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  • L’educazione, vettore di sviluppo personale e promozione sociale

    Pubblicato il gennaio 10th, 2008 Max Nessun commento

    di Giusi Trovato
    Mondializzazione degli scambi, società dell’informazione, progresso scientifico e tecnico, fenomeni che producono mutazioni, nuove forme di lavoro, nuove forme del sapere e modificazioni delle abitudini di vita di tutti i giorni. E’ ormai chiaro che sia le nuove possibilità offerte agli individui che lo stesso clima d’incertezza chiedono a ciascuno uno sforzo di adattamento, in particolare per costituire da sé le proprie qualifiche, raccogliendo e ricomponendo conoscenze elementari acquisite in svariate sedi verso una società conoscitiva. E’ in questa prospettiva che si profila il ruolo centrale dei sistemi formativi. La formazione come vettore d’identificazione, di appartenenza, di promozione sociale e di sviluppo personale che permette agli individui di padroneggiare il proprio presente e futuro. Occorrono mezzi per incoraggiare il desiderio d’istruzione e di formazione sull’arco di tutta la vita, aprire e generalizzare in maniera permanente l’accesso a più forme di conoscenza (libro Bianco Commissione Cresson, U.E. 1996). C’è però ancora troppa rigidità, legata ai curricula tradizionali, permane il concetto di educazione secondo cui essa coincide con la semplice istruzione cioè l’insieme delle tecniche e delle pratiche per mezzo delle quali un individuo viene istruito mediante insegnamento teorico o tecnico operativo di nozioni di una disciplina, di un’arte o di una attività, legato strettamente alle fasce di apprendimento 3-16 anni. Mancano quindi le “possibilità di ricorrere a nuovi tipi di insegnamento nell’arco di tutta la vita”. Occorre utilizzare come strumento un’educazione che coincida con la guida dell’individuo, secondo l’idea derivata da Emerson e dalle scuole da lui ispiratesi di autoeducazione ed autocoltivazione che dura per tutta la vita, aiutandolo nello sviluppo delle facoltà intellettuali e delle qualità morali. “L’intelligenza è una potenzialità che può migliorare durante l’arco della vita mediante strategie di intervento tese a creare, sviluppare ed attivare le potenzialità cognitive. L’educatore ha il compito di creare un ambiente favorevole in cui le tecniche e le strategie usate possano trasmettere efficacemente gli stimoli.

    Ciò favorisce la modificazione cognitiva del soggetto che gradualmente acquisisce comportamenti ed atteggiamenti riuscendo gradualmente a riflettere sulle proprie conoscenze e sui meccanismi messi in atto durante l’apprendimento” (Reuven Feurstein 2001). “E’ possibile educare i processi di pensiero, i potenziali intellettivi sono modificabili, educabili e rieducabili grazie all’influenza di mediazioni educative efficaci”(Paour 1998). Compito dell’educazione è quindi creare ambienti idonei all’apprendimento che abbandonino la sequenza tradizionale lezione-studio individuale-interrogazione per dar vita a metodi di insegnamento capaci di valorizzare simultaneamente gli aspetti cognitivi e sociali, affettivi e relazionali di qualsiasi apprendimento. Questo approccio pedagogico permetterà l’acquisizione delle le cosiddette “abilità per la vita” tanto raccomandate dall’Onu, dall’Unicef e dall’Oms, e così sinteticamente riassunte:

    • Acquisire pensiero creativo e critico
    • Comunicare in forma adeguata
    • Imparare a prendere decisioni tenendo conto dei dati della realtà
    • Imparare a risolvere problemi specifici
    • A gestire le emozioni, a sostenere stress e contenere ansie
    • Ad entrare in sintonia con le persone e gli ambienti
    • Riconoscere le proprie caratteristiche e sviluppare capacità auto valutative

    Così, si consentirà all’individuo di migliorare le abilità per la vita quotidiana, aumentandone le possibilità di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e sul proprio ambiente, e di avere un ruolo centrale e attivo in questa società dove la posizione di ciascuno nello spazio del sapere e della competenza sarà decisiva.

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