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  • La Commissione

    Pubblicato il agosto 27th, 2009 Max 2 commenti

    Commissione Speciale di Inchiesta per lo studio delle problematiche riguardanti la Miniera di Pasquasia (EN) – Relazione della Commissione Speciale Pasquasia (maggio 2009)
    Con Delibera di Consiglio Provinciale n° 66 del 17/11/2008 viene istituita la Commissione Speciale per lo studio delle problematiche riguardanti la Miniera di Pasquasia (EN).
    Fa seguito la Delibera del Consiglio Provinciale della Provincia Regionale di Caltanissetta, n° 46 del 27/10/2008, con la quale il consesso adotta le seguenti risoluzioni:
    Indire un Consiglio Provinciale congiunto con la provincia di Enna;
    Interrogare il Presidente della Regione Siciliana sulla eventualità di utilizzare il dimesso sito minerario de quo quale discarica di fanghi tossici provenienti dal polo chimico di Priolo.
    Redigere con gli uffici tecnici delle province interessate uno studio sulla eventuale riapertura della miniera e dello stabilimento di lavorazione dei sali ad essa collegato.
    A questi atti deliberativi fa seguito la recentissima volontà della Provincia Regionale di Agrigento, che ai tempi forniva forza lavoro a Pasquasia per circa 200 unità, di partecipare ai lavori di cui sopra.

    La Commissione, insediata presso la Provincia Regionale di Enna, presieduta dal Consigliere Giuseppe Regalbuto, ha, alla data odierna, proceduto alla richiesta degli atti relativi presso tutte le amministrazioni e gli enti coinvolti a vario titolo.
    A tale richiesta hanno già dato seguito i seguenti enti:

    1)Assessore Regionale all’Industria;
    2)ARPA DAP Enna;
    3)Italkali;
    4)Procura della Repubblica di Enna;
    5)Commissione Provinciale Tutela ed Ambiente Enna;
    6)Corpo Minerario;
    7)ENEA Ente Nazionale Energie Alternative, già Ente Nazionale per l’Energia Atomica;
    8)Comando Provinciale Guardia di Finanza di Enna;
    9)Comando Provinciale Guardia di Finanza di Caltanisetta;
    10)AUSL di Enna;
    11)Procura della Repubblica di Caltanissetta;
    12)Procura della repubblica di Palermo;
    13)Commissario Delegato ARRA;
    14)Ente Minerario Siciliano EMS in liquidazione (a firma del Commissario Liquidatore dei Beni Cartolarizzati della regione Siciliana);
    15)Confindustria di Enna;
    16)Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente Ufficio CPTA Enna;
    17)Genio Civile di Enna;
    18)Provincia Regionale di Agrigento;
    19)Provincia Regionale di Caltanissetta;
    20)RESAIS;
    21)Comune di Barrafranca;

    Inoltre notiziava informazioni riguardanti il sito di Pasquasia il Dr. C. Giorgio Lombardo, già tecnico consulente della Provincia Regionale di Enna e della Italkali;

    Il Presidente della Commissione consigliere Giuseppe Regalbuto, ha incontrato ufficialmente quali soggetti interessati alla quaestione:
    Assessore Regionale all’Industria, on. Giuseppe Gianni;
    On Deputato, Enzo Fragalà, estensore di un’interpellanza parlamentare sulla miniera di Pasquasia;
    On Giuseppe Castiglione, già Assessore Regionale all’Industria;
    Sen. Giuseppe Firrarello, co-estensore di una interpellanza parlamentare relativa alla miniera di Pasquasia;
    On. Ferdinando Latteri, già M.co Rettore della Università degli Studi di Catania;
    On. Ugo Maria Grimaldi, già Assessore Regionale Territorio ed Ambiente;
    On. Edoardo Leanza;

    La Commissione acquisisce agli atti i seguenti documenti:

    Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno della mafia e delle altre associazioni criminali similari, resoconto stenografico della seduta del Venerdì 7 marzo 97;

    Parere del prof. Carlo Rubbia, già premio Nobel per la Fisica, già Presidente dell’ENEA nonché Commissario dello stesso Ente.

