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  • L’inettitudine bibartisan

    Pubblicato il settembre 8th, 2008 Max Nessun commento

    di Giancarlo Di Marco
    Mesi e mesi sottratti alla risoluzione dei problemi della città per fare posto a continue  discussioni su chi sarà il presidente di questa o di quella commissione provinciale, chi occuperà questo o quell’assessorato,  chi sarà il capogruppo del partito, chi dovranno essere i nuovi revisori dei conti delle amministrazioni locali. Consiglieri che abbandonano il proprio partito non perché non condividono la politica fatta sui rifiuti o magari sul piano traffico o, ancora meglio, sul degrado urbano delle nostre città, ma bensì perché non è stato esaudito un “ loro desiderio personale “. I rifiuti, il territorio ennese distrutto dagli incendi, il traffico sono problemi di secondaria importanza! Bisogna prima affrontare i problemi  che  riguardano la mancata  nomina di persone amiche nei posti di sottogoverno o quelli che riguardano la mancata occupazione di un posto di prestigio nel consiglio provinciale.
    Questioni di tale importanza, ad esempio,  che  una parte consistente di un  influente partito di centrodestra potrebbe anche appoggiare la maggioranza di centro sinistra di questa città.
    Insomma, cari concittadini, –


    i partiti  sono “in fibrillazione “ su  questioni di fondamentale importanza per la nostra città o la nostra provincia e bisogna che tutti noi esprimiamo forte solidarietà agli uomini di governo che abbiamo eletto e che lottano strenuamente per non tradire il mandato loro affidato!
    Bisogna però  precisare che non tutti coloro che fanno politica sono come quelli sopra descritti. Non si deve  cadere nel luogo comune che fa spesso affermare: “ vuatri politici siti tutti uguali …”. Questo è un atteggiamento comune molto pericoloso, che alimenta in modo notevole il  cattivo sistema sopra descritto in quanto crea i presupposti affinchè  gli inetti e gli arrampicatori sociali proliferino.
    Sarebbe importante che i cittadini comprendessero che il comune o la provincia sono di loro proprietà  non di proprietà  degli assessori o dei consiglieri,  e la politica di una città, specialmente in assenza di una classe politica diligente, viene fatta da loro stessi. In particolare, la  rassegnazione dei cittadini  su tutto ciò che accade condiziona notevolmente una sana politica delle nostre amministrazioni locali. Insomma, o si partecipa attivamente alle politiche di una città oppure non si è legittimati a criticare il sistema. Nessuna preoccupazione! Non significa che ognuno di noi deve candidarsi oppure aderire ad un partito, la politica attiva si fa soprattutto elaborando proposte,  segnalando  disservizi e anomalie e pretendendone con fermezza ( e non con sudditanza ) la loro soluzione da chi è deputato (…e pagato! ) a farlo.

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