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  • “La crisi del welfare é la crisi della politica”

    Pubblicato il Settembre 29th, 2013 Max Nessun commento

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    da ViviEnna.it

    Il Sindaco di Enna, insieme a numerosi altri Sindaci dei Comuni siciliani, ha manifestato nei giorni scorsi a Palermo contro lo svuotamento del fondo delle autonomie locali provocato dalle scelte di politica pubblica messe in atto negli ultimi anni sia dai Governi statali che da quelli regionali che hanno, di fatto, staccato la spina anche al welfare locale. Tra i servizi essenziali interrotti dal Comune di Enna per mancanza di disponibilità finanziaria vi è anche quello della traumatica interruzione del servizio di assistenza domiciliare agli anziani e dell’erogazione delle rette di mantenimento di accoglienza presso la Casa di Riposo Santa Lucia di Enna-bassa. In attesa di seguire gli ulteriori sviluppi della vicenda poniamo al Dott. Massimo Greco, studioso di politiche pubbliche locali, alcune domande.

    La sopravvenuta assenza di adeguata disponibilità finanziaria nelle casse del Comune può comportare la definitiva interruzione del servizio di mantenimento delle rette agli anziani ospiti della Casa di Riposo? 

    La dichiarata mancata congrua previsione di risorse finanziarie in seno al redigendo bilancio di previsione, non può consentire l’omissione o l’interruzione dei servizi quali quello teso a garantire la residenza assistita agli anziani ricoverati e dei minorati psichici, non costituendo la medesima un’apprezzabile causa giustificativa in tale senso.

    Ma se le risorse non ci sono che si fa?

    Il Comune e per esso la Giunta, all’atto della predisposizione dello schema di bilancio annuale e pluriennale, nonché il Consiglio comunale nella fase approvativa e, ancora, nuovamente la Giunta nella fase dell’attuazione dei programmi per il tramite del P.E.G., non potranno non prevedere le somme necessarie allo svolgimento diretto o mediante erogazione di retta di mantenimento dei servizi di che trattasi, come peraltro sancito dal principio espresso dall’art. 6, comma 6, della l.r. n. 6 febbraio 2008, n. 1. La previsione delle risorse finanziarie in seno agli strumenti di programmazione costituisce, nell’ordinamento degli enti locali della Regione Sicilia, obbligo scaturente dal complessivo impianto ordinamentale in materia (l.r. n. 22/86 – l.r. n. 1/2008).

    Ammesso che il Comune riuscirà a chiudere il bilancio entro il 30 novembre come si dovrà procedere?

    In disparte le risorse necessarie per pagare il personale dipendente, il bilancio di previsione dovrà contenere tutte le spese obbligatorie, cioè quelle derivanti non solo da un’obbligazione assunta in forza di un contratto, ma anche quelle, come nel caso in questione, oggetto di uno specifico obbligo di legge.

    Quindi niente più spese per altre attività come quelle culturali, natalizie ecc…

    Esattamente, la coperta è ormai troppo corta e l’ordine di priorità è diventato ormai un atto ricognitivo privo di rilevanza politica. Ecco perché continuo a chiedermi a cosa servono i Consigli comunali dei piccoli Comuni se non sono più nelle condizioni di esercitare la funzione di indirizzo politico e di programmazione della spesa. La crisi del welfare coincide con la crisi della politica

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