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  • La Politica si aggroviglia su se stessa e le imprese sono al fallimento

    Pubblicato il marzo 13th, 2017 Max Nessun commento

    Maria Concetta Cammarata vicepresidente nazionale Unimpresa

    Per ridare sviluppo al paese – dice l’ennese Maria Concetta Cammarata vicepresidente nazionale di Unimpresa – serva una svolta culturale ed economica ed invece la politica si aggroviglia su se stessa.

    Proprio l’opposto di ciò che è necessario”. L’analisi dell’associazione è impietosa e taglia carne ed osso allo stesso tempo: “Viviamo in un paese che invecchia inesorabilmente e che si avvia alla morte. Questa è una tendenza demografica confermata oggi dall’Istat che deve preoccupare veramente”. Maria Concetta Cammarata commenta gli ultimi i dati. Al 31 dicembre 2016 la popolazione italiana ammontava a 60 milioni 579 mila residenti, ben 86 mila unità in meno rispetto l’anno precedente. In percentuale -1,4. Anche riguardo la natalità la tendenza è in diminuzione con il livello minimo di nascite del 2015, 486 mila, superato dal report 2016 con l’arrivo di soli 474 mila bambini. “A chi si sposa o convive manca il coraggio di procreare perchè mancano certezze per il presente e soprattutto per il futuro”. In questo quadro per nulla idilliaco di aprono squarci ancora più bui: “Mentre le nostre imprese insieme ai cittadini annaspano giorno per giorno si scopre che dentro Riscossione Sicilia ci sono tanti politici che non pagano le tasse. Siamo sul bordo del baratro”. Secondo Unimpresa questa è una sitiazione che non può durare a lungo. “Sembra che il mondo politico – continua la Cammarata – viva una vita parallela interessato a continuare i giochini di posizionamenti e riposizionamenti accumulando ritardi enormi rispetto le vere esigenze della gente”. La crisi è talmente ampia che Unimpresa ha rilevato in Sicilia una nuova tendenza: “Gli imprenditori mantengono la partita Iva ma vanno a lavorare fuori in Germania, Svizzera, Belgio e nei paesi dell’Est”. Un nuovo modello di spopolamento del territorio dove il settore edile è assolutamente fermo da almeno 3 anni con appalti pubblici inesistenti e la spesa privata che si è ridotta inesorabilmente. La catastrofe si allarga ancora di più poiché le banche sanno bene che le imprese siciliane sono sull’orlo del fallimento e non finanziano più. “E’ necessario – conclude Maria Concetta Cammarata – un sostegno deciso all’economia e la politica deve finirla di giocare sulla pelle delle imprese e dei cittadini. Attendiamo segnali dalla Comunità europea e dalla Regione con la pubblicazione di bandi e lo sblocco di quelli attivati quali per esempio quelli dell’assessorato regionale all’Agricoltura”.

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