    Nutrita rassegna stampa relativa alla stessa miniera di Pasquasia;

    Alla Commissione hanno preso parte quali membri nominati i sigg.

    Presidente della Provincia Regionale di Enna;
    Presidente del Consiglio;
    Presidente della Commissione Speciale;
    Capigruppo Consiglio Provinciale Enna;
    Consiglieri provinciali S. Malfitano, S. Musumeci;
    Segretari provinciali Cisl, CGIL, Uil, UGL o loro delegati;
    Dr. Fulvio Frisone;
    Dr. Vincenzo Pace;
    Dr. Gaetano Bognanni;
    Dr. Giuseppe Maria Amato;
    Dr. Sebastiano Indili;
    Dr. Daniele Palascino;
    Dr. Maria Fascetto;
    Dr. Salvatore Minardi;
    Ing. Angelo Librante;
    Ing.Ir. Liborio Petralia;
    Sig. Filippo Cameli;

    Tipologia del sito

    La tipologia del sito è ascrivibile ad un’area industriale annessa ad un giacimento minerario all’interno della quale sono presenti aree di varia estensione, sede in passato di specifiche attività industriali, attualmente dismesse.
    La destinazione urbanistica del sito minerario in esame risulta essere “Area mineraria” ricadente nelle Tavole in scala 1:10.000 P 3a e P 3b.

    Localizzazione dell’area

    Il sito minerario di Pasquasia si trova in provincia di Enna, a circa 18 Km da Enna e circa 22 Km da Caltanissetta, nella zona compresa tra la s.s. n° 122 Agrigentina a Sud, Monte Pasquasia a Nord ed il Fiume Morello ad Est, a circa 440 metri s.l.m., ed interessa un’area di circa 70 ettari.

    Uso attuale del sito

    Attualmente la miniera di Pasquasia, con l’annesso impianto di trasformazione della materia prima estratta (kainite) in fertilizzante agricolo (solfato di potassio), risulta non attiva rimanendo in “fermo produttivo”.

    Storia dell’attività industriale svolta nel sito e descrizione dei processi produttivi

    La miniera di Pasquasia, già in concessione alla Italkali S.p.a., è stata attiva dal 1959 fino al 27/07/1992.
    Inizialmente l’impianto prevedeva la coltivazione di silvinite (KCl · NaCl) e carnallite (KCl · MgCl2 · 6H2O); in seguito si scoprì un notevole giacimento di kainite (MgSO4 · KCl · 3H2O) l’impianto fu attrezzato con uno stabilimento destinato alla flottazione di quest’ultimo ed alla sua successiva trasformazione in solfato potassico (K2SO4).
    Il metodo di coltivazione adottato in miniera era quello definito “a camere e pilastri abbandonati” e distruzione delle soletta fra un livello e l’altro; l’abbattimento veniva eseguito con minatore continuo per le gallerie di tracciamento e preparazione e con volate di mine per la coltivazione.
    Le principali macchine utilizzate in sottosuolo erano: minatori continui, perforatrici, pale frontali, carri spatola, dumpers, disgaggiatori meccanici, piattaforme aeree e nastrolinee per l’estrazione ed il trasporto del minerale.
    La miniera era dotata di quattro vie che assicuravano la circolazione forzata dell’aria in sotterraneo con una portata di 170 m3/sec circa.

    La configurazione delle vie d’aria era la seguente:

    – Pozzo n. 1 dismesso e ripienato, tale pozzo si trova all’interno dello stabilimento;
    – Pozzo n. 2 entrata d’aria, tale pozzo si trova all’interno dello stabilimento;
    – Pozzo n. 3 entrata d’aria, tale pozzo si trova all’esterno dello stabilimento;
    – Pozzo n. 4 riflusso, tale pozzo si trova all’esterno dello stabilimento;
    – Rampa principale riflusso;

    Le principali caratteristiche delle strutture sopra elencate sono le seguenti:

