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  • La delibera del Comune di approvazione della TARSU 2009 andava impugnata in tempo utile

    Pubblicato il gennaio 17th, 2011 Max 5 commenti


    di Massimo Greco
    In effetti, distratti dal periodo elettorale, nessuno si era accorto della delibera con la quale la Giunta Agnello aveva proceduto ad approvare le tariffe della TARSU non solo per l’anno 2010 ma anche per l’anno 2009. Adesso, trascorsi i 60 gg per ricorrere al TAR, o i 120 gg. per un ricorso straordinario al Presidente della Regione, la delibera non è più impugnabile. Forte di questo, il Sindaco Garofalo ha giustamente annunciato di andare avanti, pur di far cassa, sapendo che potrà perdere qualche centinaio di ricorsi individuali in Commissione Tributaria ma lasciando inalterato l’impianto di normazione secondaria presupposto.

    Il Giudice tributario, infatti, potrà solamente disapplicare la delibera in questione annullando in via derivata le singole imposizioni tributarie, ma non potrà annullare, alla stregua del Giudice –


    amministrativo, la medesima delibera adottata dalla Giunta Agnello. Nè è ipotizzabile un obbligo di annullamento in autotutela della delibera atteso che, com’è noto tra gli addetti ai lavori, revoca ed annullamento sono atti discrezionali, anche in presenza di mozioni all’uopo approvate dal Consiglio comunale. Rimane però il fondato rischio in capo al Sindaco di dover riscontrare eventuali pretese risarcitorie alla luce di un recente orientamento della Corte di Cassazione, sez. civ., n. 698 del 19/01/2010, secondo il quale, nel caso in cui l’autotutela non venga tempestivamente adottata, al punto da costringere il privato ad affrontare spese legali e d’altro genere per proporre ricorso per annullamento dell’atto, la responsabilità dell’Amministrazione permane ed è innegabile.

     

    5 responses to “La delibera del Comune di approvazione della TARSU 2009 andava impugnata in tempo utile” Icona RSS

    • Mi permetto di dare un piccolo suggerimento all’amico presidente Massimo Greco: ciò che hai scritto utilizzando il linguaggio giuridico appropriato, potresti renderlo più comprensibile? Quindi, cosa vuol dire in “parole povere”?

    • In sostanza significa che il cittadino che si ritiene vessato da un’imposizione ingiusta è costretto a ricorrere alla competente Commissione Tributaria, senza poter sperare in un ripensamento del Comune.

    • Perdona l’ignoranza in merito. Quindi, associazioni come Assoutenti che propongono il ricorso in commissione tributaria, che percentuale di successo garantiscono agli utenti? Non pensi che quest’ultimi possano ricevere oltre al danno, anche la beffa? Il Sindaco mi sembra sia stato più che chiaro in un articolo del G.D.S: il comune rivedrà il tutto solo se l’autotità giudicante competente emetterà parere sfavorevole alla delibera della giunta Agnello. Diversamente, dovremo pagare. Lo stesso Sindaco si è reso disponibile a conguagliare l’esborso in eccesso che i cittadini saranno costretti a pagare “grazie” a questo stato di fatto. E’ corretto tutto ciò?

    • Non saprei come stanno impostando i ricorsi individuali. Se li fanno bene le percentuali di vittoria sono alte. Annullato il singolo avviso di pagamento, il Comune dovrà applicare al contribuente che ha vinto il ricorso l’ultima imposizione legittima e vigente, cioè quella del 2003, che risulta essere inferiore a circa il 100%.

    • Grazie per le risposte più che esaustive!


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