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  • La Cna e Siciliantica per la valorizzazione della Villa Romana di contrada Gerace

    Pubblicato il luglio 3rd, 2018 Max Nessun commento

    Scoperta nel 1991 a seguito dell’alluvione verificatasi nel territorio dell’ennese, la Villa Romana di contrada Gerace non ha visto mettere in campo da parte delle autorità competenti (Assessorato Regionale per i Beni Culturali e Soprintendenza di Enna) la progettualità conseguente per portare alla luce e rendere fruibile il complesso rurale caratterizzato da un ricco apparato musivo.

    Il vincolo archeologico sull’area fu emanato solo dopo quindici anni dalla scoperta. La ricerca archeologica condotta da una missione dell’Università di Vancouver (Canada) diretta dal prof. Roger Wilson dal 2013 si è distinta per interventi di scavo parziali limitati nel tempo. Nonostante la breve durata di queste campagne di scavo i risultati ottenuti circa la conoscenza delle strutture che compongono la Villa sono notevoli. Infatti è stata individuata una vasta zona artigianale con un numero imprecisato di fornaci per la produzione di tegole, mattoni e grandi contenitori di terracotta. Individuato anche un impianto termale limitrofo al corpo centrale della villa, ancora da scoprire, con il pavimento del frigidarium costruito con un mosaico geometrico contornato da una importantissima iscrizione in latino che corre sui quattro lato della stanza (questo tipo di pavimento con iscrizione è il secondo rinvenimento in tutta l’area del Mediterraneo. Il primo fu scoperto in Spagna circa novant’anni fa.) E infine un granaio dalle dimensioni monumentali con lastricato.

    Queste scoperte hanno consentito la giusta lettura dei mosaici scoperti nel 1991 che al momento si pensava fossero pertinenti al corpo centrale della villa, mentre oggi sappiamo essere riconducibili ad ambienti di servizio.

    Attraverso l’utilizzo del georadar si è riusciti a delimitare un’area di circa tre ettari interessata da strutture archeologiche.

    Nella primavera del 2018 l’area a vincolo diretto è stata oggetto di una compravendita fra privati. In questa occasione, incomprensibilmente, sia la Soprintendenza di Enna sia l’Assessorato Regionale per i Beni Culturali non hanno esercitato il diritto di prelazione previsto dalla legge, dichiarando di non avere nessun interesse a procedere all’acquisizione dei terreni dove ricade l’area archeologica.

    La C.N.A. e Siciliantica di Enna consapevoli che l’acquisizione al patrimonio pubblico e il conseguente lavoro per portare alla luce e rendere fruibile la Villa Di Gerace, porterebbe un notevole impulso all’aumento dei flussi turistici, con una ricaduta positiva per l’economia del territorio, come avviene per la vicina Villa romana del Casale di Piazza Armerina.

    Per questo motivo le due associazioni metteranno in campo tutte le azioni possibili, anche con il coinvolgimento di privati che potrebbero sfruttare l’Art bonus, per centrare questo obbiettivo.

    La Villa Romana di Contrada Gerace e patrimonio non solo degli ennesi ma di tutta l’umanità.

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