    Pozzo n. 1 – diametro intradosso 6,00 metri
    Profondità 1000 metri circa
    Pozzo n. 2 – diametro intradosso 6,00 metri
    Profondità 750 metri circa in seguito sezionato alla profondità di 460 metri circa
    Pozzo n. 3 – diametro intradosso 5,00 metri
    Profondità 260 metri circa
    Pozzo n. 4 – diametro intradosso 6,00 metri
    Profondità 293 metri circa
    Rampa Pr. – sezione trasversale 26 m2
    Pendenza 17% – Lunghezza 1800 metri circa
    Nell’Aprile del 1996 l’Ente Minerario ha provveduto alla saldatura delle porte di accesso al sotterraneo.
    A seguito dello scioglimento dell’Ente Minerario Siciliano (E.M.S.), i siti minerari già appartenenti allo stesso Ente sono entrati nel patrimonio della Regione ed in particolare dell’Assessorato Industria, che dal 01/10/1999 ha curato la vigilanza mediante l’utilizzo di personale RESAIS.
    Nello specifico, come si evince dal verbale della riunione svoltasi presso la Presidenza della Regione il 19/10/1999, la RESAIS disponeva il servizio di guardiania per i siti minerari di Pasquasia, Palo e Bosco a partire dal 01/11/1999.
    Con delibera n. 290 del 28/10/1999 della Giunta Regionale, si autorizzava la RESAIS a prorogare l’attuale servizio di guardiania dei siti minerari dell’isola non oltre il 31/12/1999.
    L’attività di guardiania continua tutt’oggi ad essere assicurata dal personale RESAIS.

    Già dalla prima seduta a seguito della presentazione della Commissione da parte del Presidente del Consiglio Provinciale Dr. Massimo Greco, che ha sottolineato come la stessa Commissione sia stata creata su proposta del Consigliere Giuseppe Regalbuto in seduta di CP, sono stati resi noti gli obiettivi della Commissione così riassumibili:

    Stabilire lo stato attuale dei luoghi e la loro eventuale necessità di bonifica anche in ragione dei reiterati allarmi presso l’Opinione Pubblica in materia di presenza di scorie nucleari.
    Procedere ad un esame delle condizioni geominerarie del giacimento e quindi ad una valutazione dei benefici di una riapertura alla coltivazione o di un uso alternativo in ambito turistico ricreativo.

    Durante la seconda seduta di Commissione il Presidente della Provincia Regionale di Enna, Dr. Giuseppe Monaco, ha comunicato alla Commissione che da un incontro con l’Assessore all’Industria On. Dr. Giuseppe Gianni, lo stesso ha confermato l’interesse del Governo regionale alla riapertura degli impianti di coltivazione e lavorazione per la estrazione dei sali potassici e di altri metalli nobili.

    Il Presidente Regalbuto comunica di aver ricevuto dal Presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta una nota con la quale si da notizia della Delibera di quel consesso per la partecipazione ai lavori della stessa Commissione, la Commissione vota all’unanimità la disponibilità a condividere il percorso con il Consesso civico nisseno.

    I lavori sono stati svolti per altre sedute anche in ragione dei diversi documenti pervenuti.
    In sintesi si potrà dire che:

