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  • La provincia dei tristi primati e dei paradossi

    Pubblicato il Ago 18th, 2007 Max 2 commenti

    di Libero
    La provincia di Enna non è famosa solo per avere conquistato primati negativi nei più svariati settori della società (disoccupazione, qualità della vita, pressione tributaria, ecc…) ma anche per riuscire a promuovere vere questioni ai limiti del paradossale. Nei giorni scorsi, infatti, la Società Sicilia-Ambiente, già depositaria di una rara forma di affidamento diretto a cura della Società Enna-Euno del servizio di gestione dei rifiuti in provincia di Enna per un importo che supera i 20 milioni di euro, annuncia, per mezzo di telegrammi, il preavviso di licenziamento a quattro operai che da cinque anni prestavano servizio presso la stessa società con contratto a tempo indeterminato.

    La motivazione ufficiale invocata dalla stessa sembra essere il trasferimento dei servizi di depurazione delle acque alla società Acqua-Enna, a sua volta, affidataria del servizio idrico in tutta la provincia. Il Presidente della Sicilia-Ambiente s.p.a. sostiene che al trasferimento del servizio doveva contestualmente seguire il trasferimento del personale già impiegato in tali mansioni, ma da Acqua-Enna fanno invece sapere di non poter assumere i quattro operai perché non possiedono i requisiti previsti dal contratto di servizio a suo tempo sottoscritto. A parte l’aspetto giuridico che certamente sarà approfondito dai legali dei licenziandi, considerato che nel caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo costituito dalla cessazione di un servizio, sussiste l’onere dell’imprenditore di dimostrare l’impossibilità di un’altra utilizzazione nella propria organizzazione dei lavoratori licenziati (Corte di Cassazione, Sez. Lav., Sent. 9/06/2005 n. 12136), la questione, tragica per gli operai e per le rispettive famiglie, assume i connotati del grottesco se si pensa che la Società Sicilia-Ambiente è anche socio del raggruppamento Acqua-Enna che si è aggiudicato il servizio idrico appaltato dall’Ato idrico. Un bell’affare che dimostra quanto sia capace la classe dirigente di questa nostra “disgraziata” provincia nel distinguersi da tutto e da tutti anche in presenza di una normativa (la Finanziaria nazionale per l’anno in corso 2007) che, ai limiti della costituzionalità, impone alle aziende private e pubbliche processi di stabilizzazione dei dipendenti assunti con contratto a tempo determinato. Pertanto, mentre in tutte le aziende pubbliche d’Italia sono in corso forme di stabilizzazione del proprio personale precario, nell’azienda nostrana si promuovono i licenziamenti di coloro che sono già stati assunti a tempo indeterminato. Alzi la mano chi ci capisce qualcosa.

     

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