La comunità virtuale più libera del web
Icona RSS Icona email Icona home
  • Kore e la “norma truffa”

    Pubblicato il ottobre 24th, 2008 Max 1 commento

    di Massimo Greco
    Sull’Università Kore di Enna si sono sempre addensate luci ed ombre. Non è un mistero che tra le ombre spiccano le politiche gestionali. Testate giornalistiche e televisive di livello nazionale  hanno più volte accesso i propri riflettori sull’argomento. Alcuni di noi, che hanno condiviso il concepimento dell’Ateneo ennese, non hanno mai fatto mancare critiche e sottolineature sulla concezione famigliare della governance del servizio universitario. L’ultima genialità posta in essere, che meriterebbe un posto nel Guinnes dei primati, riguarda una modifica alla norma statutaria che disciplina la composizione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Kore. La nuova norma “transitoria” “cristallizza” le cinque originarie e “provvisorie” designazioni istituzionali (Presidente della Provincia, Presidente del Consiglio Provinciale e tre Parlamentari regionali) nelle persone presenti all’atto della fase costitutiva della Fondazione fino (udite, udite) alla statalizzazione dell’ateneo. Ciò ha permesso ai cinque “immortali” di rimanere nel C.d.A. della Fondazione anche se, come è noto, le citate cariche istituzionali sono cambiate per volere degli elettori. A parte la questione della statalizzazione dell’ateneo che appare una previsione assurda nel contesto di una riforma in corso che vede, al contrario, la trasformazione degli atenei statali in fondazioni di diritto privato,  i commenti da fare sono tanti e richiedono una classificazione almeno su tre aspetti: giuridico, istituzionale e politico. Quello giuridico riguarda la nullità di tale norma dello statuto e, comunque, un’interpretazione certamente diversa da quella della “cristalizzazione” operata dagli “immortali”. Quella istituzionale è più grave e riguarda la “rottura” dell’equilibrio funzionale che caratterizza le Fondazioni di partecipazione (o associative). Non è pensabile infatti che l’organo esecutivo di una Fondazione possa esonerare dalla governance i suoi soci fondatori.-


    Nel caso in specie, con la citata modifica apportata allo statuto, si è esautorato il Consorzio Ennese Universitario che rappresenta il socio unico fondatore. Come può la Fondazione, pensare di gestire il patrimonio affidatogli, nell’atto costitutivo, dal C.E.U. tranciando ogni legame con quest’ultimo. E di riflesso, come si può pensare di eliminare dalla gestione la Provincia Regionale di Enna che, oltre ad essere stata l’incubatrice dell’idea universitaria, rappresenta il socio di maggioranza dell’Assemblea consortile disponendo, altresì, a titolo gratuito dell’intero patrimonio immobiliare di cui è dotata l’Università Kore. Siamo veramente alle comiche!! E per ultimo c’è l’aspetto politico della vicenda che merita di essere sinteticamente argomentato. Il Partito Democratico in provincia di Enna ricorda la triste fine fatta dall’ex raìs di Bagadad Saddam Hussein allorquando, in occasione della ritirata bellica, pensò bene di incendiare tutti i pozzi di petrolio e trincerarsi all’interno delle mura della capitale irakena per una difesa ad oltranza. Il PD, sicuro di andare verso una sconfitta elettorale, ha incendiato infatti con premeditate azioni politiche tutte le sue partecipate, l’Ato rifiuti e la controllata Sicilia-Ambiente, la Multiservizi, la Biennale di Archeologia, il Consorzio Autodromo di Pergusa e il Cesis, ad eccezione dell’Università Kore dove si è trincerato nella speranza di sopravvivere il più possibile. La “norma truffa” è vistosamente strumentale a tale scopo ma fin troppo banale e antidemocratica per non essere immediatamente soppressa. Confidiamo nel buon senso di chi crede veramente ai principi democratici che devono animare le politiche pubbliche convinti come siamo che in entrambi gli schieramenti politici ennesi militano intelligenze distinte e distanti dagli “immortali”.

     

    1 responses to “Kore e la “norma truffa”” Icona RSS


    Lascia un commento