    a)Alla luce di quanto avvenuto a partire dagli anni ’80 con il primo studio effettuato dall’ENEA e poi fermato dall’intervento del Sindaco della città di Enna nel 1986, il sito minerario di Pasquasia, così come altri siti della area dell’altipiano gessoso solfifero siciliano sono stati oggetto di più o meno approfondite indagini tecniche per la eventuale realizzazione di un impianto di stoccaggio definitivo delle scorie nucleari ad alta attività provenienti dalle lavorazioni energetiche nucleari.
    b)Che gli stessi studi, effettuati in Pasquasia solo mediante la realizzazione di una galleria sperimentale da parte dell’ENEA e con la giustapposizione di simulatori di alta temperatura e lettori delle reazioni geologiche e chimico fisiche della roccia serbatoio, non hanno previsto alcun inserimento di materiali fissili di bassa, media o alta attività;
    c)Che il Ministero dell’Industria, prima del 1995 aveva accordato alla società Italkali, gestore delle strutture e socio privato dell’Ente Minerario Siciliano, contributi per complessive Lire 30.368.000.000 a fronte di investimenti pari al doppio della somma, per la realizzazione di un vasto piano di implementazione delle attività di coltivazione e lavorazione degli alcali;
    d)Che nel Luglio 1992, l’Italkali a seguito di una sentenza del Tribunale di Enna relativa ad un procedimento giudiziario a carico della stessa società per l’inquinamento delle acque del Fiume Morello e del fiume Salso o Imera Meridionale, chiude repentinamente le attività estrattive e di lavorazione.
    e)Che nel 1995 la stessa Italkali consegna al Distretto Minerario di Caltanissetta gli stabilimenti di superficie e le gallerie, fino a tal data in condizioni generali di buona conservazione e funzionalità, ad esclusione di alcuni compartimenti profondi che, non più disgaggiati risultavano pericolosi ad ogni eventuale utilizzazione oltre che da danni e malfunzionamenti che il rappresentante della Regione verbalizza come “da approfondire”.
    f)Che nel novembre del 1996, il Ministero dell’Industria revoca i Decreti di finanziamento concessi precedentemente a causa della inattività della miniera.
    g)Che l’area centrale degli stabilimenti, posta nella omonima contrada Pasquasia, dalla data della consegna al Distretto minerario risulta essere controllata a vista da personale apposito e gestita prima dall’EMS e in seguito allo scioglimento dello stesso, dalla Resais, mentre due dei pozzi, esterni all’area, appaiono incontrollati e avvicinabili anche se con una qualche difficoltà dall’esterno.
    h)Nel 2002 la RESAIS Con nota n. 4.958 del 24/05/2002 conferisce all’ARPA l’incarico di redigere il Piano di caratterizzazione relativo al sito minerario di Pasquasia – ENNA. L’Agenzia si è avvalsa della collaborazione dell’ARPA Toscana. Il piano viene redatto in conformità al D.M. n.471/99 recante “…criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell’articolo 17 del D.L. 05/01/97 n. 22 e successive modificazioni”.
    i)Che, con nota del 27 settembre 1996, a poche settimane dalla revoca dei finanziamenti ministeriali, l’Italkali, scrive all’Assessore all’Industria pt. On. Castiglione, che ogni allarme relativo ad esaurimento del minerale coltivabile è da considerarsi del tutto infondato, in quanto da dati e studi geologici approfonditi non solo dai tecnici della stessa Italkali, ma anche da personale tecnico dell’Eni, il giacimento appare di notevole consistenza ed interesse di mercato e che la scelta della chiusura definitiva delle attività estrattive, come già avvenuto a Corvillo, va imputata a motivazioni diverse.
    j)Che nell’Aprile del 1996 l’Ente Minerario ha provveduto alla saldatura delle porte di accesso al sotterraneo.
    k)La Commissione ha poi interpellato ufficialmente la Prof. Avv. Rosalba Alessi, Commissario Liquidatore dei beni cartolarizzati della Regione Siciliana, in merito alla più volte ventilata cartolarizzazione della miniera e degli impianti di superficie, e, lo stesso Commissario, con nota del 30/01/2009 chiarisce che la Miniera è e rimane bene pubblico del Demanio della Regione Siciliana e che nonostante la liquidazione dell’Ente Minerario Siciliano, non vi è alcun procedimento di vendita.
    l)La comunicazione ricevuta dalla Procura della Repubblica di Palermo, presso la quale viene archiviata un’indagine relativa alla chiusura della Miniera di Pasquasia ed all’eventuale presenza di scorie radioattive e/o tossiche e nocive. Da tale nota si evince che al momento della chiusura la miniera era stata attenzionata da soggetti esterni al mercato siciliano per l’acquisto della concessione e delle pertinenze, ma che la transazione si ferma per motivi da approfondire;
    m)Il Commissario Delegato per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque in Sicilia, il quale comunica che si è dato incarico alla Società Sviluppo Italia “Aree produttive” fra l’altro di predisporre la progettazione degli interventi di messa in sicurezza d’emergenza della miniera di Pasquasia, chiedendo alla stessa SIAP di notiziare con urgenza dello stato della progettazione;

    Pertanto su espresso la Commissione ad oggi:

