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  • Intervista impossibile

    Pubblicato il luglio 9th, 2008 Max 1 commento

    di Cerere
    Che confusione da quando è ripresa più aspra che mai la guerra tra potere legislativo e potere giudiziario! Abbiamo pensato di chiedere lumi ad uno dei fondatori della teoria moderna della divisione dei poteri: l’illustre Charles de Sécondat, barone di Montesquieu, che, proveniente da una famiglia di magistrati e avendo ricoperto la carica di presidente del parlamento di Bordeaux, di poteri ne sapeva abbastanza.
    Intervistatori: – On.le Presidente, la disturbiamo dal suo sonno secolare perché, qui in Italia, siamo un po’ dubbiosi. Forse, non abbiamo capito bene la sua lezione.-
    Montesquieu: « E venite a svegliarmi per così poco? Dopo ben 260 anni, ancora non avete capito cose che tutti gli studenti di legge apprendono con facilità? »
    I. – Ha ragione, pensavamo di averle capite tanto da inserirle nella nostra Costituzione, ma oggi sta succedendo che i magistrati accusano il parlamento di voler legiferare su questioni che riguardano la giustizia e il parlamento accusa i magistrati di interferire sull’attività legislativa. La preghiamo di chiarire la questione.
    M. « Certo che voi italiani siete proprio strani. Definite il vostro Paese come patria del diritto e poi, vi perdete in inutili discussioni che sicuramente non giovano al popolo. Chiariamo innanzitutto che “la libertà politica è quella tranquillità di spirito che la coscienza della propria sicurezza dà a ciascun cittadino; e condizione di questa libertà è un governo organizzato in modo tale che nessun cittadino possa temerne un altro. Quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura, il potere legislativo –


    è unito al potere esecutivo, non esiste libertà; perché si può temere che lo stesso monarca o lo stesso senato facciano delle leggi tiranniche per eseguirle tirannicamente. E non vi è libertà neppure quando il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo e da quello esecutivo. Se fosse unito al potere legislativo, il potere sulla vita e sulla libertà dei cittadini sarebbe arbitrario: poiché il giudice sarebbe il legislatore. Se fosse unito al potere esecutivo, il giudice potrebbe avere la forza di un oppressore. Tutto sarebbe perduto se un’unica persona, o un unico corpo di notabili, di nobili o di popolo esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le risoluzioni pubbliche e quello di punire i delitti o le controversie dei privati.” Chiaro? »
    I. – Barone, quindi, lei sostiene semplicemente che al parlamento, eletto dal popolo, tocca fare le leggi, al potere esecutivo tocca applicarle e al potere giudiziario farle rispettare?-
    M. «Certo. Avete ancora dubbi? Tutti gli stati moderni e moderati seguono questo principio, altrimenti si corre il rischio di formare governi totalitari e in Europa, mi dicono, ne avete avuto esempi eclatanti. »
    I.- Allora, sarebbe meglio che i politici (perché non abbiamo più nobili) facciano i politici, raccogliendo le istanze della gente e portandole in parlamento dove gli eletti dal popolo devono legiferare; il governo, anch’esso eletto dal popolo, pensi a fare conoscere a tutti le leggi e controlli che vengano applicate; ai magistrati spetta il compito di punire chi non le rispetta?-
    M. « Ma vi state ripetendo. A che gioco giocate? Non ho tempo da perdere e voglio tornare al mio sonno eterno.»
    I. – Ci scusi, non volevamo farle perdere tempo. Volevamo solo essere sicuri di aver capito, perché qui in Italia ci sono ottimi magistrati che lavorano infaticabilmente per accelerare i tempi lunghi dei processi, ma ci sono anche magistrati che non hanno tempo di emettere sentenze e fanno scadere i termini della carcerazione ridando libertà a pericolosi delinquenti. Ci sono magistrati che entrano in politica per continuare a giudicare, magistrati che vengono giudicati perchè indagano su certi politici e magistrati in attività che entrano a far parte del “governo”! È successo in Sicilia, sa? Eppure continuano ad invocare l’indipendenza della Magistratura. Cosa ne pensa?-
    M. «Voi, in Italia, siete proprio pazzi! Questa non è divisione di poteri, è scontro per il potere! Altro che lotta di classe, è lotta tra “caste”! Me ne torno a rigirarmi nella tomba, perché nemmeno nel Medioevo succedevano queste cose. Altro che Paese moderno! »
    E, infuriato, il barone di Montesquieu si allontanò, lasciandoci ammutoliti……

     

    1 responses to “Intervista impossibile” Icona RSS

    • Meraviglioso articolo quello scritto da Cerere, a proposito di giustizia; nei miei precedenti post avevo lanciato degli strali contro certi magistrati e certa giustizia, ma si vede che tali argomentazioni non interessano a nessuno. . . ed invece ecco l’illuminante intervista impossibile! meravigliosa!. . . grazie Cerere


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