoriali (350 mila abitanti per  2.500 kmq di territorio), già individuati in sede statale per le Province delle Regioni a statuto ordinario, la nostra Provincia Regionale è automaticamente soppressa a partire dal prossimo 1° gennaio 2013.

    Faccio quindi appello ai nostri Parlamentari Regionali Colianni, Galvagno, Leanza e Termine perché non cadano nella trappola ben congegnata dall’Assessore Armao, atteso che la cancellazione della Provincia Reg.le di Enna oltre a traumatizzare la struttura istituzionale e burocratica dell’Ente, comporterebbe inevitabilmente un effetto domino su tutti i livelli istituzionali sia pubblici che privati la cui esistenza è notoriamente basata sulla dimensione provinciale.

    Ancora una volta suggeriamo ai nostri Parlamentari di farsi promotori di mirate iniziative legislative che, nel mantenere invariato il saldo finanziario sotteso agli impegni assunti dallo Stato con l’U.E., preservi l’autonomia dell’ordinamento siciliano dall’improvvisazione che continua a caratterizzare le azioni di politica pubblica sia statale che regionale. Appare infatti inconcepibile accorpare Istituzioni democraticamente elette come le Province Regionali ed accettare supinamente il mantenimento di enti inutili come l’ATO Idrico, l’ATO rifiuti, il Consorzio di Bonifica e l’Istituto Autonomo Case Popolari tutti deficitari e per lo più commissariati.

    Solo in momenti di difficoltà come questi si riesce a misurare la capacità della rappresentanza politica di un territorio, e quella regionale, anche per la prospettiva elettorale che si affaccia per il prossimo mese di ottobre, è chiamata con “i fatti” a dimostrare di essere all’altezza della sfida che il tumultuoso cambiamento impone.

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