    Ritiene assolutamente improrogabile la definitiva messa in sicurezza dei luoghi secondo quanto già indicato dal Piano di Caratterizzazione redatto dall’ARPA e dal Commissario Delegato per l’emergenza bonifiche e tutela delle acque in Sicilia, il quale ha dato incarico alla Società Sviluppo Italia “Aree produttive” fra l’altro di predisporre la progettazione degli interventi di messa insicurezza d’emergenza della miniera di Pasquasia;
    Chiede che si effettui uno studio di ingegneria mineraria atto a chiarire le modalità ed il costo della eventuale messa a regime della miniera e degli impianti, considerando anche la vicinanza ad altri giacimenti similari coltivati in parte o addirittura vergini.
    Chiede che la Regione Siciliana, proprietaria del sito, attui una ricerca di mercato per valutare i costi ed i benefici di una riapertura del sito anche nell’ottica di verticalizzazioni ancora non sperimentate a fondo, quali quella del Magnesio che, anche in ragione della possibilità di coprire i costi energetici mediante impianti di produzione di energia alternativa, potrebbe ad oggi risultare vantaggiosa.
    Comunque, anche nella eventualità che la coltivazione appaia ad oggi antieconomica, nell’ottica della salvaguardia delle risorse ambientali e della durevolezza delle scelte economiche, chiede altresì, che il sito venga bonificato e reso neutro ad ogni impatto verso gli ambienti circostanti e che, anzi, se ne preveda un suo eventuale uso quale monumento di archeologia industriale e del geoturismo, questo anche in considerazione della presenza del giacimento all’interno dei geositi costituenti il patrimonio del Global Geopark Rocca di Cerere, riconosciuto dall’UNESCO.
    La Commissione ritiene altresì opportuno chiedere al Consiglio Provinciale la proroga dei lavori della Commissione stessa per altri sei mesi onde garantire la continuità di quanto sinora effettuato.

     

