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  • ISC: amico o brutta bestia ?

    Pubblicato il maggio 27th, 2010 Max Nessun commento

    di Tony La Rocca
    Adesso sarà sempre più facile venire a conoscenza dei costi che ci riserva un conto corrente bancario. Questo da giorno 26 maggio sarà possibile grazie all’ Isc (indicatore sintetico di costo).  Ricordatevi questa sigla. Segnala il costo indicativo annuo di un conto corrente, secondo i parametri stabiliti dalla Banca d’Italia: una formula precisa che rende, finalmente, confrontabili tra loro i depositi bancari. Si saprà chi fa pagare di più e chi meno, a parità di condizioni.  Questo indicatore è stato raccomandato a gran voce dal nostro governatore della Banca d’Italia Mario Draghi cosciente che va ripristinata quella fiducia tra banche e cittadini che più volte è stata messa in discussione da una trasparenza bancaria pressoché  inesistente. Ciò detto, non vuol dire che da oggi tutto sarà terso e trasparente come non mai. Però è corretto evidenziare che questa ulteriore informativa è un passo avanti verso un sistema che vuole far conoscere all’utente –


    finale il costo di un servizio diffusissimo di cui godiamo tutti, volendolo concretizzare in maniera chiara e comprensibile. Non voglio addentrarmi in tecnicismi che non è il caso di richiamare, però il suggerimento che mi sento di dare ai lettori è quello di chiedere alla propria banca il costo Isc informandosi su quanto pagano ogni anno. Sono convinto che la stessa Banca di appartenenza saprà dare il dato richiesto e lo farà di buon grado. Ciò che anticipo volentieri è: “Gran parte delle banche online per i più esperti e fiduciosi avranno un Isc pari a zero, sicuramente, per il primo anno. Successivamente, se ci sarà un costo, sarà un sacrificio di gran lunga inferiore a quello che le filiali bancarie tradizionali ci inducono a sopportare.” Ad ogni buon conto, per chi volesse informazioni più dettagliate,  secondo le mie conoscenze e possibilità,  risponderò nello stesso sito di Liberamente o via mail all’indirizzo: alarocca66@gmail .com

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