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  • La nausea

    Pubblicato il agosto 3rd, 2007 Max Nessun commento

    di Silvana Iannotta
    Ero lì, immobile e gelato, immerso in un’estasi orribile. Ma nel senso stesso di quest’estasi era nato qualcosa di nuovo: comprendevo la nausea, ora, la possedevo”. Così, Jean-Paul Sartre fa dire al personaggio del suo La nausea, il diario di un intellettuale alla deriva in un’amorfa città di provincia che si abbandona ad una lucida e delirante descrizione dell’assurdità del mondo. La nausea. Tema ricorrente dell’esistenzialismo, quell’atmosfera filosofica che, nata soprattutto dagli orrori delle due guerre mondiali, cerca di cogliere il profondo disagio che l’uomo prova di fronte a se stesso ed ai suoi irrazionali comportamenti, il disgusto per un’esistenza che sembra non avere ragione. Cambiati i tempi, la nausea non cambia. E’ sempre lì pronta ad afferrare con i suoi artigli il ventre della coscienza di quegli uomini che ne hanno ancora una. Fortemente invasiva, s’insinua in ogni cellula, disattivando sinapsi e provocando nell’intero organismo l’incapacità di reagire. Solo un bisogno incontenibile di vomitare rimane a testimoniare un improbabile senso del vivere. La nausea. E’ la sensazione che si prova alla fine della lettura di quella forte denuncia che è “La Casta”, il libro di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, non perché i due giornalisti raccontino fatti incredibili, non perché ci trovino impreparati, ma perchè sorprende quanto sia diffusa e trasversale la corruzione morale dei politici italiani. Cosa succederà? Niente. Dopo qualche salotto televisivo, dopo il successo editoriale del libro, qualcuno metterà mano anche solo ad un timido tentativo di cambiare le cose?. Certo, qualche politico è stato beccato con le mani nel sacco ed ha dovuto restituire il mal tolto su sentenza della Corte dei Conti, ma è bastato l’esempio? Nemmeno per sogno! Costi iperbolici e anche secretati, governatori diventati vere e proprie monarchie, ma più costose di quella inglese per i contribuenti; finanziamento pubblico dei partiti sempre più vorace a dispetto della volontà popolare espressa con un referendum; privilegi e ricchezze accumulate sui sacrifici dei lavoratori, e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. La nausea cresce di fronte all’indifferenza di un’intera nazione, con Organi preposti che non controllano, con Magistrati troppo occupati a difendere i loro privilegi, con forze dell’Ordine sempre più demotivate e frustrate dalla mancanza di risorse, mentre i nostri cari politici, anche quelli che si erano presentati come novelli Don Chisciotte contro gli sprechi e l’inquinamento, girano il mondo con aerei di Stato, sprecando ed inquinando, anche senza validi motivi istituzionali. Dove sono finiti quei giustizialisti che lanciarono monetine a Craxi? Dov’è finito il pool di mani Pulite? (Qualcuno nella politica che rende di più con minor sforzo, qualcuno forse ammalato di nausea, ma tutti perdenti perchè venuti meno al loro impegno professionale). Dove sono quegli integerrimi che di Falcone, Borsellino, Danilo Dolci o Peppino Impastato hanno utilizzato il nome e il ricordo solo per nascondere la loro incapacità di esserne all’altezza? Dove si è arenato il desiderio di denunzia di certi partiti, che, giunti al Governo, si sono imbavagliati? Dov’è finita la giustizia? E il senso dello Stato? E l’interesse collettivo? Tutto nella discarica a cielo aperto, sozza e ammorbante, di un’azione politica che nessuno vuole fermare. Cosa rimane? Solo una grande e motivata nausea e un pizzico di gratitudine per chi ha il coraggio di combattere l’indifferenza e tenere ancora la brace dell’indignazione!

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