    2 responses to “La Commissione” Icona RSS

    • Pasquasia e Floristella, il mistero delle scorie perdute
      E’ giusto e doveroso far chiarezza su una annosa controversia attuata tra chi è scettico e chi è disfattista, sulla tanto nominata miniera di Pasquasia e le eventuali scorie nascoste al suo interno.
      Nel 1997 l’On. Grimaldi, allora Assessore al Territorio e Ambiente presso la Regione Sicilia, sollevò le sue preoccupazioni su l’alto tasso di mortalità e malattie leucemiche e tumorali in provincia di Enna e di Caltanissetta. Da uno studio di un noto oncologo, il Dr. Cammarata,oggi defunto emersero risultati allarmanti. In particolare, Grimaldi fece notare come in una cittadina come Enna, sì capoluogo, ma il più povero d’italia, non ci fossero industrie capaci di alterare in tale modo i valori dei cittadini fino a causarne la morte. Eppure le cose non quadravano; ci si poteva trovare davanti a un dilemma di difficile soluzione, non avendo di fronte agli occhi la causa evidente di patologie tumorali. Ma ciò che non si vede non è detto che non esista; infatti ben presto l’onorevole cominciò a pensare a quella miniera e alle parole di un pentito di mafia, tale Leonardo Messina che al Procuratore Vigna disse di aver assistito a scorribande di strani camion che nella notte scaricavano barili e barili di materiale radioattivo nelle profondità di Pasquasia. Tale dichiarazione fece crescere in Grimaldi tutta la preoccupazione possibile, tanto da tentare di entrare nella miniera per constatare di persona quanto affermato dal Messina. Però fu respinto…così riferisce in una intervista del 2001 rilasciata al giornalista ennese Angelo Severino: «Quando cercai di entrare a Pasquasia con dei tecnici, con degli esperti del mio assessorato, ebbi grande difficoltà ad accedervi, perché non volevano che entrasse la televisione. Non volevano nel modo più assoluto che si vedessero i pozzi. Quando poi sono riuscito ad entrare all’interno della miniera, la cosa più strana che vidi era che uno di quei pozzi, che loro chiamavano bocche d’aria o sfiatatoi enormi e profondi di diametro più di 15 metri, era stato riempito con materiale che di sicuro era stato trasportato all’interno della miniera per chiudere, per tappare in modo definitivo quella bocca. E non si tratta di materiale buttato dentro casualmente come può verificarsi in una miniera temporaneamente chiusa, come quando qualcuno che vede una pietra e che la butta dentro. Qui si tratta di TIR carichi di materiale che poi hanno buttato dentro appositamente per seppellire e nascondere un qualcosa».
      Negli anni successivi, durante la protesta dei cittadini di Scanzano Jonico (Matera) in una riunione straordinaria a Palazzo Chigi fra i ministri Matteoli, Marzano, Giovanardi, Pisanu e del sottosegretario Letta, la miniera di Pasquasia fu individuata come una valida alternativa per lo “stoccaggio” dei rifiuti altamente nocivi. Una sorta di “legalizzazione” di quanto già avvenuto presumibilmente già dagli anni 70.
      I risultati di una ricerca dell’autorevole “Il Sole 24 ore” ha riconosciuto, suo malgrado, come la città con il più alto tasso tumorale d’Italia. Pensate, si muore più nella Provincia ennese che nella sola città di Milano che è zeppa di industrie inquinanti, smog e fumi nocivi. Come è possibile? A Enna quante aziende ci sono? e quelle che ci sono producono più inquinamento delle “grandi” milanesi?
      Di recente, la morte di un giovane valguarnerese, Salvatore Profeta, ha rialzato il sipario su questa annosa controversia, lasciando presagire scenari ben più allarmanti. Pasquasia non sarebbe la sola. Anche Floristella e Grottacalda, due ex miniere di zolfo, sarebbero state indicate come presunti giacimenti di scorie nucleari occultate. A memoria d’uomo ricordo diverse morti premature e per particelle tumorali. A Valguarnera oltre agli anziani, i giovani muoiono di tumore e non per malaugurati incidenti come nel resto d’Italia.
      Incredibile, direi. Ma facciamo qualche passo indietro.
      Cancellando Scanzano Jonico dalla lista dei possibili siti di stoccaggio, il consiglio dei ministri individuò ben tre luoghi alternativi, tutti siciliani: La miniera di Salinella (Enna); una ex miniera di zolfo tra i comuni di Agira e Assoro; e vicino Resuttano, in zona di Caltanissetta. Quanto detto viene confermato da Sergio D’Offizi, dell’Area Territorio e Ambiente della Sogin, azienda che si occupa di nucleare. Da quelle dichiarazioni nacquero e crebbero altre polemiche; però poi tutto è tornato a tacere. Che fine hanno fatto quelle scorie? e quelle che il pentito Messina ha detto di aver visto a Pasquasia?
      Fatto sta che la tipologia del terreno ennese e nisseno è molto ambito dall’eco mafia perchè al suo interno è possibile occultare di tutto, perfino armi.
      Però il tipo di arenaria e argilla, puntellata da falde acquifere che quando sgorgano in superficie vengono usate per irrigare campi e abbeverare le bestie…e possono finire nell’organismo umano. Troppi giovani muoiono ogni anno in Provincia di Enna e forse, con presunzione, si vuole far credere al popolino che la signora morte ha cambiato i piani…ovvero, morire di gioventù anzichè di vecchiaia.

      Secondo i dati Istat a Enna 16 persone su 10.000 all’anno, muoiono di tumore o malattie all’apparato respiratorio…
      In posti decisamente più insdustrializzati, come Milano, ne periscono “solo” 12 ogni 10.000…
      A Torino e Genova 11 ogni 10.000.
      sarebbe il caso visto la commissione di fare chiarezza

    • “Hai voglia di letteratura sulla miniera di Pasquasia e sulle scorie depositatevi dentro!” Per chi si vuole documentare a dovere, basta cliccare i link in basso; e non sono solo questi. Ne esistono tanti altri.

      http://www.senzasoste.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=3591

      http://www.antimafiaduemila.com/content/view/13312/84/

      http://enna.blogsicilia.it/2009/08/pasquasia-floristella-e-il-mistero-delle-scorie-perdute/

      http://www.agira.org/Ultime/sicilia-il-caso-pasquasia-dello-zolfo-siciliano-e-delle-scorie-nucleari.html


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