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  • “La politica deve far sognare ed io voglio sognare”

    Pubblicato il ottobre 26th, 2007 Max 13 commenti

    Pietro Ingrao 

     

    13 responses to ““La politica deve far sognare ed io voglio sognare”” Icona RSS

    • La politica è anche fare, cambiare o solo confermare la realtà delle cose….quando vanno bene!

    • Propio così sognare non dormire come si fa di questi tempi.

    • LA CONFESSIONE DI PRODI

      Signor parroco, mi vorrei confessare… Certo figliolo, qual è il tuo nome?…
      Romano Prodi, padre.
      Ah! L’ex presidente del Consiglio…. Ascolta figliolo… mi pare proprio che il tuo caso richieda una competenza superiore. Credo sia meglio che tu ti rechi dal Vescovo.

      Così Prodi si presenta dal Vescovo chiedendogli se lo poteva confessare.
      Certo figliolo, come ti chiami?… Romano Prodi.
      L’ex presidente del Consiglio? No, caro mio, non ti posso confessare, perché il tuo è un caso difficile: è meglio che tu vada in Vaticano….

      Prodi va dal Papa.
      Sua Santità, voglio confessarmi… Caro figlio mio, come ti chiami?… Romano Prodi.
      Ahi, ahi, ahi, figliolo, il tuo caso è molto difficile anche per me. Guarda, qui, sul lato del Vaticano, c’è una piccola cappella… Al suo interno troverai una croce…. il Signore ti potrà ascoltare….

      Prodi, giunto nella cappella, si rivolge alla croce.
      Signore, voglio confessarmi… Certo figlio mio, come ti chiami? Romano Prodi.
      Ma chi?…L’ex presidente del Consiglio?
      L’ex presidente dell’IRI?
      L’ex presidente della Commissione europea?
      L’ex democristiano, amico dei comunisti?
      Quello che ha creato la tassa “una tantum” sui conti correnti di tutti, ricchi e poveri (8X1000?) Quello che ha creato la tassa di lusso “una tantum” sulle moto dei poveri e dei ricchi (700.000 lire),
      Quello che ci ha spremuti per entrare nell’Europa con l’euro (con 60.000 lire a testa)?
      Quello che ha creato una voragine nei conti dell’IRI e che è stata poi coperta con i soldi degli italiani?
      Quello che ha permesso alla Cina di invadere i mercati europei di prodotti a basso costo senza controllo…?
      Ehm… si…sono proprio io, Signore…..
      Ma figlio mio, non hai bisogno di confessarti… tu devi solamente ringraziare!
      Ringraziare? E chi, Signore?
      Ma i Romani, per avermi inchiodato qui… altrimenti scendevo dalla croce e ti facevo un culo così”.
      E’ suonata la sveglia e . . .MI SONO SVEGLIATO DA UN SOGNO CHE MI SEMBRAVA VERO!

    • proprio oggi, il giorno della memoria dei defunti, desidero porgere il mio messaggio : Una scelta basata su valori etici e culturali – LA CREMAZIONE

      E’ da tempo che, nonostante i più preferiscono non pensare al problema della morte, anzi ne inorridiscono, io ci penso e mi chiedo se i miei parenti, quando arriverà il mio turno, soddisferanno il desiderio di essere “cremato”. Non per un semplice vezzo, ma per riflessioni mie personali e profondamente radicate, per cui sono diventato “cremazionista”
      Un rito universale, uguale per tutti, che, evitando ai corpi lo squallore del disfacimento, appare non come la negazione, ma come affermazione della sacralità della persona umana.
      La cremazione è una civilissima e antichissima pratica, in uso presso popoli di varie culture. Presso tutte le civiltà e in tutti i tempi ha sempre avuto il fine di onorare il defunto, di rispettarne la dignità e di dare conforto ai parenti.
      Noi cremazionisti italiani ci siamo posti il compito di diffondere questa pratica anche perché risparmia al corpo il processo degenerativo, biologico, lento, crudele ed inesorabile della decomposizione ed evita ai parenti l’orrenda immagine di essa.
      Fin dall’antichità la cremazione era intesa come simbolo di purificazione, di liberazione dello spirito e di immortalità dell’anima.
      La scelta della cremazione deve essere fatta in vita in uno dei seguenti modi: mediante testamento dinnanzi ad un notaio; redigendo un testamento olografo (nel quale viene scritta su un foglio la volontà di cremazione e al fondo del quale è scritta la data e posta la firma) che lascerà tra le sue carte o consegnerà ad un notaio o ad un parente o ad una persona amica: dopo il suo decesso, per poter essere valido, tale testamento dovrà essere pubblicato da un notaio a cura degli eredi;

    • Ma dico, vi siete addormentati? avrei gradito che qualcuno si facesse vivo per commentare l’argomento sulla cremazione. Invece pare che non interessa a nessuno. chiudo.

    • Dalla polvere siamo nati…..nella polvere ritorneremo….

    • dopo il post sulla cremazione……sono tutti morti……..AH AH AH AH!!!!!!

    • e adesso……un bel post sulla………resurrezione!!!!!!!!!!!

    • Un pessimista è un ottimista ben informato

    • Ho grande rispetto per chi ha volontà di farsi cremare. E’ una pratica antica e un rituale, per molti popoli, sacro. Sino a poco tempo fa la chiesa non ha accettato questa idea perchè tutto riconduce alla resurrezione della carne. Invece credo che si debba esigere massimo rispetto per chi esprime questa volontà.

    • E’ indubbio che sul problema che solleviamo numerosi sono i pregiudizi ed i luoghi comuni che fanno si che l’idea della cremazione trovi ancora nel nostro paese difficoltà ad affermarsi.
      Tralasciamo gli aspetti religiosi e veniamo ad alcuni particolari opinioni che è opportuno confutare e che se hanno trovato spazio finora è solo perché si tratta di argomenti che per ragioni di inutile quanto assurda scaramanzia e superstizione, in genere si ama poco affrontare e sui quali quindi l’informazione seria è totalmente assente.
      Altrettanto superati sono i pregiudizi di coloro che vedono nella cremazione una specie di “violenza” fatta al cadavere ed inorridiscono al pensiero che il proprio corpo, o quello di un loro caro, sia aggredito dal fuoco.ed infine:
      Dal Nuovo Testamento non risulta che Gesù Cristo abbia predicato nulla circa il modo di dare sepoltura ai corpi. Non ci sono quindi argomenti di fede che contrastino col rito della cremazione.

    • Anche io voglio sognare……che un bel giorno il Re se ne vada e con esso tutto lo scodazzo di inutili e costosi questuanti.

    • I cristiani non accettano la cremazione non perché, come qualche dissennato ha affermato, hanno timore che non possono poi risorgere dalle ceneri. Piuttosto i credenti non inceneriscono i loro corpi per un atto di rispetto verso il Creatore e perché esso è il tempio dello Spirito Santo.
      La cremazione è voluta da coloro che in questo modo desiderano affermare la propria negazione dell’eternità.
      Personalmente la trovo una consuetudine pagana, ma non nego che essa presenta dei vantaggi: gli odierni cimiteri sono gigantesche e ingombranti strutture, troppo spesso situate all’interno dei paesi e delle città di cui, un tempo, costituivano l’estrema periferia;l a cremazione è invece una pratica igienica ed ecologica che permette di ridurre considerevolmente gli spazi e i costi destinati ai defunti.
      Mi piace pensare che chi sceglie la cremazione voglia contribuire significativamente a creare condizioni di vita migliori per chi rimane, evitando nel contempo lo squallore del disfacimento del proprio corpo.


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