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  • Ipotesi di revoca del decreto regionale che autorizza la discarica di Assoro

    Pubblicato il Ottobre 7th, 2010 Max Nessun commento

    di Massimo Greco
    In presenza di un procedimento amministrativo concluso della Regione che autorizza la realizzazione del progetto della discarica in territorio del Comune di Assoro le strade da seguire per contrastare l’iniziativa si riducono. I termini di decadenza per un’azione giurisdizionale presso il Tar sono 60 gg. dalla data di notifica del decreto, ovvero 120 giorni per accedere al rimedio giustiziale del ricorso straordinario al Presidente della Regione. Qualora sia trascorso il citato arco temporale, non rimane che l’ipotesi del c.d. jus poenitendi, cioè la revoca (ovvero l’annullamento per riscontrati vizi di legittimità), in autotutela del provvedimento amministrativo giusto art. 21-quinques della L. n. 241 del 1990. L’istituto giuridico in questione ha accolto una nozione ampia di revoca, prevedendo tre presupposti alternativi, che legittimano l’adozione di un provvedimento di revoca: a) per sopravvenuti motivi di pubblico interesse; b) per mutamento della situazione di fatto; c) per nuova valutazione dell’interesse pubblico originario. Ovviamente l’Amministrazione dovrà corrispondere alla società privata un indennizzo per il danno che riceve dalla revoca in autotutela delle autorizzazioni sulle quali riposava un suo legittimo affidamento. Tuttavia, appare utile evidenziare che la revoca come anche l’annullamento d’ufficio sono strumenti discrezionali e, come tali, non obbligano l’Amministrazione ad esercitarli nemmeno in presenza di diffide. Più appropriato alla circostanza sarebbe l’istituto della sospensione del provvedimento amministrativo. La Legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo ha infatti espressamente riconosciuto alla Pubblica Amministrazione, a norma dell’articolo 7 comma 2 e in particolare dell’articolo 21 quater, il potere generale di sospendere gli effetti di un atto amministrativo precedentemente adottato, qualora abbia avviato una procedura di riesame dello stesso in autotutela. L’Amministrazione, in altri termini, nelle more di un’adeguata valutazione dei presupposti di fatto e di diritto posti a fondamento del provvedimento da riesaminare e prima di una decisione definitiva al riguardo, può in via cautelare sospenderne comunque gli effetti. La condizione di legittimità di tale sospensione è che comunque sia prefissato un termine che salvaguardi l’esigenza di certezza della posizione giuridica della parte, non essendo ammissibile una sospensione sine die che finirebbe per equivalere ad un sostanziale ritiro dell’atto impugnato.

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